“Finanziaria” Le novità della manovra

14/12/2005
    mercoledì 14 dicembre 2005

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      Le novità della manovra

        ALLA GUIDA
        Condonati i punti della patente se non si individua il colpevole

          Un condono, anche se piccolo, non poteva mancare in Finanziaria, e riguarda i punti patente, ma solo nel caso in cui il titolare del veicolo non era alla guida al momento dell’infrazione contestata, ma si sia comunque rifiutato di fornire le generalità del conducente. Caso classico: la macchina è del papà, la guida il figlio che viene beccato mentre parla al telefonino. La multa e la sottrazione dei punti vengono comminati al titolare il quale, per amor paterno, rifiuta di denunciare il figlio e si espone a pagare di persona. Bene, dice la nuova norma inserita in Finanziaria, il generoso titolare del veicolo può risparmiarsi la decurtazione dei punti, anche senza dire chi fosse alla guida, a patto di pagare una multa tra i 250 e i 1000 euro. Viene così riproposta, veicolandola in Finanziaria, una disposizione che era contenuta in un decreto legge che il governo aveva ritirato a metà novembre, poco prima della scadenza, visto che in Senato non si riusciva ad avere il numero legale.

          LA FAMIGLIA
          Bonus bebè con tetto a 50 mila Sconti fiscali per gli asili nido

            La disputa infinita sul bonus-bebè ha trovato finalmente un punto di approdo: potranno godere dell’assegno «una tantum» di mille euro, tutti i bambini nati o adottati negli anni 2005 e 2006, a patto che il reddito complessivo lordo della famiglia non superi i 50 mila euro. Quindi niente bonus per il figlio della signora Marina Berlusconi, certamente, ma neppure ad un eventuale figlio di due insegnanti. La misura – dice il testo del Governo – costerà 696 milioni di Euro. Per percepire l’assegno, basterà recarsi all’ufficio postale «autocertificando il proprio requisito reddituale». Salta invece la deduzione fino a 2.150 euro per le spese sostenute dalle famiglie per le baby sitter, prevista nel testo della finanziaria licenziato dalla commissione della Camera. Resta invece la
            detrazione per le spese di asili nido, ma più bassa rispetto al testo della commissione. Viene cioè ripristinato il testo approvato dal Senato che prevede, limitatamente all’anno di imposta 2005, una detrazione fino a 632 euro l’anno per ogni figlio.

            SPECULAZIONI
            Arriva la «tassa Ricucci»sulle plusvalenze immobiliari

              L’hanno subito ribattezzata la tassa «anti Ricucci» in quanto colpirebbe, tra gli altri, anche l’immobiliarista romano che ha realizzato lucrosi investimenti. Il Tesoro ha introdotto, infatti, nel maxiemendamento una
              norma che porterebbe la tassazione delle plusvalenze immobiliari sulla stessa aliquota di quelle azionarie, con un prelievo del 12,5 per cento per tutti gli immobili e i terreni edificabili che vengano riveduti entro cinque anni dall’acquisto con una operazione quindi palesemente speculativa. L’intenzione del Tesoro sarebbe quella di allargare così la base imponibile e di agevolare l’emersione del «nero». Non si capisce, invece, quanto il ministero del Tesoro conti di realizzare da questa norma, peraltro facilmente aggirabile attraverso un sistema di leasing o con altre forme di contratti dilazionati che potrebbe prolungare artificialmente i tempi che intercorrono tra l’acquisto e la successiva vendita.

                IL CONCORDATO PREVENTIVO
                Imprese e professionisti a posto con il Fisco pagando il 23%

                «Non è una sanatoria» si è affrettato a dire il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ma certamente gli somiglia molto. Una nuova norma introdotta dal maxiemendamento, e che si chiama con l’edulcorato nome di «perfezionamento dell’adeguamento fiscale», prevede, infatti, che imprese e lavoratori autonomi possano «concordare» con il fisco le tasse da pagare per il triennio 2005-2007, a patto che accettino di «adeguare» i redditi dichiarati nel 2003-2004, con una sorta di concordato-sanatoria (come chiamarlo altrimenti?), pagando sugli importi aggiuntivi un balzello del 23-28% comprensivo di tutto, a meno che la soglia di evasione non abbia superato la cifra di 75 mila euro. In sostanza, l’Agenzia delle Entrate formulerà una proposta per i redditi 2003 e 2004, sui quali si applicherà «un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’Irap» del 23%. Imposta che sale al 28% per le società di capitali che non hanno optato per la «trasparenza fiscale». L’adeguamento si perfeziona pagando gli importi dovuti entro il 16 ottobre 2006. Se la somma però dovesse superare i 10 mila euro per le società di capitale, o i 5 mila per gli altri soggetti, il 50% dell’importo eccedente può essere versato entro il 16 dicembre successivo. Questo tipo di concordato preventivo ripropone, in sostanza, le norme già previste dalla passata finanziaria, in base alla quale i contribuenti possono determinare le imposte da dichiarare per il triennio successivo, sulla base di una proposta fatta dall’Agenzia delle Entrate e fondata su dati statistici. La nuova norma prevede anche che l’amministrazione finanziaria non possa procedere ad accertamenti su chi accede al concordato triennale, relativamente ai periodi d’imposta concordati. La Guardia di Finanza, quindi, non potrà fare accertamenti né analitici né induttivi, sia sulle imposte dirette che su quelle indirette.
                La pace fiscale è garantita.

                DONAZIONI ALLA POLITICA
                Minigabella dell’1 per cento sui finanziamenti ai partiti

                Se i partiti italiani con una mano prendono dalle casse dello Stato (nonostante due referendum abbiano bocciato il finanziamento pubblico), con l’altra tentano di dare qualcosa. O almeno questo è l’intendimento di un articolo del maxiemendamento presentato dal governo, il quale stabilisce che i partiti dovranno erogare l’1% delle donazioni ricevute a titolo di liberalità. «Partiti e movimenti – si legge nella norma – sono tenuti a versare all’erario una somma pari all’ 1% di quanto effettivamente introitato dal primo gennaio 2005». Al tempo stesso, però, il maxiemendamento istituisce un fondo di garanzia e mette a riparo gli amministratori delle forze politiche dalle richieste di eventuali creditori. Il loro operato, infatti, sarà perseguibile solo in caso
                di dolo o colpa grave, una disposizione che si applica anche ai giudizi e gli accertamenti in corso. Più che una tassa sembrerebbe un condono giudiziario latente.