“Finanziaria” Istat: meno tasse per 16milioni di famiglie

13/10/2006
    venerd� 13 ottobre 2006

    Pagina 11 – Primo Piano

    I NUMERI

    L’Istat: meno tasse per 16 milioni di famiglie

    M.Sen.

      ROMA – Vincenzo Visco non ha dubbi. Tra Silvio Berlusconi che parla di 67 nuove tasse e l’Istat che ritiene la manovra fiscale del governo di centrosinistra in grado di alleggerire le tasse a oltre 16 milioni di famiglie italiane, �sicuramente ha ragione l’Istat�. Anche perch�, chiosa il viceministro dell’Economia, �vi pare che Silvio Berlusconi sappia qualcosa di statistica, di economia, o di altro?�. Parola dunque agli statistici, e pazienza se, al limite, le loro analisi non coincidono fino in fondo con quelle del governo.

      ANALISI CONTRASTANTI — Per esempio sugli effetti negativi che la riforma ha per una parte dei contribuenti italiani, quelli considerati pi� ricchi. Secondo il presidente dell’Istat, Luigi Biggeri, �le famiglie svantaggiate si concentrerebbero nei due decili a redditi pi� elevato, anche se per alcuni dettagli tecnici dei provvedimenti, anche numerose famiglie con redditi medio-bassi verrebbero colpite dalla manovra�. Dividendo tutti i contribuenti in dieci fasce, dice in sostanza l’Istat, ci sarebbero aggravi sulle ultime due, ma non solo. Nell’insieme, l’aggravio delle tasse colpirebbe ben 4,8 milioni di famiglie italiane, che ci rimetterebbero, in media, circa 400 euro l’anno.

        NOVE SU DIECI PAGHERANNO DI MENO — Valutazioni che divergono non poco da quelle fornite sempre ieri, ma nell’altro ramo del Parlamento, dallo stesso Visco e dal suo ministro, Tommaso Padoa-Schioppa. Secondo il quale �la riforma fiscale avr� l’effetto di ridurre le imposte per i primi nove decili della massa dei contribuenti�. Secondo il governo un solo italiano su dieci (e non due o pi� come dice l’Istat) pagherebbe pi� tasse rispetto a prima. E non � tutto, perch�, l’Istat ieri ha evidenziato anche un problema, molto pi� politico che statistico, relativo all’operazione sulle aliquote, quello degli incapienti. Cio� dei cittadini che hanno redditi gi� talmente bassi da non pagare le tasse. E che, di conseguenza, non possono usufruire in alcun modo degli sgravi sulle imposte.

          UN MILIONE DI FAMIGLIE INCAPIENTI Secondo le simulazioni dell’Istat il problema riguarda circa un milione di nuclei familiari, quelli dove i redditi non superano i 700 euro al mese. Che il problema sia reale lo ammette anche il governo, tanto che Visco ieri ha ipotizzato, ma solo dal 2008, la possibilit� di trasformare le detrazioni fiscali, che sostituiranno le deduzioni, in veri e propri assegni proprio per ovviare al problema dei redditi bassissimi. �Oggi non ci sono le risorse, ma in prospettiva spero che ci siano. La detrazione � lo strumento migliore per intervenire, il prossimo passo sar� quello di renderla rimborsabile�, ha detto Visco.

            SGRAVI MEDI DI 263 EURO — Per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane, in ogni caso (e su questo sono tutti d’accordo), la revisione delle aliquote e il nuovo regime degli assegni familiari porter� benefici. L’Istat nelle sue stime ha calcolato che saranno ben 16 milioni i nuclei familiari che nel 2007 pagheranno meno tasse. Per loro, in media, lo sgravio sar� di 263 euro l’anno. Il decile pi� basso della scala, quello relativo alle famiglie pi� povere, afferma l’Istat, vedrebbe aumentare il proprio reddito familiare disponibile dello 0,8% mentre quelle a reddito basso e medio basso avrebbero un aumento disponibile pari a oltre l’1%. �Complessivamente — ha detto Biggeri — si ridurrebbe la povert� relativa, grazie all’ uscita di 140.000 nuclei familiari da queste condizioni�.