Finanziaria, è rottura sindaci-governo

11/12/2009

Statali, oggi in piazza i 100mila della Cgil. Marcegaglia: discutibile l´uso del Tfr

ROMA – Rottura tra Comuni e governo centrale sulla Finanziaria. Se non rientreranno i tagli agli enti locali previsti dalla manovra, i sindaci, di destra e di sinistra, diserteranno tutti i tavoli istituzionali: dalla conferenza unificata agli incontri sul federalismo fiscale. È stato il presidente dell´Anci e sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ad annunciare l´avvio di una fase di conflitto al termine di una giornata durante la quale quasi 400 "primi cittadini" hanno manifestato a Roma davanti a Montecitorio e si sono riuniti in assemblea per decidere cosa fare dopo un incontro – definito «interlocutorio» – tra lo stesso Chiamparino e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.
«Io non sono uno spreco», era la scritta stampata sulle magliette indossate da alcuni sindaci, e anche la sintesi del senso della protesta. I Comuni non solo contestano i tagli sui consiglieri e ai direttori generali degli enti locali, ma chiedono, tra l´altro, anche di allentare, per via della crisi, il patto di stabilità interno e di ripristinare i trasferimenti cancellati dall´abolizione dell´Ici sui redditi più alti.
Comunque per la legge Finanziaria si prepara il rush finale. Ieri è proseguita la discussione in aula alla Camera. E per togliere ogni pretesto alla maggioranza intenzionata a ricorrere all´ennesimo voto di fiducia, l´opposizione ha deciso di ridurre di 4/5 i suoi emendamenti. Una mossa che difficilmente, tuttavia, riuscirà ad evitare il ricorso alla fiducia previsto per mercoledì prossimo.
Protestano contro la Finanziaria pure i dipendenti pubblici aderenti alla Cgil che, in particolare, chiedono lo stanziamento delle risorse (circa 5 miliardi) per i rinnovi contrattuali. Oggi è previsto lo sciopero generale di tutti i settori (scuola compresa) con la manifestazione più importante a Roma, dove la confederazione di Guglielmo Epifani punta a portare circa 100 mila persone. Ma il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, preannuncia la solita guerra di cifre: «La media delle adesioni agli ultimi tre scioperi generali della Cgil è stata tra il 7 e l´8 per cento. Domani mattina (oggi per chi legge, ndr) alle 10 ci saranno le prime stime per la partecipazione. I numeri che ho io sono quelli veri perché provengono da ogni singola amministrazione centrale e periferica. Se poi le piazze saranno coperte con pensionati e altri cittadini, questo fa parte della libertà di manifestazione».
Perplessa, infine, sulla scelta del governo di affidare al Tfr accantonato presso il fondo dell´Inps la copertura finanziaria di una parte della manovra (per circa 3,1 miliardi di euro) si è detta ieri anche la presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia: «Utilizzare il Tfr per coprire la spesa corrente – ha detto – è un fatto discutibile sul quale vanno fatte delle riflessioni».