“Finanziaria” Il «sentiero stretto» di Epifani

10/10/2006
    marted� 10 ottobre 2006

    Pagina 2 – EDITORIALE

      INTERESSI DIVERGENTI

        Il �sentiero stretto� di Epifani

          Il segretario generale della Uil Luigi Angeletti da un lato, il segretario nazionale della Fiom-Cgil Giorgio Cremaschi dall’altro. Per metterla in �sindacalese�. La Margherita (e l’Udeur) – per non dire del molto inviso, in casa Cgil, �tavolo dei volenterosi� – da un lato, la sinistra radicale – (quella dei movimenti e di base, ch� con quella �di governo� l’asse � di ferro) – dall’altro. Per metterla in �politichese�. Il sentiero lungo il quale si � incamminato, forte per� di una solida maggioranza interna, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani � anche stretto, molto stretto. E impervio. Ma pi� sul fronte politico, a dirla tutta, che su quello sindacale. Il perimetro interno, infatti, � ben presidiato: il documento finale con cui il Direttivo della Cgil che si � riunito ieri ha dato un segnale di sostanziale �via libera� alla legge Finanziaria ha ricevuto solo quattro voti contrari (Cremaschi, Rizzuti, Carelli e Amura), tutti appartenenti alla “Rete 28 aprile”, e due astensioni (Breda e Calcagno, della Fiom-Cgil). Certo, non succedeva da tempo che un documento finale della Cgil non fosse approvato all’unanimit�, tutt’al pi� con un po’ di astensioni a segnalare i mal di pancia della parte sinistra del “corpaccione” cigiellino. Ma � anche vero che i voti contrari di Cremaschi e della sua pattuglia erano nell’aria da tempo. N� il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, � andato al di l� una serie (serrata) di critiche alla manovra n� la componente della sinistra “ufficiale” di Corso Italia, quella che fa capo a “Lavoro&Societ�”, si � discostata dalla linea di Epifani, al di l� di diverse �correzioni�, tutte da fare. Pi� difficile, invece, il rapporto con la Uil. Che ha chiesto la �riconvocazione delle segreterie unitarie� per una �nuova valutazione� su una manovra che, ad Angeletti, piace sempre meno. Forse la Uil soffre anche un po’ la (recente) entente cordiale tra Epifani e Bonanni, per quanto tattica possa essere, visti i diversi temperamenti e le diverse strategie dei due. E in casa Uil devono tener conto pure di un pezzo di organizzazione sensibile ad argomentazioni �tremontiane�, a livello confederale e di categoria (Uilm). I problemi veri, per�, quelli che potrebbero rendere davvero difficile il cammino di Epifani, stanno tutti nella sfera politica e in particolare in Parlamento. Uno smottamento della manovra economica, infatti, sarebbe una iattura. Per la Cgil, certo. Ma di conseguenza, potenzialmente, anche per il governo.