“Finanziaria” Il maxiemendamento spacca il Polo

14/12/2005
    mercoledì 14 dicembre 2005

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      LA FINANZIARIA – SALTA LA CONFERENZA STAMPA DEL MINISTRO, TESTO RISCRITTO FINO A TARDA SERA. SCONTRO TRA BUTTIGLIONE E IL TESORO SULLE RISORSE PER LA DOMUS AUREA

        Il maxiemendamento spacca il Polo

          Udc, Forza Italia e i parlamentari del Sud criticano Tremonti: ha fatto tutto da solo

            Alessandro Barbera

              ROMA
              Il maxiemendamento che chiuderà l’iter della Finanziaria 2006 è pressoché pronto, ma al Governo costa un duro scontro con i suoi deputati e prefigura una quarta puntata della manovra. Nella bozza di oltre cinquecento commi ci sono modifiche così rilevanti da spingere il Governo a spedirne copia alla Commissione europea a Bruxelles. Almeno così preannunciava ieri sera il premier Berlusconi: «È già stata spedita». Eppure fino a poche ore prima ai deputati non era piaciuta granché. Già da lunedì sera, alla notizia che Giulio Tremonti avrebbe messo mano alla Finanziaria nottetempo, erano entrati in fibrillazione soprattutto Forza Italia, l’Udc e i deputati del sud.

                Alle cinque di ieri mattina Tremonti ha tirato fuori dal cilindro una raffica di modifiche: un concordato preventivo triennale per le imprese medio-piccole, una sanatoria (anche se vincolata all’adeguamento agli studi di settore) per il 2003 e il 2004, una sorta di norma «anti-Ricucci» con l’inasprimento della tassazione sulle plusvalenze immobiliari al 12,5%, una tassa dell’1% sui contributi ai partiti. Ha modificato la pornotax (inasprita e trasformata in «imposta etica»), limitato ai secondogeniti il bonus-bebé del 2006, sancito la non retroattività della norma che esenta gli immobili delle chiese e del no profit dal pagamento dell’Ici. Un pacchetto che nel suo insieme, diceva ieri l’opposizione, varrebbe fra i due e tre miliardi di euro di nuove entrate. Il superministro ha fatto invece saltare tutte le norme del vecchio decreto competitività, il piano Brunetta sulla vendita degli immobili Iacp (poi reintegrato), il rifinanziamento di alcune voci di investimento per le Fs e il promesso reintegro dei fondi già tagliati alle Olimpiadi di Torino. Ha cancellato – e la cosa ha messo in subbuglio la potentissima lobby – il condono previdenziale per gli agricoltori.

                  Nel pomeriggio a Montecitorio più di un deputato ha chiesto spiegazioni ai parlamentari di peso. Si sono formati capannelli attorno all’azzurro Guido Crosetto, Maurizio Leo di An, il centrista Ettore Peretti. Nel Transatlantico si è palesato anche il senatore Antonio Azzollini, relatore a Palazzo Madama della manovra. «Antò, qui zompa tutto», tuonava un peone di Forza Italia, mentre il ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno tentava di rasserenare il clima: «Il pacchetto sarà inserito nel decreto di fine anno che approveremo la settimana prossima». Le rassicurazioni sull’inserimento nel «milleproroghe» di tutte le cancellazioni di Tremonti non hanno però rasserenato granché il clima.

                    Nessuno lo diceva apertamente, ma il malumore verso il ministro ieri sera era ancora palpabile. «Il maxiemendamento? L’hanno scritto i capi di Gabinetto», si sfogava più d’uno. Più che per le modifiche in sé, i deputati sono irritati per il metodo che gli ricorda il Giulio Tremonti più decisionista. Tutti hanno ancora una ragione per lamentarsi. L’Udc per il tetto al bonus-figli, considerato troppo basso. An chiede di reintegrare le risorse aggiuntive per la Polizia. Fra i ministri ieri era in fibrillazione Rocco Buttiglione, che vuole risorse per il restauro della Domus Aurea e per questo ha avuto un durissimo scontro con Tremonti.

                      Nel frattempo del caos nella maggioranza ne approfitta l’opposizione. Il capogruppo diesse alla Camera Luciano Violante in aula ieri ha intimato Tremonti a «venire riferire sulla Finanziaria prima di fare conferenze stampa». Il ministro ne aveva convocata una per le diciotto, quando ancora il maxiemendamento non era stato depositato. Così all’ultimo momento Tremonti la sconvoca e mette mano ad alcune norme. Viene reintegrato il piano Brunetta per le case Iacp, il tetto per il bonus-figli sale a cinquantamila euro. Stanchissimo per la maratona il ministro saluta i giornalisti senza fare una piega: «Non c’è stato alcun dissenso nella maggioranza: mi vedete forse preoccupato? Abbiamo depositato il testo del maxiemendamento, domani ci sarà una breve esposizione in commissione Bilancio e sarà posta la fiducia». Ma la tempesta non è ancora passata. Fino al voto di fiducia, atteso per giovedì o venerdì, i deputati promettono battaglia.