“Finanziaria” La sfida dello sviluppo

02/10/2003




02 Ottobre 2003

La sfida dello sviluppo
Le concessioni per le spiagge più care del 300%
In arrivo una stangata per lettini e ombrelloni


La prossima stagione gli amanti del mare e della tintarella potrebbero trovare brutte sorprese. Complice il rincaro del 300% delle concessioni demaniali marittime, previsto dal provvedimento per il condono immobiliare, lettini, sdraio e ombrelloni subire un aumento altrettanto consistente, arrivando a costare anche il triplo della passata stagione. Così che per affittare un lettino per un giorno ci si potrà sentire chiedere anche 25 euro. Perché è chiaro, spiegano gli esercenti, che l’aumento del canone avrà una ricaduta per i clienti già al primo sole del 2004. «Con questo provvedimento una lettino dovrà costare 25 euro il prossimo anno, mentre quest’anno ne costava 7» pronostica Maurizio Mastino, titolare di uno stabilimento a Fregene.

Anche i calciatori verso i 40 anni di contributi?
Attaccanti e portieri cercano di salvarsi in corner


Fino a sei anni fa erano dei privilegiati. Ora lo sono un po’ meno, ma anche in tempi di riforma delle pensioni rimangono «speciali». Il regime previdenziale dei calciatori, infatti, è particolare: più vicino a quello delle ballerine che a quello degli operai delle fonderie. «Ma non è detto che dopo il 2008 i calciatori debbano andare in pensione con 40 anni di contributi» avverte Lia Ghisani, presidente dell’Enpals. «Ci sarà un’armonizzazione, un adeguamento del principio di specificità anche ai fini dei calcoli pensionistici. Credo che la nuova norma non potrà essere estesa automaticamente a questo settore. Come altri regimi particolari, ad esempio le ballerine, ci dovranno essere procedure attuative speciali che tengano conto della specificità».

Polemica rovente sul pubblico impiego
Le Rdb: agitazione il 7 novembre


Le rappresentazione di base del pubblico impiego invitano i lavoratori alla mobilitazione contro la Finanziaria e le ipotesi di riforma del sistema previdenziale. «È una una politica economica che mira a smantellare lo stato sociale» dicono in un comunicato. L’iniziativa della mobilitazione si muove in vista dello sciopero degli stessi sindacati di base indetto per il 7 novembre. E’ il segnale più evidente dello scontro suscitato dalla decisione del governo di offrire gli incentivi per restare al lavoro soltanto ai dipendenti pubblici. «Ancora una volta in questo paese si discriminano i lavoratori pubblici – affermano i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Patta, Sorgi e Foccillo -, Sul piano contrattuale per il biennio economico 2004-2005 è previsto nella finanziaria uno stanziamento insufficiente, in quanto manca il finanziamento relativo al differenziale tra inflazione programmata e reale del biennio 2002-2003, è inoltre previsto un finanziamento ridotto per la contrattazione decentrata ed infine si stabilisce un’inflazione programmata per i contratti pubblici inferiore a quella indicata dallo stesso governo nel dpef e comunque molto lontana da quella reale». Questa volontà politica, sostengono i tre sindacalisti, significa una disdetta di fatto dell’accordo del 23 luglio e determina un controllo rigido solo sui salari reali che si riducono, evitando di intervenire su tutti gli altri redditi e sulle tariffe ed i prezzi. La stessa volontà di discriminazione – proseguono Patta, Sorgi e Foccillo -, «è contenuta nel provvedimento sulle pensioni, in quanto da un lato si afferma la piena parificazione e poi, nei contenuti, si prevedono diseguaglianze escludendo i lavoratori pubblici dagli aspetti perequativi inerenti la pensione integrativa, il tfr e le misure incentivanti». La prossima settimana – concludono Patta, Sorgi e Foccillo – le confederazioni si incontreranno con le categorie del pubblico impiego, «non solo per la partecipazione alle iniziative generali già decise, ma anche per prevedere un aggiuntivo articolato piano di mobilitazione del pubblico impiego».