Finanziaria, il sindacato minaccia la mobilitazione

18/10/2004

            lunedì 18 ottobre 2004

            FISCO E MINORI SPESE I NODI CRUCIALI DELLA MANOVRA. STAMANE IL TAVOLO SUGLI STUDI DI SETTORE. IL PROBLEMA E’ LA COPERTURA DEL TAGLIO ALLE TASSE
            Finanziaria, il sindacato minaccia la mobilitazione
            Oggi nuovo incontro al vertice per Cgil, Cisl e Uil
            [r.gi.]


            ROMA
            In attesa che il governo presenti il «secondo capitolo» della Finanziaria, che conterrà la parte dedicata alla riduzione delle tasse e la riforma degli incentivi al sistema produttivo, il Tesoro è al lavoro per riformulare il cuore della manovra, l’applicazione del tetto del 2% alla crescita della spesa. Quella che si annuncia è però una settimana importante per il destino della manovra economica 2005.


            Sulla «cura inglese» ai conti pubblici è previsto un chiarimento giovedì, quando il Ragioniere generale dello Stato, Vittorio Grilli, illustrerà le modifiche in Parlamento. E sulle norme su «tasse più competitività» si terrà una riunione della maggioranza in settimana, giovedì o venerdì, poiché l’obiettivo del premier Berlusconi è di varare il testo «entro due Consigli dei ministri». A parte i provvedimenti sugli incentivi e la competitività – illustrati ieri dal ministro delle Attività produttive Antonio Marzano -, sulla riduzione delle imposte la tensione nella Cdl è sembrata attenuarsi negli ultimi giorni. Nonostante le rassicurazioni del Tesoro e di Palazzo Chigi, resta non semplicissima la definizione della copertura finanziaria della riforma fiscale. Due giorni fa Berlusconi stesso ha escluso che si possa agire sul versante

            dell’armonizzazione delle aliquote sulle rendite finanziarie, e così il viceministro dell’Economia, Baldassarri, ha ventilato l’ipotesi che si possano reperire 4 dei 6 miliardi che servono per tagliare le tasse da una nuova stretta sulla spesa farmaceutica e sugli acquisti dei beni e dei servizi della pubblica amministrazione. Al ministero di via XX Settembre si ribadisce che verrà messo a punto un pacchetto di tagli «veri», e che non si farà ricorso ad altre misure di entrata o ad operazioni contabili «creative».

            Per quanto riguarda infine la parte già presentata della manovra, iniziano oggi i tavoli di confronto del Tesoro sugli studi di settore, mentre martedì in commissione Bilancio della Camera prenderà l’avvio la discussione generale del provvedimento, con la relazione di Guido Crosetto (Fi) e proseguirà fino a giovedì, giorno in cui è stato fissato il termine per gli emendamenti. Termine che sembra destinato a slittare, se proprio quel giorno arriveranno le prime riformulazioni del Ragioniere generale dello Stato sulle voci su cui si applicherà il tetto del 2%. Tra gli emendamenti alla manovra, sembrano certi ormai quelli che stralceranno il rilassamento degli estimi catastali e la polizza obbligatoria anti-calamità naturale.


            E oggi i leader dei sindacati confederali, Epifani, Pezzotta e Angeletti, si incontreranno ancora per cercare di concordare una posizione comune sulla Finanziaria e sul possibile avvio del confronto con Confindustria, due volte abortito. Non sarà una discussione semplice: le divergenze tra Cgil, Cisl e Uil sono ancora consistenti. Ieri, al convegno della Fondazione Donat-Cattin, il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta ha adoperato parole pesanti sulla Finanziaria e sull’annunciato alleggerimento del prelievo fiscale. «Con le tre aliquote Irpef previste – ha detto il numero uno cislino – si dà di più a chi guadagna di più, e non si aumentano i consumi perché sono interessati in pochi. Cominciamo piuttosto a rinnovare i contratti del pubblico impiego». E non rinuncia ai toni duri: «La Cisl sta aspettando che il governo apra un tavolo di confronto come ha promesso. Se le richieste non vengono accolte, un sindacato normale fa una mobilitazione, uno sciopero. E noi siamo un sindacato normale». Replicando alle rassicurazioni del ministro Marzano, Pezzotta ha domandato al governo «dove andate a prendere i 6 miliardi necessari per gli sgravi fiscali? Vorrei tanto capirlo: intanto, aumentano le tariffe, le tasse degli enti locali, c’è una partita di giro. La situazione del Paese richiederebbe un’altra politica. Se ci sono risorse bisognerebbe che fossero investite soprattutto a favore di innovazione tecnologica, Mezzogiorno e politica sociale rivolta alle famiglie. Non dimenticate che il Paese sprofonda, a meno che la cassa integrazione e la continua chiusura di aziende siano solo immaginazione». «Ne sentiamo di tutti i colori: due aliquote, tre, bisogna premiare le famiglie – gli ha fatto eco l’ex ministro Tiziano Treu – ma finora abbiamo visto solo provvedimenti a favore dei ricchi. E non so se la possibilità che i tagli si facciano davvero non sia ancora più preoccupante: dove prenderà il governo i soldi?». «Credo che in Italia ci sia una questione fiscale – ha osservato il segretario Udc Marco Follini – ma c’è anche una questione sociale che viene prima. Dobbiamo collegare le due cose, mirare alle famiglie i provvedimenti su cui il governo sta lavorando e i partiti saranno chiamati nei prossimi giorni, se non ore, ad assumere le proprie responsabilità».