Finanziaria dalle mille lobby

23/12/2003


MARTEDÌ 23 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina 32 – Economia
 
 
Varata definitivamente la legge. Ecco il bilancio dei vincitori e dei vinti della battaglia parlamentare
Finanziaria dalle mille lobby

briciole a sviluppo e famiglie
Dal Po navigabile all´Opus Dei: favori trasversali da Nord a Sud
          Per la crescita, la spesa di cassa sarà limitata a 500 milioni di euro. Sconti all´agricoltura
          Sventagliata di tasse: aerei, tabacchi, alcolici e forse anche le accise sulle benzina

          ROBERTO PETRINI


          ROMA – Finanziaria punto e a capo. La manovra 2004 è diventata ieri legge dello Stato e già si fanno bilanci e si vanno a cercare vincitori e vinti. Il diagramma della Casa delle libertà parla chiaro: An ha portato a casa 850 milioni per la sicurezza, l´Udc i bonus per i figli e la scuola, la Lega ha rastrellato nel Nord ma ha mancato il colpo grosso della restituzione di 3,2 miliardi di crediti d´imposta alle imprese. Forza Italia ha cercato la quadratura facendo sponda al ministro dell´Economia Giulio Tremonti.
          Ma se si vanno a spulciare i 70 articoli freschi di stampa usciti ieri dalle tipografie del Senato, e si confrontano con il decretone, non mancano le sorprese. A cominciare dalle grandi cifre che segnano l´orientamento della manovra: per lo sviluppo, ad esempio, se si vanno a guardare i dati di cassa, cioè quelli che saranno effettivamente spesi nell´anno che si sta per aprire, si trovano solo 499,8 milioni di euro. Le spese per investimenti saranno, per cassa, solo 166,5 milioni. Anche sul fronte del contenimento non c´è molto: alla voce assistenza e previdenza, dove pure si era parlato di riforma del Welfare, le spese aggiuntive saranno di 749,1 milioni. I contratti per il pubblico impiego nel 2004 costeranno 1,1 miliardi. Se si guarda al Sud, si scopre che il fondo unico è rimasto stabile a 2,7 miliardi, tranne che per l´intervento di 300 milioni per finanziare i crediti d´imposta per gli investimenti in arretrato.
          Né Sud, né Nord. Né grossi sconti fiscali (tranne che per l´agricoltura), né iniezioni di denaro per le opere pubbliche. Solo una opzione europea in attesa del piano di opere pubbliche fortemente sponsorizzato da Tremonti. Invece dalla nuova Finanziaria, assai avara con gli enti locali e con le famiglie, anche per via della nuova sventagliata di tasse (voli, tabacchi, alcolici e forse anche benzina), emerge una distribuzione delle risorse a macchia di leopardo frutto di una battaglia di tre mesi tra lobby e gruppi di potere.
          Il nostro viaggio parte dalla Sicilia dove l´Udc, ma anche gli altri partiti in una sorta di schieramento trasversale, hanno ottenuto per la giunta di Totò Cuffaro la proroga degli sconti per i terremoti del ´90 e addirittura del Belice oltre a 60 milioni per le infrastrutture. Se si passa lo Stretto si approda a Reggio Calabria: qui Domenico Nania, uomo forte di An, è riuscito ad ottenere per chi si imbarca nell´aeroporto calabrese lo stesso sconto cui hanno diritto coloro che partono dalle Isole. Se si continua a salire ci si imbatte nei terremoti: al Molise (1 milione per 10 anni); all´Irpinia (10 per 15 anni). Verso l´Adriatico la Puglia di Fitto, anch´egli di centrodestra, fa la parte del leone: il Centro speciale per la ricerca agroalimentare sarà a Foggia, l´Agenzia per i prodotti italiani e l´area mediterranea sarà a Bari.
          Quando arriva a Roma la Finanziaria si incaglia sul crocevia del potere. Niente alla legge 396 per Roma Capitale: nulla dunque a Veltroni. Niente anche all´ospedale Bambin Gesù cui tiene il presidente del Lazio Storace, di An, ma dissidente. Soldi vanno alla costruzione di un policlinico dell´Opus Dei e al pubblico Policlinico Umberto I. Disco rosso invece alla parificazione dei titoli dell´Università lateranense: l´ha bocciata Casini sebbene l´avessero chiesta i vescovi. Roma ministeriale invece ci guadagna: promozioni dall´ottavo al nono livello per i dipendenti della Ragioneria dello Stato e settecento nuove assunzioni per l´Agenzia delle Entrate.
          Bisogna arrivare al Po per incontrare le sentinelle della Lega: un progetto per la navigabilità sarà reso fattibile grazie a stanziamenti di 20 milioni per 15 anni. Il Veneto di centrodestra non va male: per gli armatori, per le ferrovie e per l´aeroporto, dove c´è di mezzo la Regione, arrivano i fondi. Meno bene i 3 milioni per la città di Venezia. Ma c´è chi mette in conto al Nord anche la proroga delle concessioni per le società municipalizzate che si quotano in Borsa e dove la presenza leghista non è irrilevante.
          In Padania arrivano i soldi per le alluvioni, se si sale sull´arco alpino ci sono i finanziamenti per i campionati della Valtellina. A Torino 3,5 milioni dal 2005 per i Giochi Olimpici invernali: ma in cambio nel comitato entrano due membri in più nominati dalla Regione.