“Finanziaria” I ministri all’assalto della manovra

19/10/2006
    gioved� 19 ottobre 2006

    Pagina 2 – Economia

      RIGORE NEL MIRINO ALL’INTERNO DELLA COALIZIONE CRESCE LA PREOCCUPAZIONE DI RECUPERARE IL CONSENSO
      I ministri all’assalto della manovra
      La Margherita chiede 4 miliardi

      Solo dai dicasteri
      sono arrivati
      250 emendamenti
      Tesoro sotto assedio

      Stefano Lepri

        ROMA
        Il primo pezzo della manovra 2007, il decreto fiscale, va dritta verso il primo voto di fiducia, che il consiglio dei ministri oggi autorizzer� a porre; ma un assalto di intensit� crescente la investe tutta. Nel governo parecchi ministri sollecitano emendamenti a proprio favore, 254 in tutto; altri ministri fanno promesse all’insaputa del Tesoro; e ora il secondo partito della coalizione, la Margherita, seppur in modo �non perentorio� avanza alcune richieste che, nelle stime del ministero dell’Economia, potrebbero costare oltre 4 miliardi di euro.

          Le richieste della Margherita, formulate ieri dal coordinatore dell’esecutivo Antonello Soro, sono tre: 1) esentare dal prelievo sul Tfr le aziende sotto i 50 dipendenti; 2) correggere le nuove norme sull’apprendistato, che lo scoraggiano; 3) togliere i redditi da affitto dall’Irpef per sottoporli a una tassazione secca del 20%. �Noi la manovra del governo l’abbiamo difesa e la difendiamo, ma ci sono alcuni problemi da risolvere, ed � meglio farlo prima che poi� spiega Soro.

            Alla Margherita sanno bene che l’esenzione dal prelievo sul Tfr sotto i 50 dipendenti costa molto, pur se compensata, come la Confindustria non � contraria ad accettare, da un aumento della percentuale per le imprese pi� grandi. Ma pare una rinuncia indispensabile a restaurare un rapporto di fiducia con il mondo delle imprese. Del resto anche i ministri per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, e del Lavoro, Cesare Damiano, che appartengono ai Ds, vogliono muoversi in quella direzione. Solo che cos� l’importo della manovra calerebbe di 2-2,5 miliardi di euro.

              Quanto all’aliquota secca del 20% sui redditi da affitto, i tecnici della Margherita si dicono convinti che possa pagarsi da sola perch� farebbe emergere gli affitti in nero. Ma il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco ribatte che chi ha contratti �in nero� di tasse non ne paga affatto e quindi non si capisce che incentivo avrebbe a sottoporsi a una aliquota del 20%; ragion per cui si rischia di perdere da 1 a 2 miliardi di gettito. Visco ha allo studio misure anti-evasione capaci di rendere possibile lo sgravio; ma non � cosa che si possa realizzare dall’oggi al domani.

                Tutti, all’interno del governo come nei ranghi del centro-sinistra, cercano di recuperare un consenso sociale che la manovra economica per l’anno prossimo, � chiaro, non ha. Ma ci si muove in ordine sparso, ognuno alla ricerca di meriti per s� dinanzi all’elettorato, e per ora i conti non tornano affatto. Mentre i tagli alle spese pubbliche, giudicati non abbastanza coraggiosi dai critici della manovra, sono tuttavia sufficienti a scatenare reazioni pesanti. All’interno dello stesso ministero dell’Economia, ad esempio, continuano proteste rumorose contro la chiusura di 50 direzioni provinciali del Tesoro.

                  Contro i tagli si muovono i ministri a cui quei capitoli di spesa fanno capo, per limare di qui, arrotondare di l�. A Palazzo Chigi sono arrivate in totale 254 proposte per emendamenti al disegno di legge finanziaria; proprio a vagliarli hanno lavorato nel pomeriggio Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa, perch� le pressioni sono forti e i conti non tornano. Non dovrebbero essere accolte pi� di 30-40 proposte. Si aggiungono iniziative esterne di alcuni ministri, come quella del responsabile dei Trasporti Alessandro Bianchi che ha promesso alle societ� aeroportuali di cedere a loro le aree militari adiacenti agli scali civili, di cui il Demanio sta invece preparando una valorizzazione commerciale.

                    Le associazioni di categoria di artigiani e commercianti contano molto su promesse a mezza bocca di rateizzare l’aumento dei loro contributi previdenziali; e sono altre centinaia di milioni di euro. L’unico ritocco appoggiato da un consenso generale � quello che si sta elaborando per la nuova Irpef: �sar� aggiustata attorno ai 30.000 euro, in modo che nessuno ci rimetta� dice il ministro Giulio Santagata.