Finanziaria e proroga ammortizzatori sociali

Roma 16 ottobre 2003

Oggetto: finanziaria e proroga ammortizzatori sociali

                                          Alle Strutture Regionali e Territoriali
                                          FILCAMS, FISASCAT, UILTuCS

                                          LORO SEDI

Vi inviamo per opportuna conoscenza, lettera che le Confederazioni CGIL, CISL, UIL, hanno inviato al Ministro Maroni sollecitando l’inclusione in finanziaria degli stanziamenti per la proroga degli attuali regimi temporanei di ammortizzatori sociali.

Come sapete siamo fortemente interessati alle proroghe per diversi nostri settori: imprese commerciali (comprese quelle svolgenti attività di logistica) da 51 a 200 dipendenti, agenzie di viaggio e di turismo ed operatori turistici con piu’ di 50 dipendenti, imprese di vigilanza superiori a 15 dipendenti.

Vi terremo informati degli sviluppi, ma fin d’ora vi segnaliamo l’ opportunità di contattare i Parlamentari locali affinché assumano le nostre istanze e se ne facciano promotori, attraverso interpellanze, emendamenti, ecc. ciò al fine di esercitare le necessarie “ pressioni” nei confronti del Ministro.

Cari saluti.

p. FILCAMS-CGIL p. FISASCAT-CISL p. UILTuCS-UIL
Marinella Meschieri Pietro Giordano Marco Marroni
All. 1


      Roma 13 ottobre 2003
                                  On.le Roberto Maroni
                                  Ministro del Lavoro e Politiche Sociali
                                  Via V. Veneto

                                  R O M A

Oggetto: Finanziaria – proroghe trattamenti Cigs e mobilità

Onorevole Ministro,

la legge 289/02 ha prorogato, come ormai d’abitudine, i regimi di Cigs e mobilità per svariate categorie, non rientranti nel regime generale previsto dalla legge 223/91 e successive modifiche ed integrazioni.

All’articolo 41 della citata legge veniva previsto un importo di 376.433.539 euro, per l’anno 2003, a carico del Fondo per l’occupazione di cui alla legge 19 luglio 1993, n. 236, a copertura:

      • delle proroghe dei trattamenti in essere e della possibilità per le imprese dei settori in questione di far ricorso agli ammortizzatori sociali
      • del diritto all’iscrizione nella lista di mobilità, senza diritto alla percezione dell’indennità, di lavoratori licenziati da imprese al di fuori del regime previsto dalla legge 223/91,
      • della possibilità per le imprese artigiane di stipulare ed integrare contratti di solidarietà con provvidenze di provenienza bilaterale
      • di misure a sostegno di imprese industriali dell’indotto automobilistico.

Data l’assenza di una organica riforma degli ammortizzatori sociali, che costituiva la ragione delle disposizioni che adesso vengono a scadenza, si richiede con la presente la prosecuzione, per tutto l’anno 2004, delle norme citate. Da una rapida valutazione sembrerebbero non ravvisarsi esigenze di stanziamenti ulteriori, al netto di un adeguamento dovuto al tasso di inflazione, degli importi stanziati l’anno scorso.

Per una migliore comprensione delle problematiche in oggetto, ci permettiamo di allegare la normativa della legge 289/02.

Cordialmente

p. la Cgil p. la Cisl p. la Uil
G. Casadio R. Bonanni C.F. Canapa

All.1


Art. 41
(Disposizioni in materia di cassa integrazione guadagni, mobilita’ e contratti di solidarieta)

1. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e nel limite della complessiva spesa di 376.433.539 euro, per l’anno 2003, a carico del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, nel caso di programmi finalizzati alla gestione di crisi occupazionali ovvero miranti al reimpiego di lavoratori coinvolti in detti programmi, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell’economia e finanze puo’ disporre, entro il 31 dicembre 2003, proroghe di trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, di mobilita’ e di disoccupazione speciale, gia’ previsti da disposizioni di legge, anche in deroga alla normativa vigente in materia, nonche’ concessioni, anche senza soluzione di continuita’, dei predetti trattamenti, che devono essere stati definiti in specifici accordi in sede governativa intervenuti entro il 30 giugno 2003. La misura dei trattamenti e’ ridotta del 20 per cento. La riduzione non si applica nei casi di prima proroga o di nuova concessione. Nel limite complessivo di 80 milioni di euro a valere sul predetto importo di 376.433.539 euro, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e’ autorizzato a prorogare, limitatamente all’esercizio 2003, le convenzioni stipulate, anche in deroga alla normativa vigente relativa ai lavori socialmente utili, direttamente con i comuni, per lo svolgimento, durante l’esercizio in corso, di attivita’ straordinarie riferite a lavoratori socialmente utili nella disponibilita’ degli stessi comuni da almeno un triennio. Italia Lavoro Spa assiste i comuni perche’ predispongano piani di reinserimento dei lavoratori socialmente utili nel mercato del lavoro con azioni di politica attiva del lavoro.

