“Finanziaria” Il governo crolla nei sondaggi

19/10/2006
    gioved� 19 ottobre 2006

    Pagina 3 – Economia

      RICERCA IPR MARKETING DAL 63 AL 45 PER CENTO IN SOLI TRE MESI. L’ESECUTIVO RACCOGLIE SEMPRE MENO CONSENSI, MENTRE SI AVVICINANO I PRIMI TEST ELETTORALI
      Finanziaria, il governo crolla nei sondaggi
      Gi� finita la luna di miele. D’Alema contiene i danni, ancora apprezzato da due italiani su tre

        Ugo Magri
        ROMA
        Screditare i sondaggi � come sparare alla Croce rossa. Basta rievocare le cantonate prese sei mesi fa da molti istituti: sembrava che l’Unione dovesse vincere le elezioni in carrozza, invece per un pelo non � tornato Berlusconi. Dunque ha avuto gioco facile, quel Bertoldo della politica italiana che risponde al nome di Clemente Mastella, nel liquidare come sciocchezze le cifre divulgate ieri sul sito internet di Repubblica. Dove l’Istituto Ipr segnala un crollo quasi verticale della fiducia nel governo (precipitato dal 63 per cento di luglio al 45 di oggi), nel presidente del Consiglio (dal 58 per cento gi� gi� fino al 49) e in molti ministri tra cui proprio il Guardasigilli, maglia nera della speciale classifica con un triste 42 per cento. Mastella fa sfoggio di buonumore: �E’ come il sondaggio che dava il centrosinistra avanti di sette punti alle ultime politiche…�. E se invece stavolta ci avesse azzeccato? Almeno un indizio lo fa pensare.

          L’altro ieri il Cavaliere (l’uomo pi� sbeffeggiato del mondo allorch� giurava in campagna elettorale di essere l� l� per vincere), ha distribuito ai suoi coordinatori regionali due fogli in fotocopia. E’ l’ultima rilevazione segreta di Euromedia Research, cio� dell’unico istituto che l’11 aprile aveva fatto centro. Pi� del divario attuale (Berlusconi risulta 15 punti avanti al suo successore) colpiscono i trend: in lievissima, costante ascesa la curva blu, associata a un faccino ridente del presidente di Forza Italia; in speculare calo la curva rossa che si accompagna al volto accigliato del Professore. E si ripete a proposito del governo: partito da un confortante 41 per cento, secondo Euromedia ha pigiato il bottone sbagliato dell’ascensore, poich� � sceso al 32,5.

            Tornando alle urne, il centrodestra vincerebbe la sfida tra i poli. Secondo Demos-Eurisko, la Cdl sarebbe avanti di un soffio, poco meno di un punto (50,3 contro 49,1). Anche questo dato � comparso su Repubblica, mica sul sito di Forza Italia. Nicola Piepoli, vecchia volpe che sei mesi fa aveva quasi azzeccato il pronostico, adesso percepisce uno scarto di due punti a vantaggio dell’opposizione. Con la forbice che si va allargando. L’ultimo suo rapporto Piepoli, fornitore ufficiale del governo, l’ha consegnato a Palazzo Chigi dieci giorni fa. Ed � molto probabile che Romano Prodi se lo sia letto con cura in quanto proprio domenica il premier s’� molto sfogato contro i giornali, sotto sotto pure contro i loro editori, accusandoli di esagerare con le critiche. Diversamente da Mastella, Prodi ha tutta l’aria di credere nei sondaggi. E di domandarsi perch�. La risposta pi� ovvia chiama in causa la Finanziaria. Anche per cattiva comunicazione, � passata l’idea di una manovra vessatoria, tanto da allarmare perfino un uomo equilibrato e giusto come Giorgio Napolitano. Gli esponenti della maggioranza intervenuti ieri hanno messo il dito nella piaga. Cos� pure, off the record, l’ufficio stampa di Prodi. Che invoca prudenza nel giudizio, �un calo dei consensi pu� essere fisiologico�, nel 1996 era successa la stessa cosa: l’avvio stentato del primo governo Prodi, poi la lenta progressione man mano che il risanamento veniva percepito. �Come allora�, � la vulgata governativa, �le scelte forti devono essere comprese e accettate dai cittadini�. L’impopolarit� odierna pu� maturare in prestigio domani. Il sondaggio di Repubblica offre in questa chiave enormi chance al responsabile dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Oggi � tra i ministri meno amati, nonostante abbia tutte le qualit� per esercitare grande ascendente: solo il 50 per cento lo apprezza. Ma ha appena sparso lacrime e sangue diversamente dal capo della diplomazia, Massimo D’Alema, che viceversa risulta popolarissimo (2 italiani su 3 gli danno fiducia) per non essersi immischiato nei conti pubblici.

              Al diesel Prodi, insomma, serve tempo per carburare. Del resto, � osservazione comune ai vertici dell’Unione, �mica si vota domani: abbiamo altri quattro anni e mezzo�. Purch� non diventi un piano inclinato. Il 5 novembre c’� il test del Molise, con la Cdl (secondo Pagnoncelli) avanti di 7 punti. In primavera 12 milioni di italiani eleggeranno sindaci e presidenti di provincia: altro punto interrogativo. D� forza a Prodi la certezza che non esistono rendite di posizione, se nella maggioranza qualcuno sgarra si va tutti a casa. Lo indebolisce la sensazione di un fianco scoperto sul versante dei ceti medi, che radicalizza il confronto tra sinistra e centro del centrosinistra. Scatenando gare di egoismo perfino tra i ministri, con oltre 250 emendamenti alla Finanziaria che portano la firma loro.