Finanziaria: ecco le proposte della sinistra

11/09/2007
    martedì 11 settembre 2007

    Pagina 10 – Economia

      IL CASO

      Rifondazione, Pdci, Verdi e Sd chiedono al premier di recuperare lo spirito dell´Unione e di garantire la collegialità

      Tassazione rendite e fiscal drag
      ecco le proposte della sinistra

        Pronto il documento per Prodi: pensioni non in Finanziaria

          VINCENZO LA MANNA

          ROMA – «Il recepimento dell´accordo» su pensioni e welfare del 23 luglio «non deve essere inserito in Finanziaria». E ancora: «Garantire, con maggiore equilibrio», nel rispetto dell´impegno assunto nel programma dell´Unione, il «superamento della legge in vigore sulla previdenza» (entro il 31 dicembre). Sul fronte fisco, invece, «omogeneizzare» le rendite finanziarie, prevedendo «un´unica aliquota del 20%», salvaguardando al contempo i piccoli risparmiatori. La sinistra mette tutto nero su bianco. E il documento unitario sulla Finanziaria, annunciato da Rifondazione comunista, Verdi, Comunisti italiani e Sinistra democratica, salvo limature dell´ultima ora, è già pronto.

          In due pagine la premessa politica (preparata da Gennaro Migliore e Angelo Bonelli, capigruppo di Prc e Verdi a Montecitorio). In quattro, invece, i punti chiave del testo – raggruppati in sette capitoli – che Franco Giordano, Oliviero Diliberto, Alfonso Pecoraro Scanio e Fabio Mussi illustreranno a breve (forse già domani) al presidente del Consiglio, al quale chiederanno di recuperare «fino in fondo quello "spirito dell´Unione" che ci ha consentito una importante quanto difficile vittoria elettorale». Va praticata quindi una «collegialità» che, in troppe occasioni, denunciano, «è stata smarrita». E per superare lo stallo, la soluzione avanzata è chiara: Romano Prodi «rinnovi la sua funzione di garante della coesione dell´intera coalizione».

          Tra le priorità della sinistra non rientra più «il risanamento della finanza pubblica», già «bene affrontato» in quest´ultimo anno e che «andrà perseguito con equilibrio e senza ossessioni rigoriste». Al suo posto, in linea con gli impegni presi con gli elettori, trovano spazio «l´equità sociale, l´ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici, la lotta alla precarietà e gli investimenti nei settori strategici per il futuro, dalla formazione all´innovazione tecnologica». Per i quattro partiti dell´ala sinistra di maggioranza, la Finanziaria «è un banco di prova imprescindibile», così come lo è la «scrittura collegiale di un documento così importante», che deve mantenere una «congruità» con quanto previsto dal Dpef e dalle risoluzioni approvate in Parlamento. Tra le quali spiccano la «destinazione del 40% delle risorse per le nuove iniziative previste tra le spese eventuali (indicate dal Dpef in 10 miliardi annui) a favore di interventi per la completa applicazione del Protocollo di Kyoto», con l´obiettivo di promuovere una «politica energetica basata sulle rinnovabili» e favorire una crescita economica sostenibile. Ma anche la «finalizzazione» delle eventuali maggiori entrate, derivanti dalla lotta all´evasione fiscale, qualora permanenti, «alla riduzione della pressione fiscale prioritariamente alle fasce più deboli». Nel documento unitario, rimanendo in tema fisco, si prevede anche la «progressiva trasformazione», senza oneri aggiuntivi, degli incentivi alle imprese in riduzione delle imposte. Così come la restituzione del fiscal drag. Tornando al capitolo welfare, i quattro partiti chiedono la garanzia, per i lavoratori precari, di una pensione pari almeno al 60% della retribuzione.

          Non manca il capitolo casa. E Prc, Pdci, Sd e Verdi sottoscrivono la «riduzione del carico fiscale attraverso la revisione della normativa sull´Ici». Inoltre, spingono per prevedere norme a sostegno della riconversione dell´industria militare al civile. Auspicando al contempo provvedimenti incisivi per ridurre i costi della politica, con un risparmio a regime di almeno 2 miliardi di euro. E la predisposizione di un piano per il lavoro e contro la povertà nel Mezzogiorno, a partire dall´attuazione del reddito minimo di inserimento e della riforma degli ammortizzatori sociali.