“Finanziaria” «Fisco boom? Subito meno tasse»

07/12/2006
    gioved� 7 dicembre 2006

      Pagina 4 – Primo Piano

        FINANZIARIA
        VERSO IL SENATO

        Fiducia. La Finocchiaro incontra
        i capigruppi dell’opposizione
        �Proposte molto interessanti�

          “Fisco boom? Subito meno tasse”

            STEFANO LEPRI
            ROMA
            Era sembrato di vedere un accenno di dialogo tra maggioranza e opposizione al Senato, poi si � sparsa la voce che il governo chieder� il voto di fiducia. Difficile sarebbe dialogare sui sei emendamenti di bandiera alla legge finanziaria che la Casa della libert� ha presentato ieri, perch� costano 12 miliardi di euro e smonterebbero un terzo della manovra; ma la capogruppo dell’Ulivo, Anna Finocchiaro, dopo un incontro con i capigruppo dell’opposizione, ha definito �molto interessanti� alcune altre proposte da loro avanzate, proposte minori, e spera che su quelle si possa �ragionare insieme�.

              Si confrontano tattiche differenti nel centro-sinistra. La Finocchiaro ha tentato di replicare il metodo con cui era riuscita a far approvare il decreto fiscale senza ricorso alla fiducia. Anche i suoi interlocutori avevano definito �positivo� il clima. Tuttavia si parla di un consiglio dei ministri per decidere la fiducia marted� 12; la reazione del centro-destra � stata aspra. �Spero di no, spero che n� l’opposizione n� la maggioranza si irrigidiscano – diceva ieri sera il presidente della commissione Bilancio, Enrico Morando (Ulivo) – perch� stiamo conducendo un esame tranquillo, che ha il vantaggio di essere molto pi� trasparente per il Paese�. Ma sulle entrate tributarie infuria nel frattempo una polemica feroce; il centro-destra sostiene che il gettito in pi� registrato negli ultimi mesi � sufficiente a rinunciare subito a molti degli aggravi per l’anno prossimo. �Per rispettare i parametri europei bastano 7 miliardi di euro, non 35� insiste Mario Baldassarri, senatore di An, che parla di conti �falsi� del governo. �Si parla di maggiori entrate per 37 miliardi di euro e poi si aumentano le tasse: mi sembra si sia perso il ben dell’intelletto� dichiara Giuseppe Vegas (Fi).

                Dal ministero dell’Economia replicano che i dati forniti dal viceministro Vincenzo Visco sono stati fraintesi: i 37 miliardi sono stati incassati in pi� rispetto al 2005, mentre per capire se davvero c’� un incremento imprevisto del gettito 2006 occorre confrontarlo con le previsioni gi� messe in conto. Solo dopo i dati dell’autotassazione di novembre, spiegano i tecnici ministeriali, si sapr� se davvero � stato superato il gettito gi� previsto per il 2006, che � di 416 miliardi. Si spera che possa esserlo – di qualche miliardo, se va bene 4 o 5, non di 37 – non � ancora certo che lo sia.

                  Gli emendamenti di bandiera della Casa delle libert�, illustrati dal capogruppo della Lega Nord Roberto Castelli, sono sei e riguardano soprattutto i lavoratori autonomi e le piccole imprese: no alla revisione degli studi di settore, no all’aumento dei contributi previdenziali, niente revisione del valore catastale dei terreni, Tfr all’Inps solo per le imprese con pi� di 100 dipendenti, 2,5 miliardi aggiuntivi per le infrastrutture, 500 milioni per la sicurezza. 12 miliardi, appunto, il costo totale.

                    La commissione Bilancio del Senato prosegue nelle votazioni, con sedute anche notturne; ieri sera prima di cena � stato approvato il passaggio del Tfr ai fondi pensione dal gennaio 2007, ovvero la norma prima contenuta nel decreto-legge lasciato decadere. Mentre sul decreto il ministro di Rifondazione Paolo Ferrero in consiglio dei ministri si era astenuto, ieri anche Rifondazione ha votato s�.

                      Passa anche la speciale detrazione Irpef per i lavoratori precari, 1.380 euro fissi per l’anno, anche in caso di impiego discontinuo. Confermata anche un’altra novit� introdotta in Senato, l’estensione degli assegni familiari ai figli fino a 21 anni, invece che a 18, per le famiglie che hanno almeno tre figli sotto i 26 anni. Tra i nodi da sciogliere, i fondi per il contratto degli autoferrotranvieri.