“Finanziaria” La cena dei ministri dissidenti

29/09/2006
    venerd� 29 settembre 2006

    Pagina 3- Economia

    IL RETROSCENA

      Incontro "segreto" tra Fioroni, Bianchi, Pollastrini, Pecoraro Scanio, Mussi e Ferrero

        La cena dei ministri dissidenti
        "Un miliardo o non votiamo"

          In sei contro il titolare del Tesoro: lo teniamo l� per tre giorni

            CLAUDIO TITO

              ROMA – �O questa Finanziaria cambia, o lo teniamo l� fino a domenica. Altro che approvare subito�. Nella cena dei "dissidenti" neppure il nome facevano. Non ce n�era bisogno. Ogni parola era una stilettata contro la stessa persona: il supertecnico Tommaso Padoa-Schioppa. I dissidenti sono 6 ministri che in gran segreto si sono incontrati ieri sera per fare le pulci alla manovra e per tentare di correggerne l�impianto. Cos� Fioroni e Mussi, Ferrero e Pecoraro Scanio, Pollastrini e Bianchi, hanno studiato tutte le mosse per dare un�anima �sociale� alla prima finanziaria del governo Prodi. A 12 ore dal Consiglio dei ministri che deve approvare la manovra, quindi, il Professore e il ministro devono fare i conti con una vera e propria fronda all�interno del governo. Le misure hanno messo in allarme la coalizione, ma quei sei ministri hanno fatto qualcosa di pi� di una semplice contestazione. �Non vogliamo una Finanziaria "tecnica"�, tuonavano tra una portata e l�altra. Un vertice segreto per capovolgere l�articolato elaborato dall�ex banchiere chiamato dal presidente del consiglio per affrontare il �disastro� nei conti pubblici lasciato da Berlusconi e Tremonti.

              Nel cuore dell�Unione, dunque, la pressione sale fino alle stelle. I Ds sono preoccupati, la Margherita � infuriata. L�ala radicale della maggioranza pronta all�assalto. E cos�, mentre il premier e l�ex banchiere centrale provavano a spiegare nottetempo le misure ai capigruppo della coalizione, a pochi passi da Piazza Colonna, in una sala riservata di un noto ristorante della capitale, i 6 ministri "dissidenti" organizzavano una vera e propria "controfinanziaria". Studiavano il blitz da compiere oggi, in consiglio dei ministri. Un "patto degli spaghetti" assolutamente trasversale nella maggioranza. Con rappresentanti della Quercia e della Margherita, dei Verdi e del Pdci, di Rifondazione e del correntone diessino. L�appuntamento l�ha fissato il ministro della Pubblica istruzione, il diellino Beppe Fioroni. Puntuali si sono presentati i ministri Ds, Fabio Mussi (Ricerca) e Barbara Pollastrini (Pari opportunit�), il verde Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente), il Comunista italiano Alessandro Bianchi (Trasporti) e il "rifondarolo" Paolo Ferrero (Solidariet� sociale). Obiettivo: stornare almeno un miliardo di euro (duemila miliardi delle vecchie lire), ad esempio dal pacchetto di risorse destinato alle aziende per abbattere il cuneo fiscale, e dirottarlo su settori �pi� sociali�. In primo luogo la ricerca e la scuola. L�assalto dei "sei dissidenti" partir� dunque stamani, ma la prima Finanziaria targata Padoa-Schioppa rischia comunque di dover ancora fare tutti i conti. E nessuno a questo punto esclude che il Consiglio dei ministri possa trasformarsi in una seduta fiume che inondi anche il week end.

              Del resto, gi� marted� scorso, nel corso del vertice cui avevano partecipato i ministri economici con D�Alema e Rutelli, i due vicepremier erano andati gi� pesante sentenziando all�unisono: �Questa manovra � da riscrivere, cos� non passa�. E ieri l�allarme in casa Margherita � ancora cresciuto. �Non si pu� fare una manovra solo con le tabelline – � stato il ragionamento ripetuto dal leader diellino – stiamo ammazzando il ceto medio, quelli che ci votano�. Il riferimento alla rimodulazione delle aliquote fiscali era esplicito. Eppure, ieri davanti ai capigruppo, � stato ancora Visco a difendere la scelta di far salire la tassazione al 43% per i redditi sopra i 70 mila euro: �Chi si oppone fa una polemica pretestuosa perch� tocca solo l�1,6% dei contribuenti�. Evidentemente non aveva ancora parlato con il Guardasigilli, Clemente Mastella, che per tutto il giorno ha avvertito: �Se c�� quell�aliquota, io non la voto. Non si pu� colpire sempre il ceto medio�.

              Il braccio di ferro, insomma, sembra essere solo all�inizio. E non � un caso che proprio il Professore ieri si sia sfogato con i suoi contro la Margherita: �Troppe richieste, troppe impuntature. � chiaro che in questo modo incoraggiano il mercato. Legittimano gli altri ad alzare la domanda. Diventa una gara. Cos� non si pu�.

                Sta di fatto che a poche ore dal termine ufficiale per presentare la Finanziaria, tutto � in alto mare. �Mi hanno detto che la Finanziaria si scrive sempre di notte, per ora quindi non ho niente�, ha confessato il ministro dell�Economia. Le riunioni convocate a Palazzo Chigi sono quelle delle grandi occasioni. Tanta gente e tensione alle stelle. Davanti ai vertici del governo sfilano gli enti locali e le parti sociali. Ministri in allarme e capigruppo. Ma a tutti il ministro dell�Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha detto senza esitazioni: �Il testo ancora non c��. Le cifre dei singoli capitoli, quindi, neanche a parlarne. E non � certo neanche l�importo complessivo, indicato a 30 miliardi, ma che potrebbe salire anche a 32. Il titolare del Tesoro � stato strattonato da una parte e dall�altra. E i ministri Bersani e Visco sono stati sempre pi� impegnati a fare da argine. Ma che la strada non sia esattamente in discesa, l�avevano ben capito in mattinata il premier, il suo sottosegretario, Enrico Letta, e lo stesso titolare del Tesoro che erano saliti al Quirinale per incontrare il capo dello Stato e presentare le linee guida della Finanziaria. E pur senza scendere nel merito e nei particolari della manovra, Napolitano gli ha chiesto: �Ma siete proprio sicuri di questa nuova aliquota?�.