“Finanziaria” Denuncia della Cgil: coperture incerte

16/09/2005
    venerdì 16 settembre 2005

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    Denuncia della Cgil: coperture incerte
    Si punta tutto sulla lotta all’evasione

      «È una manovra bluff, scritta sull’acqua, non era mai successo che in Finanziaria venissero conteggiati i miliardi di euro dalla lotta all’evasione fiscale». Beniamino Lapadula, responsabile economico della Cgil, lancia l’allarme: quel capitolo della Finanziaria verrà contestato da Bruxelles. I miliardi in questione sono 4,4, più della metà delle entrate previste: 600 i milioni alla voce evasione vera e propria, gli altri derivano da uno «stillicidio» di norme come la modifica del processo tributario. Se a quella cifra si aggiungono i 3 miliardi dalla vendita di immobili dall’esito non definito, si scopre che quasi un terzo della manovra è di incerta riscossione e a rischio di verifica da parte degli «sceriffi» Ue.

      Con una evasione complessiva che ormai viaggia a 200 miliardi di euro l’anno, il governo aveva promesso a giugno una dura campagna contro i furbi. Poi, a fine luglio, lo aveva anche scritto nel Dpef. I 4,4 miliardi indicati da Domenico Siniscalco sono una cifra importante, che corrisponde a circa la metà delle risorse da destinare allo sviluppo. Nelle anticipazioni del testo diffuse ieri si legge che sarà previsto l’arresto per chi non paga l’Iva sopra i 50 mila euro, la riforma della riscossione, l’introduzione dei controlli «esplorativi», sanzioni per i commercianti che non compilano i questionari, più ispettori per rinforzare in controlli. E anche la revisione degli studi di settore, una misura questa che darebbe invece incassi certi, è destinata ad avere un difficile iter parlamentare vista la scadenza elettorale. Così come la prospettiva di aumentare l’Iva dal 10 al 20%: vale soltanto per una serie di prodotti ancora da identificare.

      L’idea invece di introdurre una sorta di redditometro e di farlo gestire ai Comuni (ai quali sarebbe andato il 50% dell’imposta "scovata") è scomparsa. Lo lamenta l’Anci, l’associazione dei Comuni, che aveva partecipato a «tavoli» di lavoro col ministero prima dell’estate. Anche il presidente dell’Alta commissione per il federalismo fiscale Giuseppe Vitaletti, nota che per i parametri di Maastricht quello che conta è la cartella di accertamento fiscale. E per fermare «l’enorme evasione degli immobili» propone di abbassare (al 30%) l’aliquota degli affitti e di darla ai Comuni.

      Roberto Bagnoli