“Finanziaria” Le imposte e la fantasia in parlamento

25/10/2005
    martedì 25 ottobre 2005

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    LA CORSA DEGLI EMEDAMENTI
    Le imposte e la fantasia in parlamento

      Questa pazza Finanziaria

        Tutti contro le «croste» acquistate da Pera
        «Vendiamole per sanare i conti pubblici»

          Antonella Rampino

            E se vendessimo «le orrende croste del Senato»? L’idea che per aiutare le casse dello Stato si potrebbe «alienare il fallo rosa di Vangi» che nel salone Garibaldi ha preso il posto del busto di Luigi Einaudi, e «la terrificante scultura rossa di Mingotti», e «la deprimente “Deframmentazione” di Aaron Demetz», o «il grande televisore spento di tal Sarnari», è venuta, via emendamento alla Finanziaria, al senatore di Verdi Sauro Turroni. Per una volta, d’accordo con lui potrebbe essere anche il vice-presidente del Senato, quel Roberto Calderoli che contro «il mammozzone in forma di preservativo» ad opera di Giuseppe Vangi (l’unico, con Sandro Chia, Mario Schifano e Piero Guccione, che abbia però una quotazione consistente sul mercato dell’arte) inaugurò una vasta raccolta di firme, per una volta bipartisan. Finita nel nulla.
            Non si sa quante siano, non si sa nemmeno esattamente chi le abbia scelte, dal 2002 a questa parte, poiché pare sia esistito solo un comitatino informale capitanato da Pera e comprendente l’ex senatore, oggi governatore dell’Abruzzo, Ottaviano Del Turco. Quel che è certo è che hanno invaso le stanze di Palazzo Madama, sfrattando ninfe barocche, vedutisti settecenteschi e ritrattisti risorgimentali. Son opere di moderni paesaggisti romani (Arcangelo), minori di scuderia (come Vito Tangiani che farà un Puccini per Lucca, il feudo di Pera), pittori e scultori discussi ma tutti italiani e tutti contemporanei. Che han suscitato le stesse ire con cui Terracini fulminò Palma Bucarelli quando si mise a comprare Burri. Ma che, in questo caso e fatti salvi i nomoni di cui sopra, potrebbero aiutare di poco le casse dello Stato. Quanto son stati pagati non si sa, ma si sa che nel 2004 per acquisizioni d’arte sono stati effettivamente spesi 59.749 euro e 73 centesimi, nel 2003 125.893 e 15 centesimi e nel 2002 circa 110mila. Poca roba, come si vede. Ma dove sta scritto che un organo costituzionale dello Stato qual è il Senato debba usare il denaro pubblico come i collezionisti nuovi ricchi, investire poche decine di migliaia di euro su giovani artisti che magari in futuro varranno di più, ma che per ora sembrano, e dunque sono, «orrende croste»?

            SCHEDE a cura di Raffaello Masci

              1 – Sms e istruzione

                Messaggini più cari ma libri gratis a scuola

                  Un centesimo di tassa per ogni sms inviato. La proposta è approdata alla commissione Bilancio del Senato come emendamento all’articolo 44 della Finanziaria su iniziativa di alcuni senatori di An, tra cui Giuseppe Valditara, responsabile scuola del partito. L’idea è quella di racimolare così 300 milioni di euro l’anno per dare libri gratis a tutti gli studenti della scuola dell’obbligo le cui famiglie non raggiungano i 30,3 milioni di euro lordi l’anno. Se l’emendamento dovesse passare sarebbe applicabile già per l’anno scolastico in corso. La proposta, oltreché dispiacere ai ragazzi, che sono i più assidui fruitori del sistema sms, ha destato la perplessità degli operatori della telefonia. «Se uno mette la tassa di un centesimo per ogni sms – ha commentato il presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera – i miei investitori pensano che sono in un paese dove le regole non esistono più. Se vogliamo far fare un salto ad un settore, quello delle telecomunicazioni, dove l’Italia ha qualche chance, non dobbiamo commettere errori come questo sennò il mercato ci abbandona e gli investitori vanno in Asia o sui nuovi mercati».

                  2 – Previdenza, edilizia & risparmio

                    Forza Italia perdona. L’Udc tassa i bond

                      Dimenticatevi il «mai più condoni» pronunciato da Domenico Siniscalco. Il senatore di Fi Salvatore Marano, non ha voluto far mancare il suo contributo al nuovo corso. Ecco dunque riapparire il condono più contestato: quello edilizio che devasta il territorio. Marano propone di poter sanare le costruzioni ultimate entro il 30 settembre 2004, presentando una domanda entro il 31 dicembre del 2007. Un secondo emendamento chiede di estendere la misura «anche agli edifici fabbricati con la sola struttura in cemento armato». Dunque anche gli scheletri di cemento saranno benedetti, a fronte di un corrispettivo economico. Dalla CdL arriva però un emendamento di segno diverso: un inasprimento della tassazione sulle rendite finanziarie. Lo propongono i senatori Udc Ivo Tarolli e Amedeo Ciccanti che puntano a innalzare dal 12% al 20% la tassazione sui titoli obbligazionari privati (corporate bond) e sui dividendi azionari e a introdurre una franchigia fino a 800 euro di reddito per i titoli di Stato, «che corrisponde a un impiego di risparmio di circa 30 mila euro e a un beneficio netto per i risparmiatori di poco più di 100 euro l’anno».

