“Finanziaria” Il voto getta il Polo nello sconforto

24/11/2006
    venerd� 24 novembre 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

      Il voto getta il Polo nello sconforto
      “Cos� finiamo tutti in ortopedia…”

        UGOMAGRI

        ROMA
        �Ogni mattina partiamo per dare la spallata al governo, e ogni sera ce ne torniamo a casa con una gomitata in faccia…�. Sar� un po’ �coatta�, l’immagine di Francesco Storace, ma rende l’idea. C’� chi evoca le battaglie dell’Isonzo nella Grande guerra, tanto sangue per pochi metri di gloria; e c’� chi invece (il Dc Gianfranco Rotondi) ne fa una questione pi� prosaica: �Di questo passo finiremo tutti in ortopedia�. Caricare a testa bassa, come fa il centrodestra al Senato, ha fruttato finora grandi cornate sul muro. L’ultima ieri, sul decreto fiscale. Con l’aggravante che il governo nemmeno ha messo il voto di fiducia, dando cos� l’impressione di vincere in scioltezza. Tanto che qualcuno, tra le file dell’opposizione, comincia a chiedersi se insistere con gli assalti frontali � la chiave della vittoria o una nuova forma di masochismo.

        A suonare la carica � il Cavaliere in persona. Nella famosa cena dalla Daniela Santanch� (in cui s’era lasciato andare alle confidenze sul suo futuro senza politica), Silvio Berlusconi aveva avuto pure uno sfogo contro i suoi senatori. Lamentando che, nei momenti topici, ne manca sempre qualcuno per i pi� futili motivi: �Ma come faccio io a convincere quei 3-4 della sinistra che passerebbero con noi se poi, al momento del voto, magari ne mancano altrettanti dei nostri? Va a finire che Prodi resta in piedi e loro si sono bruciati per nulla…�. Caccia aperta, dunque, agli assenteisti per ordine del Capo. A costo di creare sgradevoli incidenti come quello di ieri, protagonista il gi� citato Rotondi. Che non s’� accorto della votazione elettronica. E’ giunto in aula quando era gi� calato il sipario, 162 a 155 per la maggioranza. Sulla porta l’ha affrontato il capogruppo di Forza Italia, Renato Schifani. Sferzante: �Lo so, lo so, non hai votato. Ma non devi spiegare nulla, mi � gi� tutto chiaro…�. Rotondi (alzando la voce): �Come ti permetti! Hai quattro minuti di tempo per scusarti�. Passati i quattro minuti, ha dato fuoco alle polveri: �I cosiddetti generali stanno sbagliando tutto. Perch� non c’� esercito che si possa tenere perennemente sulla corda, pigliandosela un giorno col povero Biondi perch� s’era sentito male e un altro con me. Questo clima da eterna vigilia � un’autentica coglionata. Bisognerebbe lasciare invece briglia lunga e lasciar fare alla politica�.

        Briglia lunga ai senatori? No, semmai molto pi� stretta, insorge il leghista Roberto Calderoli: �Berlusconi fa molto bene a guardarsi in casa. Invece di far eleggere dei soldati, ha portato a Palazzo Madama dei giramondo� (allusione forse al senatore D’Al�, ieri in viaggio a Pechino). Storace ha fatto un calcolo statistico. Le votazioni dove c’erano banchi vuoti nell’opposizione sono state il 46 per cento del totale. Morale: �Invece di annunciare spallate, basterebbe essere pi� presenti in aula senza tanti proclami…�.

        Gi�, i proclami. A furia di lanciarli non riuscir� mai un agguato. Esemplifica Francesco D’Onofrio, capogruppo Udc: �Quando tu avverti un nemico che venerd� alle 11, appena passa, gli spari, se non � scemo quello gira dall’altra parte�. Ma Schifani non ci sta. �Intanto, con questa strategia d’attacco, in sei mesi abbiamo dimezzato il margine di vantaggio della maggioranza. Alla fiducia sul governo Prodi erano 10 voti, oggi sono virtualmente cinque, i senatori a vita. Basta che tre dei loro cambino idea, ed � fatta… E comunque, se non tenessimo i nostri sotto pressione, altro che due-tre assenti, avremmo un rompete le righe generale�.

        Il muro contro muro serve tanto a Prodi quanto a Berlusconi contro le rispettive forze centrifughe. L’azzurro Antonio Tomassini vi scorge il lato positivo, �alimenta tra noi l’euforia della lotta, l’adrenalina per cui dai un senso alle giornate che passi pigiando un tasto�.

        Marco Follini, in veste di senatore, non si appassiona alle tattiche guerresche. �Il centosinistra � pi� forte del centrodestra�, sintetizza, �ma � pi� debole dei problemi che ha davanti. Il conto? A primavera�.