“Finanziaria” il nuovo concordato di Tremonti

13/12/2005
    martedì 13 dicembre 2005

    Pagina 22 – Economia

    LA FINANZIARIA - DOMANI CONSIGLIO DEI MINISTRI. OGGI IL MAXIEMENDAMENTO SUL TAVOLO DEL PREMIER

      Si chiama pianificazione fiscale
      il nuovo concordato di Tremonti

        Provvedimento da 3 miliardi. Si discute sulla pornotax

          Alessandro Barbera

            ROMA
            Si chiamerà «Pianificazione fiscale concordata», una variante del concordato biennale varato con la Finanziaria 2004. «Nessun condono», ribadiscono dal Tesoro, ma comunque garantirà nuove entrate per tre miliardi in tre anni. Giulio Tremonti ci sta lavorando da un po’ di tempo: si tratta in pratica di dare la possibilità alle imprese alle quali si applicano già gli studi di settore di concordare con modalità più semplici le imposte da pagare per un triennio. I tecnici stanno mettendo a punto i dettagli, ma la platea dei beneficiari dovrebbe essere la stessa del concordato dell’anno scorso, vale a dire tutte le imprese con un giro d’affari fino a cinque milioni di euro. Al Tesoro si sta decidendo in queste ore se fare confluire la misura in Finanziaria o vararla successivamente.

              Di questo (ma non solo) il ministro aveva parlato in mattinata in un vertice a Gemonio con i ministri leghisti a casa del leader Umberto Bossi. Rientrato di tutta fretta a Roma, a tarda sera ha fatto le ultime limature al maxiemendamento che oggi arriverà sul tavolo dei leader della coalizione. Già ieri però fra alcuni ministri circolava una bozza del testo che verrà votato fra domani e giovedì dall’aula di Montecitorio.

                I nodi da sciogliere non sono molti, anche se fra alcuni deputati ieri sera c’era la sensazione che Tremonti stesse rimettendo mano pesantemente al lavoro della commissione della Camera. Il primo problema da risolvere era quello del bonus bebè: Forza Italia ha messo a punto una mediazione che prevede mille euro a favore dei nuovi nati del 2005 e del 2006 (primi e secondogeniti) ma solo se i genitori non guadagnano complessivamente più di 45.000 euro l’anno. Sia la Lega che l’Udc si sono convinti che la soluzione è ragionevole, anche se al vertice i ministri Calderoli e Maroni hanno ribadito il problema dei tempi: nemmeno l’autocertificazione proposta dall’azzurro Guido Crosetto permetterebbe di distribuire l’assegno in tempo per le elezioni politiche.

                  Ieri sera al Tesoro si stava cercando anche la soluzione per eliminare la cosiddetta «porno-tax». Invisa a Tremonti, che non vuole nessun tipo di aumento d’imposta, era stata approvata dai deputati in commissione. La tassa sul porno prevede una maggiorazione dell’Iva dal 4 al 20% sulla produzione e consumo di tutti i materiali pornografici, compresi quelli diffusi via internet e sui canali televisivi. Nell’idea di Daniela Santanchè, la relatrice di maggioranza che l’ha rilanciata, il gettito dovrebbe servire per finanziare altre misure a sostegno della famiglie. Dagli sgravi per le baby-sitter a quelli per chi iscrive i figli agli asili nido privati. A chi le ha obiettato che potrebbe essere bocciata dall’Europa, la Santanchè ha risposto che su questa tassa esiste il precedente francese. Tremonti ha dubbi sull’entità del gettito che produrrà: la Santanchè è convinta che possa garantire almeno duecento milioni di euro, il Tesoro stima al massimo sessanta milioni. Troppo pochi per coprire strutturalmente nuovi sgravi per le famiglie. L’ipotesi di compromesso prevede allora di limitare gli sgravi su badanti e asili a uno o due anni.

                    Verrà rivista anche la norma che aveva allungato il lasso di tempo entro il quale Eni dovrà scendere sotto il 20% di Snam: la modifica approvata in commissione prevedeva di permetterlo entro il 2010, forse si tornerà alla prima formulazione: primo gennaio 2007. Tremonti ieri notte ha dovuto raschiare anche il barile delle risorse. C’erano infatti almeno due modifiche promesse ancora senza copertura: il condono previdenziale per gli agricoltori e il rifinanziamento per almeno un miliardo degli investimenti Fs. C’è comunque da considerare le voci che nel frattempo si sono aggiunte: il miliardo e quattrocento milioni del mancato avvio del silenzio-assenso sul Tfr ed eventualmente le risorse del concordato. Tremonti vuole chiudere la manovra in fretta per non togliere tempo agli altri impegni che attendono la maggioranza, dalla legge elettorale a quella sul risparmio. Se il testo andrà bene a tutti sarà depositato oggi stesso, se invece dovesse rimanere qualche nodo da scogliere se ne parla in Consiglio dei ministri domani.