“Finanziaria” L’ira dei sindaci ulivisti sul governo

05/10/2006
    gioved� 5 ottobre 2006

    Pagine 2 – Interni

    IN RIVOLTA I PRIMI CITTADINI DI SINISTRA / NON VOGLIONO ESSERE ADDITATI COME I �VAMPIRI� CHE AUMENTANO LE GABELLE PER RECUPERARE I TAGLI

      L’ira dei sindaci ulivisti sul governo

        Veltroni: �Si mettono a rischio i servizi�.
        Cofferati: �Scenario insostenibile che preoccupa�

          Gigi Padovani
          inviato a VIAREGGIO (LU)

            Il libeccio spazza i tavolini sul lungomare di Viareggio, ma dalla sala del convegno organizzato, come ogni anno, da Legautonomie – l’associazione di sinistra degli enti locali – il vento di rivolta � altrettanto gagliardo. Punta diritto verso Palazzo Chigi e la Finanziaria 2007. Non � una novit� che i sindaci si lamentino con il governo per i tagli della manovra economica: ormai da anni gli incontri autunnali degli amministratori avevano lo stesso leit-motiv. Nel mirino c’erano il Cavaliere e il suo ministro dell’Economia, l’Uomo Nero Giulio Tremonti.

              La scena si ripete, nonostante il governo sia cambiato. �Vulnus istituzionale e politico� (Oriano Giovanelli, deputato ds, presidente di Lega delle Autonomia); �Attenti, state tagliando il ramo sul quale siete seduti� (Leonardo Domenici, presidente Anci, l’Associazione �ufficiale� dei Comuni, e sindaco di Firenze); �Nei piccoli centri montani non riusciamo a far pagare la raccolta dei funghi, come volete che inseriamo nei bilanci la tassa di scopo?� (Oreste Giurlani, sindaco ulivista di Fabbriche di Vallico, nel Lucchese, e presidente dell’Uncem, l’Unione degli enti di montagna); �Non mi va gi� che un governo di sinistra mi dia il "permesso" di aumentare le tasse ai cittadini per coprire i suoi tagli� (Gaetano Sateriale, sindaco ds di Ferrara).

                Fioccano gli applausi dalla platea, in una sorta di psicodramma collettivo che ha come obiettivo il governo, solo che stavolta a guidarlo c’� Romano Prodi. Eppure la bufera dilaga in tutta Italia: si aggiunge da Roma Walter Veltroni – �si mettono a rischio i servizi� -, da Torino Sergio Chiamparino offre provocatoriamente le chiavi del municipio a Palazzo Chigi. E anche Sergio Cofferati da Bologna si unisce al coro: �Scenario insostenibile�, che desta �forte preoccupazione�.

                  Cos�, un teso ministro dei Rapporti con il Parlamento, il diessino Vannino Chiti, a fine mattinata deve correre ai ripari e annunciare subito dal Centro Congressi viareggino che Prodi lo ha autorizzato ad �aprire un tavolo� con i Comuni per affrontare �gli aspetti critici della Finanziaria e cercare di risolvere in particolare il problema del riequilibrio dei pesi tra i vari enti locali�.

                    Chiti naturalmente ribalta la colpa sul solito Uomo Nero Tremonti, che ha lasciato una pesante eredit� al Paese, con un deficit al 4,6 % e il rischio di mandare l’Italia fuori dall’euro. E quando gli si ricorda l’accusa del vicepresidente di Forza Italia – che ha parlato in un’intervista di �partita di giro�, con tasse ridotte dal governo e aumentate dai sindaci, evitando il previsto confronto diretto qui a Viareggio -, Chiti replica polemico: �Tremonti doveva attuare lui l’articolo 119 della Costituzione, sul federalismo fiscale: gli incrementi delle imposte locali non sono un obbligo�.

                      Ecco il senso vero della rivolta: i primi cittadini di sinistra non vogliono essere additati come i �vampiri� che aumentano le gabelle ai cittadini per recuperare i tagli. Il presidente dell’Anci, Domenici, mostra tabelle di cifre complicate, dalle quali si evince una sola cosa: a fronte di �tagli� dal governo per 2,8 miliardi di euro ai Comuni, questi ultimi sono autorizzati dal governo a fare incrementi sull’addizionale Irpef (fino allo 0,8 per cento, contro una media attuale dello 0,24) per circa 3,4 miliardi. Cio� nuove tasse locali.

                        Chiediamo al sindaco di Firenze: ma allora ha ragione Tremonti? � una partita di giro? Domenici: �Beh s�, se le cifre fossero queste, lo sarebbe. Ma ci rifiuteremo di farlo�. La rabbia dei sindaci diessini � originata da un altro particolare, di non poco conto: le Regioni sono riuscite a trovare un accordo sulla Sanit� a pochi giorni dalla Finanziaria, con un aumento di risorse dallo Stato agli assessorati di circa 7 miliardi, sul centinaio totale. �Evidentemente la Turco ha fatto bene il suo mestiere, ha trovato la sponda in qualche Regione per chiudere l’intesa. Ma noi sindaci non ci hanno proprio sentito, neppure una telefonata�, � il commento nei corridoi.

                          E allora? Allora si fa �un tavolo�, come dice Chiti: ma non si sa ancora su che basi partir� il confronto. Intanto c’� chi, come il sindaco ds di Padova, Flavio Zanonato, ha gi� fatto i suoi conti: �Il taglio della Finanziaria per noi � pari a 31 milioni di euro. Se dovessi raddoppiare l’addizionale Irpef, ne incasserei 24. Dicono che si devono ridurre i costi della politica, se la prendono con i consigli di quartiere: sa quanto costano all’anno? Circa 200 mila euro…�.