“Finanziaria” Irpef più pesante per i ricchi

27/09/2006
    mercoled� 27 settembre 2006

    Pagina 6 – Economia/Oggi

    Irpef pi� pesante per i ricchi,
    stretta sugli statali

      Ultimi passi per la Finanziaria: memorandum d’intesa sulle pensioni

        di Bianca Di Giovanni / Roma

        RUSH FINALE – Aliquote Irpef pi� pesanti per i ricchissimi, pi� leggere per i ceti medio-bassi. Ancora: intesa di massima con i sindacati per discutere della riforma previdenziale a partire da gennaio. Queste le novit� pi� �attendibili� emerse in una giornata fitta di indiscrezioni e polemiche sulla Finanziaria, scoppiate dopo la divulgazione di una �bozza� definita in serata �superata e inattendibile� dal Tesoro. Un’ottantina di pagine, con 40 articoli �tratteggiati� dai tecnici, che calano una scure pesante sulla pubblica amministrazione e sulla scuola. In serata � l’intervento di Romano Prodi a placare le acque agitatissime della maggioranza e dei sindacati, gi� pronti allo sciopero. �Vedremo cosa si pu� fare per riarmonizzare il capitolo scuola�, dichiara il premier. Lasciando intendere che il cantiere Finanziaria � ancora tutto in corso: incontri, contatti informali, aperture e abboccamenti. Sar� cos� per altre 48 ore (e forse pi�), fino al varo in consiglio dei ministri di venerd�.

        Nel frattempo in Via Venti Settembre si fanno i conti per aggiornare i dati su Pil e deficit. La sentenza Ue sull’Iva sulle auto dovrebbe costare 15 miliardi, da reperire a fine anno. Secondo indiscrezioni – non confermate – il deficit chiuderebbe al 4,8%. Ma per coprire quel �buco� basterebbe una una tantum, visto che si tratta di uscite straordinarie. Il discorso sul 2007 � completamente diverso: Tommaso Padoa-Schioppa si � impegnato a fare una manovra da 30 miliardi tutta strutturale. Per questo la macchina pubblica dovr� essere completamente rivista. Per questo i tecnici di Via Venti Settembre �sfornano� ipotesi pesanti sul fronte della spesa. �Ma una cosa � certa – dichiara il sottosegretario Alfiero Grandi – La manovra sar� redistributiva, nel senso che si toglier� ai ricchi per dare ai poveri. E la manovra non sar� fatta contro il sindacato�. Insomma: 48 ore di tempo per giungere a un’intesa complessiva. Anzi, forse anche meno: gi� domani ci sar� il tavolo conclusivo con le parti sociali.

        Il capitolo dell’equit� � tutto affidato al fisco. Il viceministro Vincenzo Visco sta rimodulando la curva dell’Irpef. Sui redditi tra i 70mila e i 100mila euro annui sar� applicata l’aliquota del 43% (oggi al 39%), su quelli oltre i 100mila euro si torna al 45%, come chiede Rifondazione. Smontato il secondo modulo della riforma Tremonti. Le maggiori risorse andranno in parte a finanziare aliquote pi� leggere alla base della piramide: dovrebbe ridursi il carico sotto i 40mila euro. E non solo: saranno reintrodotte le deduzioni per i figli a carico. Ormai scontata la manovra sulle rendite finanziarie, tutte armonizzate al 20%, quota a cui saranno tassati anche i conti correnti (oggi al 27%). La misura dovrebbe fruttare circa 2 miliardi. In via di revisione anche gli studi di settore, per cui si prevede l’innalzamento della soglia di congruit�.

        Sul fronte della previdenza, il clima sembrerebbe (ma il condizionale � d’obbligo) volgere al sereno. Domani, a margine del tavolo con le parti sociali, si sigler� anche un memorandum d’intesa tra governo e Cgil, Cisl e Uil che impegna le parti a discutere della riforma dello �scalone� da gennaio 2007. Quanto alle misure da inserire nella manovra, si sta ancora trattando sull’ipotesi di chiudere una finestra d’uscita (rimodulando le altre tre ogni 4 mesi), l’innalzamento dei contributi di autonomi e parasubordinati, il prelievo del 3% sulle pensioni d’oro (platea da definire, probabilmente oltre i 5mila euro netti mensili).

        Anche nella sanit� � stata raggiunta un’intesa di massima con le Regioni, che assicura circa tre miliardi di risparmi. A questo punto il vero nodo resta il pubblico impiego, con tanto di tagli sia alla scuola che ai ministeri. La bozza circolata ieri non fornisce cifre, ma prevede una serie di misure drastiche per ridurre il peso degli uffici pubblici e le relative spese. Vi compare la proposta – smentita da Cesare Damiano – di accorpamento tra Inps, Inpdap, Ipost, Enpals e Ipsema. Si formerebbe un solo istituto previdenziale, chiamato Ipu. Taglio netto anche ai consumi dei ministeri, che subirebbero un taglio del 6% nelle spese intermedie. Stretta anche sulle assunzioni della pubblica amministrazione: dal 2008 in poi si potr� inserire in organico un nuovo assunto ogni 5 pensionati. Verso la riorganizzazione anche gli uffici dirigenziali, che verrebbero accorpati o soppressi. Tra gli impiegati, poi, si prevede con il personale addetto al back office (supporto, risorse umane, ecc) non superi il 10% dell’organico. Ai Comuni che risparmieranno andr� la compartecipazione Irpef.