“Finanziaria” La sinistra radicale prepara cortei contro il governo

23/10/2006
    luned� 23 ottobre 2006

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      sindacati. oggi manifestano i pubblici. scioperi in arrivo

        di Ettore Colombo

          La sinistra radicale prepara
          cortei contro il governo

            La finanziaria che, come direbbe Romano Prodi, deve �scontentare tutti� sta pienamente riuscendo nell’intento. Le categorie che si stanno muovendo �contro� la manovra varata dal governo o appena nei suoi dintorni aumentano a vista d’occhio. A partire dal pubblico impiego, tema sempre �caldo� sul quale questa mattina manifesteranno, con un assemblea pubblica al palazzetto dei congressi dell’Eur di Roma, i delegati e i quadri del pubblico impiego (Fp Cgil, Fps Cisl, Uil Fp e Uil Pa) a Roma, peraltro alla presenza di Epifani, Bonanni e Angeletti. Chiedono un �patto per il lavoro pubblico�, i sindacati, che si pu� tradurre cos�: �S� a una lotta, anche dura, agli sprechi, no ai tagli – ancora troppi – previsti, a partire dai ticket sulla sanit�. Inoltre, le potenti confederazioni dei “pubblici” di Cgil, Cisl e Uil chiedono �pi� soldi� per il rinnovo del contratto.

            Poi ci sono i comparti della ricerca e dell’universit�, che scenderanno in piazza il 17 e 20 novembre, in agitazione contro i tagli previsti. Tagli che hanno fatto imbufalire anche il ministro alla Ricerca scientifica Mussi, il quale minaccia, sul punto, persino le sue dimissioni. Per finire ai ventilati tagli alla scuola, nonostante le rassicurazioni che fornisce il ministro all’Istruzione Fioroni. E appena citando il dolente caso Alitalia, che non sta dentro la finanziaria ma nei suoi immediati paraggi, rispetto al quale i sindacati mantengono uno stato che definiscono di �massima allerta� e che, in una riunione che terranno marted�, potrebbe trasformarsi nella rottura della �moratoria� sugli scioperi accordata fino al 31 gennaio.
            A elencare tutti i comparti in fibrillazione si rischia l’effetto �lista della spesa� ma pare proprio profilarsi pi� d’una tempesta, all’orizzonte. E anche ai vertici dei tre sindacati confederali – per non dire degli altri, dall’Ugl che critica apertamente la finanziaria alla Cisal e alla Confsal, gi� scese in piazza, fino a Cobas e Rdb-Cub – i mal di pancia sono in aumento. Appena prima della riuscita (oltre 30 mila le persone in piazza) manifestazione tenuta a Foggia sabato scorso contro il lavoro nero, i tre leader di Cgil, Cisl e Uil si sono appartati per un incontro riservato. Derubricato a incontro di routine da Epifani e Bonanni (i quali, peraltro, �si pigliano� sempre meno), qualcosa in pi� la rivela Angeletti. �Ci siamo scambiati un po’ di opinioni su cosa fare nei prossimi giorni nei confronti, ovviamente, del governo�, ha spiegato il leader della Uil. Che alla domanda se fossero stati risolti i “problemi” tra i tre sindacati ha risposto: �Il vero problema sono le risposte del governo�. Il che in parte � vero, in parte no. Proprio la Uil, infatti, � pi� che in sofferenza, di recente. Il segretario della Uilm Regazzi, per dire, ha sparato a palle incatenate contro l’accordo faticosamente trovato tra governo, sindacati e Confindustria sul Tfr. Alla pari del suo collega della Fiom, da cui � sideralmente lontano, dal punto di vista politico, Giorgio Cremaschi, che continua a tuonare contro una finanziaria che, a suo dire, �non d� ai poveri e non toglie ai ricchi�. Peraltro, tra i metalmeccanici uillini – la cosa appare incredibile ma tant’� – le simpatie per il centrodestra sono pi� che una sensazione giornalistica. Per non dire del fatto che la concorrenza dell’Ugl, che ha messo a segno buoni colpi, comincia a farsi sentire. Morale, Angeletti cerca di smarcarsi appena pu�: �Abbiamo questioni non risolte sul fisco, ma bisogna che le risolva il governo, cos� com’�, non penso possa funzionare�. Ce l’ha in particolare con il presunto �accordo-truffa� sul cuneo fiscale, Angeletti. Da settimane pensa che la parte che spetta ai lavoratori consisterebbe in una �partita di giro�, cio� nella sua restituzione attraverso i moduli Irpef.

              E c’� il �pasticciaccio� Tfr, oggetto degli strali di industriali grandi e piccoli. Nonostante l’accordo raggiunto con il governo che sar� formalizzato oggi davanti al ministro del Lavoro Damiano, Confindustria continua ad attaccare pesantemente il governo: le piccole e medie imprese riunitesi a Prato tutto sono tranne che soddisfatte. Montezemolo � arrivato a dire che �la manovra � vecchia e classista� e �la maggioranza di governo � frenata dalla sua ala massimalista�. Sul Tfr come sulla delega ambientale, per non dire delle tasse e dei mancati tagli a sanit�, previdenza e pubblico impiego. Al di l� della difesa d’ufficio del centrosinistra, il cuore riformista della coalizione si rende conto che la �fase due� del governo deve assolutamente partire, pena lo scollamento definitivo tra maggioranza di governo e Paese. Ma ieri � stata la sinistra radicale a controbattere. �Confindustria ha la pancia piena e dovrebbe solo ringraziarci�, tuona in un’intervista alla Stampa il ministro alla Solidariet� sociale del Prc Paolo Ferrero. Poi attacca i �poteri forti�, vero bau bau dell’area: �Puntano a far saltare Prodi e mettere fuori gioco la sinistra radicale�. Che batter� un colpo forte il prossimo 4 novembre con una manifestazione formalmente indetta per chiedere �l’abrogazione� delle �leggi Biagi e Moratti�, ma che � gi� diventata �contro i tagli�. L’ala sinistra della Cgil, Fiom e Funzione pubblica su tutti, s’� gi� messa alla testa del corteo.