2. All’articolo 1, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 20 gennaio 1998, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 1998, n. 52, come da ultimo modificato dall’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 11 giugno 2002, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2002, n. 172, le parole: "31 dicembre 2002" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2003" e dopo le parole: "nonche’ di 60,4 milioni di euro per l’anno 2002" sono aggiunte le seguenti: "e di 45 milioni di euro per l’anno 2003".

3. All’articolo 1, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 20 gennaio 1998, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 1998, n. 52, come da ultimo modificato dall’articolo 52, comma 70, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, le parole: "31 dicembre 2002" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2003". All’onere derivante dall’attuazione del presente comma si provvede nei limiti delle risorse preordinate per la medesima finalita’ nell’ambito del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e non utilizzate alla data del 31 dicembre 2002, nel limite di 20 milioni di euro.

4. All’articolo 3, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come da ultimo modificato dall’articolo 52, comma 47, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: "Tale finalizzazione e’ limitata a lire 10 miliardi per gli anni 2000 e 2001 e ad euro 5.164.569 per ciascuno degli anni dal 2002 al 2008".

5. Per le finalita’ di cui all’articolo 117, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e’ stanziata la somma di euro 51.645.690 nell’esercizio finanziario 2003 a carico del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.

6. L’intervento di cui all’articolo 15 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, puo’ proseguire per l’anno 2003 nei limiti delle risorse finanziarie preordinate per la medesima finalita’ entro il 31 dicembre 2001 e non utilizzate, nel limite di 91 milioni di euro.

7. Le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 5, 6, 7 e 8, del decreto-legge 11 giugno 2002, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2002, n. 172, si applicano anche ai lavoratori licenziati da enti non commerciali operanti nelle aree individuate ai sensi degli obiettivi 1 e 2 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, con un organico superiore alle 2.000 unita’ lavorative, nel settore della sanita’ privata ed in situazione di crisi aziendale in seguito a processi di riconversione e ristrutturazione aziendale, nel limite massimo di 700 unita’.

8. All’onere derivante dal comma 7, determinato nella misura massima di 6.667.000 euro per l’anno 2003, di 10.467.000 euro per l’anno 2004 e di 3.800.000 euro per l’anno 2005, si provvede a carico del Fondo di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.

9. Fino al 31 dicembre 2003, alle imprese industriali che svolgono attivita’ produttiva di fornitura o sub-fornitura di componenti, di supporto o di servizio, a favore di imprese operanti nel settore automobilistico, il trattamento ordinario di integrazione salariale, di cui alla legge 20 maggio 1975, n. 164, puo’ essere concesso per un periodo non superiore a ventiquattro mesi consecutivi, ovvero per piu’ periodi non consecutivi la durata complessiva dei quali non superi i ventiquattro mesi in un triennio.

10. Per le imprese indicate nel comma 9, ai fini del computo dei periodi massimi di godimento del trattamento ordinario di integrazione salariale, una settimana si considera trascorsa quando la riduzione di orario sia stata almeno pari al 10 per cento dell’orario settimanale relativo ai lavoratori occupati nell’unita’ produttiva. Le riduzioni di ammontare inferiore si cumulano ai fini del computo dei predetti periodi massimi.

11. Fino al 10 agosto 2005, i periodi di integrazione salariale ordinaria concessi ai sensi dei commi 9 e 10, in deroga all’articolo 6 della legge 20 maggio 1975, n. 164, non si computano ai fini dell’articolo 1, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223.

12. Per gli interventi di cui ai commi da 9 a 11 e’ autorizzata la spesa di 64 milioni di euro per l’anno 2003 e 106,5 milioni di euro per l’anno 2004. All’onere per l’anno 2004 si provvede a carico del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.