“Finanziaria” Le località «per famiglie» temono il tracollo

13/11/2006
    sabato 11 novembre 2006

      Pagina 2 – Economia/La manovra d’autunno

        RICCHI E POVERI SI VA DELINEANDO UNA LINEA DI DEMARCAZIONE TRA LE PIU’ TITOLATE CITTA’ D’ARTE O DI VACANZE E I PICCOLI CENTRI DOVE SI BADA ALLE SPESE

        Le localit� �per famiglie� temono il tracollo

          il caso
          MARCO SODANO

          Chi ha in programma un fine settimana a Roma – hotel caratteristico, cena a lume di candela – non si far� spaventare da un rincaro di una decina di euro al giorno. Ma le famiglie che studiano depliant alla mano se fare le due canoniche settimane di spiaggia sula costa romagnola o – traversato l’Adriatico – su quella croata, aggiunta alla colonna delle spese la neonata tassa di soggiorno, quale che sia la forma nella quale sar� approvata, potrebbero cambiare idea. Comprensibile che il sindaco di Venezia Massimo Cacciari pensi di introdurre un biglietto d’ingresso per destinare gli incassi alla salvaguardia delle meraviglie della Laguna, che possono fare i suoi colleghi che non dispongono di un Palazzo Ducale o di un Ponte di Rialto da piazzare sul catalogo?

          Bologna pu� permettersi di far pagare cinque euro alle automobili che vogliono varcare la cinta del centro. Ma un anonimo centro della riviera campana non potr� fare lo stesso. Il turismo � settore dalla salute almeno malferma e il rincaro imposto dall’alto – i Comuni sono liberi di applicare la tassa o meno, ma dovranno trovare altrove le risorse per finanziarsi – certo non aiuta.

          Insomma s’� gi� prodotta una linea di demarcazione piuttosto netta: localit� �ricche� (di fascino, storia, tradizione, fama eccetera) da una parte: approvano la tassa sapendo che la loro clientela non si accorger� neppure del ritocco. Localit� �normali�, frequentate da famiglie normali e obbligate a rispondere alle bisogne di bilanci normali. Che dicono di no perch� dalle loro parti i cento euro in pi� o in meno sono ancora le vecchie duecentomilalire: sono soldi.

          A tutto questo si aggiunge che il turismo italiano � settore dalla salute malferma che cominciava giusto giusto a respirare aria di ripresa. I dati Istat sull’anno 2005, diffusi pochi giorni fa, dicono che il saldo finale del mercato delle vacanze (10,5 miliardi) ha segnato un calo di 1,7 miliardi rispetto al 2004. Si spende meno per le vacanze, in Italia, anche se stanno aumentando �sensibilmente� gli arrivi di turisti (in media del 2,7%). A questo punto c’� chi si chiede se la tendenza, una volta istituzionalizzata la gabella da viaggio, resister�.

          Nel frattempo, se il fronte dei Comuni s’� spaccato i viaggiatori, che stanno appesi in fondo alla catena economica, reagiscono con stizza. Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, sintetizza: �I cinque milioni di turisti stranieri che hanno abbandonato l’Italia negli ultimi anni per altri lidi pi� economici, saranno entusiasti di mettere in conto cinque euro a testa per notte oltre alle spese gi� previste�. Secondo Lannutti la tassa di soggiorno � �la scelta suicida di un governo che preferisce colpire nel mucchio per reperire risorse�.

          Anche pi� secco – e anche in questo caso all’unanimit� – il no delle associazioni degli operatori turistici. Andrea Giannetti, presidente di Assotravel (Confindustria): �Questo provvedimento conferma che la ripresa del mercato turistico in Italia, rester� l’eterna incompiuta che attraversa trasversalmente i governi che si sono succeduti dalla met� degli anni ‘80 ad oggi�. E dire che i numeri dell’Istat lasciavano ben sperare: il flusso dei clienti registrato nel 2005 nel complesso degli esercizi italiani ha raggiunto quota 88,3 milioni di arrivi, 355 milioni di presenze, con un periodo medio di permanenza di quattro notti. Con qualche spunto che fa intuire il tanto agognato ritorno dei turisti stranieri: al calo degli ormai disamorati tedeschi (meno 0,7%, nello stesso tempo raggiungono le coste pi� abbordabili della Croazia) fa da contraltare un aumento degli arrivi dal Regno Unito (+11%) e perfino dalla Francia (+1,6%). I tre paesi pesano parecchio, perch� insieme rappresentano il 18,7% delle presenze alberghiere. Fuori dalle stanze d’hotel – e quindi nella fascia di prezzo pi� bassa – i tedeschi sono gi� scesi del 3% e gli austriaci dell’1,6. Al contrario, belgi e olandesi hanno fatto segnare un vero e proprio boom: +15,3% dai Paesi Bassi.

          Buoni anche i dati degli arrivi extraeuropei: nel 2005 sono cresciuti i turisti provenienti dal Canada (+28,5%), dal Brasile (22,2%), dal Venezuela (21,6%), dall’Australia (9,8%) e dagli Stati Uniti (8,8%). Sono arrivati meno giapponesi (-3,7%). Detto per inciso anche nel 2005 ci sono stati pi� stranieri negli hotel a quattro e cinque stelle, mentre gli italiani sono in prevalenza nelle categorie inferiori (il che si spiega anche col fatto che chi pu� permettersi un cinque stelle facilmente scelgono una vacanza oltreconfine).

          Dai numeri Istat si pu� anche prevedere quali sono le regioni nelle quali un’eventuale tassa di soggiorno renderebbe di pi� : Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna hanno il record delle presenze. Rispettivamente: 13,4 e 12 milioni di presenze alberghiere.