“Finanziaria” Decreto fiscale al Senato

14/11/2006
    marted� 14 novembre 2006

    Pagina 3 – PrimoPiano

      IL RETROSCENA

        Decreto fiscale al Senato,
        per Romano la prima �prova di fiducia�

          Francesco Verderami

          ROMA — Al ministero dell’Economia si respira un clima di agitazione, che non dipende dalle quotidiane correzioni alla Finanziaria, ma dal �blitz� delle Iene al ministero. �Quelli hanno scoperto un suk, dove gli scambi avvengono in nero. Se penso a Visco…�, sorride il sottosegretario all’Economia Cento: �Ora scoppier� un casino�. Politicamente parlando, il �casino� potrebbe scoppiare sul decreto fiscale, visto che al Senato il governo vanta una maggioranza risicata, ed � sotto la spada di Damocle delle pregiudiziali di costituzionalit�. Ha gi� sub�to una sconfitta sulla proroga degli sfratti, ma oggi una battuta d’arresto darebbe l’idea di un esecutivo a fine corsa, al punto che lo stesso Prodi parla dell’appuntamento come di una sorta di �voto di fiducia�. Ecco il motivo per cui i riflettori sono puntati sull’evento, ecco spiegata la scelta mediatica di Berlusconi di recarsi dai suoi senatori. �Ma quando un evento si carica di cos� tante aspettative — � l’opinione di Fini — 99 volte su 100 non accade niente�.

          Quell’unica probabilit� per� rimane, non a caso il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Chiti, ha rifatto ieri i conti con i capogruppo dell’Unione, �e dalla verifica sulle presenze — anticipa la Finocchiaro — siamo sereni. Dei nostri non mancher� nessuno�. Sar�, ma per precauzione � stato previsto un �paracadute�: se il decreto non passasse, verrebbe ripescato come emendamento nella Finanziaria. Questi accorgimenti rendono il senso d’incertezza, malgrado nel governo ci sia chi sussurri di accordi sottobanco con l’opposizione per garantirsi comunque una maggioranza in Aula, se Pallaro e De Gregorio dovessero scartare.

          �Lo so cosa vanno dicendo�, s’infuriava ieri pomeriggio il segretario dell’Udc a Montecitorio: �Che ci sarebbe un’intesa con noi, in cambio di garanzie su alcuni emendamenti. Ora, a parte il fatto che Chiti ha consultato anche Forza Italia e An, per verificare se su alcune modifiche ci fosse spazio per un compromesso, la verit� � che nel governo non ci sono interlocutori. Ed � ora di finirla con queste storie�. Proprio in quel momento Cesa � stato avvicinato dal sottosegretario Naccarato, vice di Chiti: �Stai tranquillo, Lorenzo, gli emendamenti vostri ci sono�. Il segretario centrista non ha fatto una piega: �Se si parla di quelli sulla Sicilia, Prodi dovr� dare certezze al governatore Cuffaro. So che lo incontrer�. Quanto al voto al Senato, i nostri ci saranno tutti�. Epper� una spallata appare oggi difficile. Come diceva Dini a un esponente dei Dl, �neppure Berlusconi ce l’ha in mente adesso. Anche lui si rende conto che il Paese non pu� restare senza Finanziaria. Dopo si vedr�. Da gennaio si navigher� in mare aperto�.

          In fondo, al Cavaliere pu� far gioco lasciare che il centro-sinistra si logori. I segni sono evidenti. Per esempio, dicono che Chiti si sia sfogato con i suoi per la norma sulla tracciabilit� dei pagamenti voluta da Visco in Finanziaria: �Non s’� mai visto un governo che si prende gli insulti per approvare una cosa che andr� in vigore tra due anni�. E anche tra i banchi della maggioranza i nervi sono a fior di pelle: ieri sera nel gruppo dell’Ulivo alla Camera c’� stata una sollevazione quando i deputati della Margherita hanno saputo che la sinistra ds stava per firmare i sub-emendamenti del Prc sull’emersione del lavoro nero. �Qui siamo al delirio�, ha protestato il diellino Del Bono. �Diciamo che � il primo caso di Finanziaria "democratica"�, commentava il viceministro D’Antoni: �� una specie di agor� di Pericle, ma senza Pericle�.

          E certo, non sarebbe attendibile Cesa quando rivela che �in molti nell’Unione mi chiedono se facciamo qualcosa per levargli dai piedi Prodi�. Non sarebbe attendibile, se Prodi non si fosse scagliato contro i suoi alleati. �Perch� ce l’aveva con gli alleati, quando ha detto che il Paese � impazzito�, sostiene Cento: �Ce l’aveva con i leader di partito che flirtano con i poteri forti. E a loro ha detto: "Nun ce provate". Poi l’hanno fatto passare per pazzo. E comunque, dal suo punto di vista, meglio passare per pazzo che per cogl…�.