“Finanziaria” Damiano: Precari e pensioni, una svolta di sinistra

25/10/2006
    mercoled� 25 ottobre 2006

    Pagina 4 – Economia/Oggi

    IL FORUM

      Precari e pensioni
      una svolta di sinistra

      CESARE DAMIANO: la Finanziaria � il primo atto che rompe con il passato e propone l’avvio di un grande disegno riformatore, rispettando vincoli di bilancio, rimettendo in ordine i conti dello Stato. Una proposta coerente per garantire sviluppo, innovazione e insieme equit� sociale

        a cura di Giampiero Rossi/ Milano

          Il ministro del lavoro, Cesare Damiano, incontra la redazione dell’Unit� all’indomani del varo della legge finanziaria e proprio mentre il governo riesce a mettere d’accordo imprese e sindacati sul Tfr. E ricostruisce il percorso e gli obiettivi che il governo di centrosinistra sta seguendo per cambiare rotta, sui temi del lavoro e delle pensioni, dopo cinque brutti anni.

          Epifani, che pure ha apprezzato la finanziaria, dice che non ha un cuore. Montezemolo dice che non ha un’anima. Ma noi per che cosa siamo chiamati a fare sacrifici?

            �L’importante � che che questa manovra abbia fegato. Al di l� delle battute, io vedo un chiaro disegno di prospettiva e di discontinuit� con l’azione del governo precedente. Abbiamo qualche problema di comunicazione, con il rischio che emergano maggiormente i contrasti o i cambiamenti di rotta – inevitabili per aggiustare le cose – e restino in ombra il disegno riformatore e gli aspetti rilevanti che riguardano lo sviluppo e l’equit� sociale. La finanziaria, per le cifre che indica, � una manovra importante, che consente di mettere in ordine i conti e crea le premesse per una svolta nello sviluppo e nelle tutele sociali�.

            Un punto centrale del programma era la lotta alla precarizzazione. A che punto siamo?

              �Anche su questo non posso fare a meno di sottolineare la forte discontinuit� rispetto alle politiche del governo precedente. Perch� ormai � chiaro che il mercato del lavoro ha sub�to un cambiamento strutturale anche in seguito alla legislazione del centrodestra. All’inizio del 2000, infatti, quasi l’80% dei nuovi occupati era assunto con un contratto a tempo indeterminato; la previsione per la fine del 2006, secondo un’indagine del ministero del Lavoro e di Excelsior, dice che soltanto il 46% delle nuove assunzioni sar� a tempo indeterminato. Ecco, questa � una trasformazione strutturale. In Europa il lavoro flessibile � un transito per i giovani che incontrano per la prima volta un lavoro, da noi ormai la precariet� riguarda le donne tra i 35 e i 45 anni, gli over 50 che perdono il lavoro. In Italia la flessibilit� non � un dato di transito, si corre il rischio di rimanervi intrappolati per molti anni. Intanto diminuisce il tasso di conversione dal lavoro flessibile a quello stabile, e al tempo stesso il lavoro precario non gode delle tutele sociali che esistono in altri paesi europei. E se il trend attuale non dovesse mutare, il tasso di precarizzazione in Italia sarebbe destinato ad aumentare. Abbiamo il dovere di rivedere in profondit� questo complesso legislativo, per ottenere risultati nell’immediato e in prospettiva�.

              E quali sono questi risultati?

                �Nel breve periodo vorrei sottolineare un elemento che viene colpevolmente trascurato. � mai possibile, infatti, che non balzi agli occhi l’importanza di una finanziaria che collega la riduzione del costo del lavoro – il cosiddetto cuneo fiscale – di ben tre punti, cio� di 6 miliardi di euro annui, al lavoro a tempo indeterminato? Non � forse questo un elemento significativo di cambiamento di rotta? Perch� significa comunicare al paese e alle imprese che questo governo considera, non a parole ma nei fatti, il rapporto di lavoro a tempo indeterminato come punto di riferimento della sua politica. Non � il ritorno al “posto fisso”, ma la scelta di un percorso di stabilizzazione per incentivi e disincentivi. E il cuneo fiscale � modulato, per esempio, per dare maggiori vantaggi alle imprese del Mezzogiorno e ancora di pi� alle imprese del sud che daranno lavoro alle donne. Sono atti concreti. Qui c’� tutto il contrasto tra due filosofie, due mondi. Noi siamo l’altro mondo rispetto al centrodestra. In secondo luogo ho voluto aumentare i contributi pensionistici per i lavoratori parasubordinati e per gli apprendisti. E abbiamo voluto migliorare anche le prestazioni per quanto riguarda la malattia e la maternit�, che gli apprendisti non hanno mai avuto. � un altro fatto concreto che conferma la nostra attenzione a questi temi. Sempre nella finanziaria abbiamo inserito misure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro per favorire la trasformazione da lavoro a progetto a lavoro subordinato. Siamo partiti dai call center, luogo simbolico, e le prime ispezioni hanno confermato che l� ci sono persone che fanno telefonate nell’ambito di un’organizzazione tipicamente tayloristica, nella quale gli spazi di autodeterminazione di orari, luogo e modalit� di lavoro non esistono, si trovano a operare in un rapporto subordinato. A questo � seguito un avviso comune con le parti sociali e una norma nella finanziaria la cui applicazione passer� attraverso accordi aziendali o territoriali – un fatto mai visto prima – tra imprese e sindacati, consentendo quindi una diffusione della rappresentanza sindacale in settori dove non � mai stata presente�.

