“Finanziaria” Liquidazioni all’Inps, rendimenti a rischio

16/10/2006
    domenica 15 ottobre 2006

    Pagina 3 – Economia

    LA MANOVRA CONTESTATA / SPUNTA UNA GABELLA DA 80 EURO. DAMIANO: ENTRO LA FINE DELLA PROSSIMA SETTIMANA APRIREMO UN TAVOLO SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

      Liquidazioni all’Inps
      rendimenti a rischio
      Un tetto al prelievo

        Verso l’esclusione delle imprese fino a 40 dipendenti
        L’alternativa: prelievo una tantum limitato a due anni

          Alessandro Barbera
          ROMA

          Per venire incontro alle imprese preoccupate per la liquidit� finora garantita dal Tfr dei lavoratori, al ministero dell’Economia si sta lavorando alla modifica della norma che destina il 50% dell’inoptato – cio� di chi non far� confluire la propria liquidazione nei fondi pensione – all’Inps.

          Il compromesso che il tam tam dei palazzi ieri dava per probabile escluderebbe le imprese fino a 40 dipendenti. Sul tavolo restano due alternative: spostare le risorse derivanti dal flusso del Tfr – e oggi destinate alle infrastrutture – verso ricerca, innovazione e riforma degli ammortizzatori sociali. Oppure limitare la durata del meccanismo al 31 dicembre 2008.

            Risolti i dubbi delle imprese resteranno per� intatti quelli dei lavoratori. Che vantaggio avr� il lavoratore che affider� la liquidazione all’Inps? Il rendimento sar� superiore al 2,1% che oggi gli garantisce la sua azienda? Cosa bisogner� fare per avere indietro soldi che finiranno nei complicati ingranaggi della macchina pubblica? E infine, il meccanismo non rischia di indebolire il decollo della previdenza complementare? Per chi conta sull’agognata buonuscita per sottoscrivere un fondo, comprarsi casa o la macchina nuova, la Finanziaria 2007 potrebbe trasformarsi in un pessimo affare. Da un lato c’� l’Inps, dall’altro la nuova curva delle aliquote Irpef che coster� in media (lo scrive la relazione tecnica che accompagna la manovra) ottanta euro di maggiori tasse a liquidazione.

            Il rendimento
            Finora l’attenzione della politica si � concentrata sugli svantaggi della riforma per le imprese. Poco si � discusso di cosa ne sar� della liquidazione di chi il primo luglio 2007 non avr� aderito ad un fondo complementare. Il ghiaccio l’ha rotto venerd� il presidente della Covip (l’organo di vigilanza sui fondi pensione) Luigi Scimia: chi garantisce che quel 50% di Tfr continuer� a garantire il rendimento dell’azienda? La legge garantisce oggi al dipendente una rivalutazione dell’1,5% pi� il 75% dell’inflazione annua. La risposta al domani � affidata al decreto che entro il 31 gennaio 2007 dovr� disciplinare la materia. �Sarebbe logico – spiega Scimia – che quel rendimento sia garantito�. Ma questo nella Finanziaria non c’� scritto. L’unica cosa certa � che con quei soldi il governo finanzier� le opere pubbliche senza copertura. E che per questo l’Inps emetter� titoli di debito a scadenza, come fossero normali Bot o Cct. Che rendimento avranno questi titoli �Inps�? Nell’audizione di gioved� scorso in Parlamento, il Governatore di Bankitalia Mario Draghi ha dato una risposta rassicurante per i lavoratori, meno per le casse dello Stato e per il ministro Padoa-Schioppa.

            La norma – aveva spiegato Draghi nella sua relazione – � sostanzialmente �un prestito forzoso che lo Stato impone alle imprese� e che a partire dal 2008 �verr� compensato a tassi superiori a quelli che sarebbero prodotti con operazioni sui titoli di Stato�.

            I fondi
            L’affermazione di Draghi risolve il problema di Scimia e ne pone un altro. Perch� se ai lavoratori che lasceranno i soldi all’Inps sar� garantito un rendimento superiore a quello delle imprese, le nuove norme rischiano di danneggiare chi invece tenter� la via dei fondi pensione. Il Governatore per questo invitava diplomaticamente il governo �a non scoraggiare la costituzione dei fondi�. Una battuta che implicitamente rimanda a quello della loro tassazione. Oggi la previdenza complementare � tassata all’11%, l’1,5% in meno dei titoli di Stato ma – come dice il senatore diesse Giorgio Benvenuto – �molto di pi� di quanto non avvenga nel resto d’Europa�. Il rischio � che con la delega che uniformer� le imposte sulle rendite finanziarie al 20% (arriver� il primo luglio in coincidenza con l’entrata in vigore della riforma del Tfr) la tassazione salga ancor di pi�: �Le voci parlano del 18,5%. Sarebbe una mazzata per la previdenza integrativa�.

              Il tavolo
              �L’unica cosa che conta � tutelare il decollo dei fondi�, dice l’ex ministro Tiziano Treu, per nulla entusiasta della soluzione Inps. Per discutere del futuro della previdenza complementare il ministro del Lavoro Cesare Damiano ora promette la convocazione di un tavolo �entro fine mese�. Anche se – spiega all’Ansa – non si parler� delle norme sul Tfr. Di quelle �si discuter� in un altro tavolo con Padoa-Schioppa�. Il radicale Daniele Capezzone dice che � tutto da rifare: �Quasi mi rifiuto di discutere dei dettagli tecnici. L’intera questione andrebbe rivista alla luce delle parole di Draghi. Il capotavola dei volenterosi�.