Finanziaria, fiducia sul decretone

18/11/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
273, pag. 3 del 18/11/2003
di Giampiero Di Santo


La mossa, già prevista, è stata annunciata dal ministro delle attività produttive Antonio Marzano.

Finanziaria, fiducia sul decretone
Al palo la proposta dell’opposizione

Il governo porrà con ogni probabilità anche alla camera la questione di fiducia sul decretone di accompagnamento alla Finanziaria 2004. La mossa, già prevista, è stata anticipata ieri dal ministro delle attività produttive, Antonio Marzano, ed è stata più o meno confermata da diversi esponenti del centro-destra.

Tanto da scatenare le proteste dell’opposizione, che venerdì scorso attraverso i capigruppo dei Ds e della Margherita a Montecitorio, Luciano Violante e Pierluigi Castagnetti, aveva manifestato la sua disponibilità a ridurre le proposte di emendamento al minimo indispensabile in cambio della rinuncia al ricorso al voto di fiducia da parte dell’esecutivo. Ma dal ministro dell’economia, Giulio Tremonti, non è arrivato alcun segnale positivo.

Anche perché in palio c’è, oltre ai 13 miliardi di euro procurati dal decretone (principalmente con il condono edilizio, il concordato preventivo biennale per le pmi e le operazioni di cartolarizzazione degli immobili) con effetto anche sui conti del 2003, la rapida approvazione della Finanziaria 2004, che domani farà il suo debutto in aula a Montecitorio. E dovrà essere proprio la camera a inserire nel testo del disegno di legge le novità concordate dalla maggioranza nel corso della scorsa settimana. Come, per esempio, le norme necessarie per tradurre in fatti l’intesa sulle risorse per la ricerca (150 milioni di euro per il Fondo, 20 per gli enti e 40 per l’assunzione dei ricercatori vincitori di concorso nel 2002 e 2003 e rimasti senza posto di lavoro), sui fondi per gli enti locali (210 milioni di euro) e sulla somma (180 milioni di euro) che dovrà essere resa disponibile per il rinnovo dei contratti delle forze armate.

La camera, poi, dovrà affrontare altre questioni particolarmente delicate (la trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni, la vicenda del trattamento previdenziale del lavoratori esposti all’amianto, la riforma dei servizi pubblici locali e l’ipotesi di condono previdenziale sostenuta da una parte della maggioranza) che ancora non sono state risolte completamente dalle trattative all’interno della Casa delle libertà.

Ecco perché, per accelerare l’approvazione della Finanziaria, che dovrà poi tornare in senato per il sì definitivo, l’esecutivo si prepara a porre la questione di fiducia sul decretone. Non a caso, il relatore di maggioranza, Francesco Saverio Romano (Udc), ha sottolineato la necessità che il maxidecreto ´venga approvato nel più breve tempo possibile proprio per consentire a questa camera, essendo già pervenuto presso di noi il provvedimento di legge finanziaria, di mettere mano alle questioni che rimangono ancora aperte e che dovranno pur essere affrontate’. Per il momento, comunque, non c’è nulla di ufficiale.

Come ha detto il presidente di turno della camera, Publio Fiori, in replica alla richieste di chiarimento del centro-sinistra e della sinistra sulla volontà di Tremonti di porre la fiducia. ´Le voci sono voci e finché non ci sarà un consiglio dei ministri nessun esponente del governo potrà anticipare una notizia del genere’.