                E poi c’� il lavoro nero…

                  �Abbiamo gi� affrontato anche questo fronte, nella finanziaria. Il Documento unico di regolarit� contributiva sar� esteso a tutti i settori dal 1 luglio 2007. E quello sar� il passaporto per accedere ai benefici fiscali. A tutti i settori abbiamo esteso l’obbligo di comunicazione del rapporto di lavoro il giorno prima dell’inizio dell’attivit�, perch� � emerso che il 12% dei morti in edilizia, per esempio, risultano assunti il giorno stesso del decesso. Non � una misura secondaria, quindi, cos� come non lo � l’adozione di indici di congruit� tra qualit� dei servizi e dei beni prodotti e la quantit� di lavoro necessaria per produrli�.

                  Ma l’apparato ispettivo avr� le risorse necessarie per poter eseguire i controlli?

                    �Proprio un mio emendamento al decreto Bersani ha previsto lo stanziamento di 3 milioni di euro per permettere agli ispettori di operare sul territorio; ho chiesto di inserire una norma che permette l’assunzione di 60 carabinieri che agiranno in forza al ministero del Lavoro; abbiamo quintuplicato le sanzioni, ferme dal 1999, e abbiamo previsto che le maggiori entrate da questa attivit� vadano a finanziarie il Fondo per l’occupazione. E poich� la nuova norma prevede la chiusura dei cantieri in cui risulta pi� del 20% della forza lavoro in nero, abbiamo gi� proceduto a 88 chiusure da agosto a oggi, mentre una cinquantina sono stati riaperti in seguito alla regolarizzazione dei lavoratori. Ho presentato, insieme al ministro Bianchi, un decreto che permette di evitare ai lavoratori clandestini la beffa dell’allontanamento oltre al danno del lavoro nero. Purtroppo il consiglio dei ministri non ha accettato la nostra proposta, ma mi auguro che quanto prima si affronti questo problema. Insomma, credo davvero che si tratti di una delle migliori legislazioni mai fatte su questo tema, e le misure varate hanno trovato accordo e collaborazione da parte di sindacati e imprese�.

                    Questo tema � legato a quello della sicurezza sul lavoro…

                      �In luglio, con il decreto Bersani, io e il ministro Di Pietro abbiamo presentato un emendamento che si chiama “pacchetto sicurezza”. A fine mese discuter� con lo stesso Di Pietro la revisione della normativa sugli appalti. Io vorrei, soprattutto per quanto riguarda gli appalti pubblici, che si intervenisse sugli appalti al massimo ribasso, sulle clausole di sicurezza e sui salari minimi, per rompere la spirale perversa che dalla committenza arriva alla precariet�. Che alla fine penalizza la sicurezza e le retribuzioni�.

                      Poco fa accennava alla revisione degli ammortizzatori sociali. In quale direzione?

                        �Gi� nella finanziaria c’� una ridotazione di risorse per cassa integrazione, casse in deroga, lavoratori socialmente utili e, in pi�, c’� una norma sulla mobilit� lunga. E poi abbiamo stabilizzato i livelli delle indennit� di disoccupazione. Ho presentato diversi emendamenti: sul rifinanziamento dei centri per l’impiego, sull’integrazione del fondo nazionale per l’avviamento al lavoro dei disabili, abbiamo rivisto le prestazioni di maternit� per le lavoratrici parasubordinate e molto altro. Sottolineo una proposta che merita attenzione: un accordo di solidariet� che prevede la conversione del contratto di un lavoratore ultracinquantenne full time in part time con contemporanea stipula di un contratto par time per un giovane. Una misura sperimentale che guarda all’invecchiamento attivo e al passaggio di competenze tra generazioni�.

                        Le risorse derivanti dalla devoluzione all’Inps del Tfr inoptato, cio� non investito dal lavoratore in un fondo pensione, verranno utilizzate per la realizzazione di opere pubbliche. Ma non si corre il rischio di un conflitto tra la volont� del governo d’incentivare la previdenza integrativa e quella di avere risorse per nuove infrastrutture?

                          �Per evitare ogni conflitto abbiamo scelto di anticipare la partenza della previdenza integrativa di un anno rispetto a quanto previsto da Maroni. Si tratta di uno strumento strategico, soprattutto per i giovani, che con l’attuale precarizzazione del lavoro rischiano di ottenere un trattamento pensionistico al limite della soglia di povert�. Personalmente spero che tutti i lavoratori dipendenti scelgano di accompagnare la pensione pubblica con una integrativa: oggi solo il 12% aderisce ad un fondo di previdenza integrativa, ma il governo vuole portare questa percentuale al 37% con una capillare campagna d’informazione che partir� all’inizio del 2007�.