“Finanziaria” Il tartassato

28/09/2006
    gioved� 28 settembre 2006

    Pagina 2 – Economia/La manovra d’autunno

    LA GEOGRAFIA DEL FISCO – SOLO L’1,6 PER CENTO DEI CONTRIBUENTI ITALIANI DICHIARA OLTRE I 70 MILA EURO E DOVR� PAGARE DI PI�

      Il tartassato
      Vive al Centro-Nord e vota anche a sinistra
      Cade un tab�: solo la met� � professionista

        analisi
        PAOLO BARONI

          ROMA
          Lo chiamano ceto medio, ma forse la definizione � impropria, un po’ troppo generica. In tutto sono 370 mila persone, in pratica meno dell’1% dei contribuenti italiani. Sono una larga fetta dei �graziati� dall’ultima riforma fiscale varata dal tandem Berlusconi-Tremonti che sforbici� via 6 miliardi dalle tasse dei pi� ricchi, e oggi diventano i nuovi �tartassati� del governo di centrosinistra. Ovvero le vittime di quella �tentazione facile�, come l’ha chiamata l’economista Alberto Alesina, che potrebbe portare Prodi e Padoa-Schioppa ad alzare le imposte facendo scattare l’aliquota del 43% gi� a partire dai 70 mila euro di reddito anzich� sopra i 100 mila.

            Si tratta di una fetta al tempo stesso piccola della platea di 40,5 milioni di contribuenti, ma anche significativa: intervenire qui vuol dire infatti massimizzare la resa e ridurre al minimo di contraccolpi �politici�. O almeno cos� pare. Stando alle dichiarazioni 2004 quasi la met� (180.143) sta in una forchetta compresa tra i 69.720 e gli 80 mila euro, altri 114.115 navigano tra 80 e 90 mila euro, mentre gli ultimi 77.073 stanno tra 90 e 100 mila euro lordi annui.

              Chi sono? Dove abitano? Per chi votano? Una fotografia precisa non c’�. Attingendo per� ai dati delle Finanze si scopre che solo un terzo proviene dal mondo delle professioni e dell’impresa (105 mila), tutti gli altri (265 mila) sono dunque lavoratori dipendenti. E tra di loro si pu� trovare un po’ di tutto, dai docenti universitari agli operai iperspecializzati. Per tutti il riferimento � uno stipendio che in media si aggira sui 3 mila euro al mese, che si pu� raggiungere con una carriera accademica di un certo peso, con un contratto da manager, oppure con un buon lavoro in fabbrica condito da tanti straordinari. �Ma in questo caso – spiega il sociologo del lavoro Aris Accornero – parliamo di conduttori di impianti, capi, praticamente dei dirigenti. E comunque non sono tanti�.

                E i titolari di partita Iva? Su un totale di 3,8 milioni sopra lo sbarramento dei 70 mila euro troviamo appena 28.800 imprenditori (che dichiarano sino a 100 mila euro di reddito annuo), circa 72 mila professionisti e (anche) 4000 agricoltori. Le regioni interessate sono essenzialmente quelle del Nord, le pi� ricche, quelle dove i redditi sono pi� alti e anche le posizioni fiscali sono pi� numerose. In testa a tutte la Lombardia, che da sola conta quasi 7 milioni di contribuenti e 540 mila partite Iva, il Veneto (3,49), Emilia-Romagna e Toscana. Senza dimenticare Piemonte e Friuli Venezia Giulia.

                  La presidente dei Giovani di Confcommercio, la lecchese Michela Brambilla, parla esplicitamente di �aggressione fiscale� a danno di ceti medi e lavoratori autonomi. L’economista di Forza Italia Renato Brunetta la butta in politica: �Colpiranno solamente i nemici di classe dell’attuale maggioranza�. E quindi compila un conto che, tra cancellazione del secondo modulo fiscale, revisione degli studi di settore, nuove tasse su casa e risparmi, alla fine arriva a 20 miliardi di euro. �La platea dei contribuenti interessati alla manovra sull’aliquota del 43% – spiega Nicola Rossi, deputato ed economista Ds – � sufficientemente ampia per cui non credo si possa dire che si colpiscono gli amici oppure i nemici. Il problema vero � che l’aumento delle imposte � frutto dell’impossibilit� di intervenire come si sarebbe voluto (e dovuto) sul versante della spesa�.

                    Ieri il quotidiano il Riformista ha dato sfogo al malumore che serpeggia al Nord. �Io ho fatto la campagna elettorale dicendo che non avremmo aumentato le tasse – si � sfogato il segretario lombardo dei Ds, Luciano Pizzetti -. Ecco, sarebbe un bel problema andare a dire alla gente che ci eravamo sbagliati. Qui potremmo fare le valigie perch� non ci voterebbero pi�. Secondo Brunetta, in realt�, �il paese � diviso in due, ed � divisa in due anche la parte benestante. Non � che il ceto medio � solo con noi e con loro ci sono solo quelli da 30 mila euro in gi�: non � vero�. Se per� si prende per buona questa teoria, allora ha ragione chi (nel centrodestra come nel centrosinistra) prevede che la nuova manovra fiscale possa trasformarsi in un boomerang politico per l’Unione. Compresa Rifondazione comunista in prima fila nel voler �tassare i ricchi� addirittura al 45%. �Per loro mica votano solo gli “sfigati” – avverte Brunetta -. Ci sono anche ceti impiegatizi, intellettuali e urbani, e anche loro risentiranno della stangata in arrivo�. Cifre alla mano, da 50 a 150 euro di tasse in pi� ogni mese.