“Finanziaria” I «ragnetti» sindacali bisticciano

19/10/2006
    gioved� 19 ottobre 2006

    Pagina 5 - inserto economico

      FINANZIARIA 2. LA LOBBYING DI CGIL, CISL E UIL

        I �ragnetti� sindacali bisticciano

          La �tela del ragno� con la quale il sindacalismo confederale avrebbe dovuto (e voluto) irretire il governo si � �sfilacciata� in due punti particolarmente dolenti: il Tfr e il cuneo fiscale. Il primo tocca la stessa �ragione sociale� di un sindacato come la Cisl, che non gioca, sulla partenza della previdenza complementare, solo una partita d’interessi ma anche di ideali. In effetti, il �secondo piede� del sistema previdenziale – quello che riguarda i fondi pensionistici che i lavoratori possono decidere di affidare a istituti privati (le assicurazioni) quanto sociali (quelli sindacali, appunto: il pi� importante tra loro � il fondo �Cometa� e riguarda i metalmeccanici) – �, per i cislini, un indicatore politico di quanto si voglia o non si voglia far �partecipare� i lavoratori, anche attraverso il sistema previdenzale, ai destini dell’impresa. E quindi a quella che il segretario generale aggiunto Pierpaolo Baretta definisce da tempo �un sano principio di democrazia economica�. Il secondo, e cio� la �reale� restituzione del cuneo fiscale �anche� ai lavoratori e non solo alle imprese (60% e 40% la percentuale di ripartizione dei benefici del cuneo stabilita dal ministro del Lavoro Damiano e dal governo), ha fatto storcere all’incontrario i baffi del segretario generale della Uil Luigi Angeletti. Il quale, sul punto, come sul presunto �scippo� del Tfr a danno dei lavoratori, ha detto parole di fuoco, nei giorni scorsi. Arrivando a minacciare la �disdetta� dell’accordo faticosamente trovato prima tra Cgil, Cisl e Uil e poi con il governo sul �via libera� alla manovra economica. Ecco perch� i tre leader confederali avranno molto di che discutere, nel vertice �straordinario� che terranno in via riservata sabato prossimo a Foggia, dove manifesteranno in modo unitario contro il lavoro nero e sommerso. In particolare di come rapportarsi all’attuale scenario politico. Se infatti un nuovo (l’ennesimo) incontro con il premier � gi� stato ufficiosamente richiesto, da parte dei confederali, le tensioni – specialmente tra Cisl e Cgil – non mancano, di questi tempi. In particolare il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ci � andato durissimo, nei confronti della Cgil, parlando di suoi �suggeritori� che avrebbero, appunto, suggerito al governo come muoversi e cosa mettere in pi� o in meno, nell’attuale legge Finanziaria, specialmente negli ultimi e concitati giorni del suo definitivo varo. I giornali hanno fatto a gara nell’elencare i nomi dei presunti �amici� della Cgil al governo: dallo stesso Damiano – che per quanto sia stato segretario generale aggiunto della Fiom non gode pi� di grandi amicizie, dentro la Cgil – al ministro alla Solidariet� sociale Paolo Ferrero – il quale, peraltro, ha sempre e solo fiancheggiato, nella sua carriera politica, la sinistra interna di corso d’Italia – fino a molti e tra i pi� diversi sottosegretari (Grandi della sinistra Ds, Patta del Pdci, Gianni e Rinaldi del Prc). Piaiono illazioni, dunque. La Cisl, tanto per cautelarsi, ha deciso di dispiegare la propria azione di lobbyng in solitudine e a tutto campo: ieri c’� stato un incontro con i vertici di Forza Italia. Altri ne seguiranno con esponenti della Cdl. Come dell’Unione, s’intende. (e. co.)