                      3 – Muri sporchi

                        Stangata spray contro i graffitari

                          Una tassa sui writer, i ragazzi che ridisegnano le città, dai vagoni della metro ai muri, con le bombolette spray colorate: l’idea è farina del sacco di Giuseppe Valditara, responsabile per Alleanza nazionale della scuola e dell’università. La nuova tassa sui graffitari varierebbe, nelle intenzioni del senatore, a seconda della grandezza della bomboletta spray e quindi in un certo senso anche dei muri: «A decorrere dall’anno finanziario 2006 – scrive Valditara nella parte dell’emendamento che riguarda la copertura della sua proposta in favore del ministero – nei prodotti contenenti vernici e che vengono applicati attraverso il sistema spray, è istituita un’imposta pari a 2 euro per ciascuna confezione di contenuto non superiore a 200 millilitri e di 3 euro per ciascuna confezione di contenuto superiore a 200 millilitri». I fondi raccolti sarebbero da destinare all’Università.

                          4 – «Riconoscere Gladio»

                            Pensione anche per i Gladiatori

                              Un bel distintivo agli ex membri dell’organizzazione paramilitare Gladio. La propone il senatore di Forza Italia, Lucio Malan (lo stesso che si è occupato dell’esenzione dell’Ici per gli immobili dei religiosi), in un emendamento alla Finanziaria che mira ad equiparare la struttura «Stay Behind», sciolta dal governo italiano il 27 novembre 1990, al servizio prestato presso le Forse armate dello Stato, «con l’esclusione di qualsiasi effetto ai fini retributivi, previdenziali e assistenziali». In particolare, la norma proposta istituisce un distintivo onorifico che il personale militare interno, già appartenente alla struttura «Stay Behind», e attualmente in servizio nelle Forze dello Stato può portare sull’uniforme. Lo stesso distintivo può essere portato sugli abiti civili in occasione di cerimonie militari e di manifestazioni dell’Associazione. Plauso all’iniziativa dal senatore Francesco Cossiga.

                              5 – Tutela del patrimonio artistico

                                Una gabella sui turisti per aiutare i Comuni

                                  Tassiamo i turisti per rilanciare il turismo. Potrà sembrare paradossale ma è il senso di un emendamento di An alla Finanziaria, presentato dai senatori Giuseppe Specchia, Lucio Zappacosta e Giuseppe Bongiorno. I comuni, secondo i proponenti, potrebbero gravare di una tassa di soggiorno tutti i vacanzieri che si trovino, anche per brevi periodi, nel loro territorio. Ci sarebbe, beninteso, una fascia di esenzione di cui potrebbero giovare i giovani, i campeggiatori e coloro che risiedano in casa di amici e parenti. Per tutti gli altri che trovano accoglienza in alberghi e pensioni, dovrebbe scattare un aggravio «non superiore al 5% del prezzo del servizio» da destinare, secondo i senatori di An, ad attività di promozione turistica e di potenziamento dei servizi di accoglienza. Insomma: con una mano si stanga e con l’altra si blandisce. Secondo il presidente della provincia di Roma, Enrico Gasbarra, la misura «sarebbe l’eutanasia del turismo nazionale, già peraltro in difficoltà, e che avrebbe invece bisogno di politiche serie per il rilancio, dato che è il nostro petrolio».

                                  6 – Protezione civile

                                    Il governo raccomanda quattro assunzioni

                                      L’argomento è sempre quello dei tagli ai costi della politica. I parlamentari, si sa, hanno rinunciato al 10% della loro retribuzione. Ma i ministri – si chiede il senatore diessino Stefano Passigli che ha presentato un apposito emendamento – i viceministri, i sottosegretari? Facciano altrettanto. Quanto al presidente del Consiglio, faccia di più: si tagli la paga di almeno il 20%. Su 3.305 emendamenti alla finanziaria, invece, il governo ne ha presentato solo uno in Senato, e che punta ad assumere, con contratto a tempo indeterminato, quattro persone attualmente in servizio all’ufficio nazionale per il servizio civile con contratto a tempo determinato. La copertura, pari a 80mila euro annui non comporta ulteriori oneri per lo Stato, dal momento che è già carico del fondo nazionale per il servizio civile. La proposta di modifica, spiega la relazione allegata all’emendamento, mira a sanare la disparità di trattamento creatasi con un decreto legge che ha disposto l’assunzione del personale della protezione civile ma solo per le unità in servizio al dipartimento, tralasciando il personale dell’ufficio.