“Finanziaria” Il giorno più difficile di Padoa-Schioppa

27/09/2006
    mercoled� 27 settembre 2006

    Pagina 6 – Economia/La manovra d’autunno

    VIA XX SETTEMBRE SOTTO ASSEDIO – LA FUGA DI NOTIZIE SU PROGETTI CON NUMERI PER LO PIU’ VERI MA CHE DOVEVANO SERVIRE SOLO DA BASE DI LAVORO

      Il giorno pi� difficile di Padoa-Schioppa
      �Tira aria di complotto�

      retroscena
      STEFANO LEPRI

        ROMA
        Ieri � stata la giornata pi� difficile, per il grande tecnico che siede al ministero dell’Economia; non � escluso che oggi e domani si rivelino peggiori. Tommaso Padoa-Schioppa ieri si � trovato nel cerchio di fuoco di un assedio politico che forse si aspettava, ma non si aspettava cos�: perch� ha preso spunto dal lavoro dei suoi tecnici, ossia dei dipendenti del ministero. Una fuga di notizie ha svelato una bozza di legge finanziaria vecchia di circa una settimana, con dentro alcune ipotesi gi� bocciate, altre superate o addirittura errate, e alcune invece verissime.

          Cos� le strida si sono levate alte, sia sul vero che sul falso, tutte insieme, con energia moltiplicata. Erano perlopi� veri, nella bozza, i tagli di spesa nella scuola; forse inattuabili in un assetto politico fragile come quello dell’Italia. Tra il pomeriggio e la sera si � continuato a mediare, a negoziare; il quadro � quello di due accordi di vertice – uno nella maggioranza di centro-sinistra, l’altro tra governo e sindacati – precari edifici scossi dall’agitazione che avviene sotto, nei settori di spesa dove ci si oppone ai tagli. Per arrivare a mettere insieme 30 miliardi di manovra mancava, ieri sera, ancora parecchio. Di tagli alla spesa, ovviamente, e non in senso tecnico, perch� nel menu la cifra � giunta ben oltre i 30, ma in senso politico. Per di pi�, quando l’obiettivo tagli si � gi�, strada facendo, molto ridimensionato. Dalla manovra sulle entrate tributarie verranno 13,7 miliardi al lordo (da cui sottrarre i 9 restituiti come calo del cuneo fiscale; al netto, un aggravio modesto del peso sui cittadini e sulle imprese); un paio da aumenti di contributi sociali, 3 dal Tfr, pi� altre entrate varie. I tagli su cui tanto si combatte assommano a una decina di miliardi.

            Padoa-Schioppa se l’aspettava, il pandemonio degli ultimi giorni. Quando ha accettato di entrare nel governo Prodi 2, sapeva in quali condizioni di instabilit� avrebbe operato, data la fragilissima maggioranza che il centro-sinistra ha in Senato; e sapeva che in un governo politicamente debole un ministro tecnico ha vita difficile. Ma a insidiarlo, nelle ultime ore, sembra anche essere qualcosa in pi� dell’instabilit� politica; come se tutta la macchina dello Stato si ribellasse all’idea che si pu� spendere meno con pi� efficienza, tipo accentrando gli acquisti in aste trasparenti per evitare le mazzette, od ottenendo uno sconto grazie a pagamenti versati subito invece che con gli usuali 300 giorni di ritardo.

              Non era imprevedibile, data la situazione politica, che il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni (Dl), con parole sprezzanti si dicesse, come ha fatto ieri, �certo� che le proposte di tagli alle spese scolastiche contenute nella bozza non appartenessero �a nessun componente di un governo di centrosinistra e tanto meno del nostro�. N� che dall’estrema destra all’estrema sinistra si gridasse, concordi, che nella scuola risparmi di spesa non se ne possono fare, nemmeno in un Paese dove nascono molti meno bambini di quelli su cui la scuola fu dimensionata anni fa. Ma in aggiunta al prevedibile c’� dell’altro. E una volta tanto il �giallo� della bozza uscita in mattinata sulle maggiori agenzie di stampa pu� significare qualcosa. Il veicolo della fuga di notizie � stato, pare quasi certo, il piccolo sindacato di estrema sinistra Rdb-Cub, schierato all’opposizione di questo come di tutti gli altri governi possibili e immaginabili. Ma chi gliel’ha dato, ai Cub, un testo che aveva circolato solo nelle segreterie di alcuni ministri e sottosegretari, e nemmeno di tutti?

                E’ gi� la seconda volta che una fuga di notizie mette in difficolt� Padoa-Schioppa. La prima fu in agosto, quando trapelarono ipotesi drastiche di intervento sulle pensioni, uscite dalla ragioneria dello Stato, che ancora non erano state discusse all’interno del governo. Un circolo vizioso si ripete: ipotesi tecniche manifestamente impraticabili causano reazioni politiche virulente al termine delle quali si opera una mediazione poco ambiziosa. Cos�, c’� chi elabora teorie del complotto, secondo cui le fughe di notizie, e forse anche la stessa impolitica rozzezza da alcune delle ipotesi proposte ai ministri e fatte trapelare, sono funzionali a non fare nulla: l’autodifesa di una amministrazione pubblica interessata a conservare l’esistente. O � solo la reazione isterica del mondo politico a far parere mal pensata ogni ipotesi tecnica? Come che sia, l’assedio al grande tecnico, e l’esercizio di alta acrobazia che Padoa-Schioppa dovr� fare per trarsene fuori, � doppio: dall’esterno e dall’interno.