“Finanziaria” Dal porno al bebè, la Cdl litiga su tutto

12/12/2005
    venerdì 9 dicembre 2005

      Pagina 18 – Economia e Finanza

      LA FINANZIARIA 2006 IL TESORO METTE A PUNTO GLI ULTIMI RITOCCHI SUL MAXIEMENDAMENTO CHE SARÀ PRESENTATO MARTEDÌ

        Dal porno al bebè, la Cdl litiga su tutto

          Scontro aperto sulle risorse liberate dalla riforma del Tfr. E anche la Lega si spacca in due

            Flavia Amabile

            ROMA
            Via libera della commissione Bilancio della Camera alla Finanziaria 2006, completa di porno-tax e bonus bebè ma soprattutto di bracci di ferro all’interno della maggioranza e del governo. I nodi da sciogliere sono ancora molti. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti presenterà lunedì in un vertice della Cdl il suo maxiemendamento con ulteriori modifiche e il giorno dopo il governo chiederà all’aula la fiducia.
            Litigano i ministri sul Tfr dopo che al vertice della Cdl di mercoledì sera Giulio Tremonti è riuscito a far passare la sua linea di destinare alla riduzione del deficit 2006 le risorse liberate dallo slittamento della riforma. Ieri il ministro del Welfare Roberto Maroni ha insistito perché i fondi del Tfr fossero destinati al sociale e rimandato la decisione finale al Consiglio dei ministri di martedì. Secca la risposta del viceministro all’Economia Giuseppe Vegas: «La decisione è quella presa nel vertice di ieri». Sarà anche tutto deciso ma in queste ore tutto sembra molto confuso e si creano impensabili alleanze.

            Maroni ha annunciato un incontro lunedì con Bossi per definire la posizione della Lega sul Tfr, riunione che non si annuncia agevole: il ministro delle Riforme Roberto Calderoli ha avvertito tutti: «nessuno osi toccare un euro, quei soldi devono sino all’ultimo centesimo finire nel contenimento del deficit». Offre solidarietà a Maroni un ministro di An, il titolare delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, com’è successo più volte in passato sulla vicenda Tfr. Mentre d’accordo con il Tesoro, invece,è Daniela Santanchè, di An.

            Non sarà facile, insomma, per il premier tenere a bada i suoi ministri, così ieri Berlusconi si è tenuto alla larga dalle polemiche, preferendo parlare del «rigore» della Finanziaria. I problemi, ha spiegato, «non li abbiamo creati noi, ma ci siamo impegnati per cercare le soluzioni. Questi problemi li abbiamo ereditati dai precedenti governi».

            Litigano governo e maggioranza anche sulla porno-tax, dalla quale si stima un gettito di 220 milioni di euro. Il relatore, Daniela Santanchè (An), la difende, mentre il viceministro Vegas è convinto che con la misura l’Italia rischi «una bocciatura da parte dell’Unione europea». Il braccio di ferro nella Cdl sulla porno-tax è iniziato già due giorni fa dopo la presentazione dei nuovi emendamenti del relatore. Il governo è stato, infatti, battuto dalla stessa maggioranza nel corso dell’esame della manovra. Secondo Vegas la misura, oltre che incappare nello stop di Bruxelles, potrebbe dar vita a «un lungo contenzioso anche a livello interno». Anche Maroni ha ribadito la sua contrarietà all’aumento della tassazione sul materiale pornografico, anche se si è rimesso alla decisione del Parlamento. Alemanno, invece, ha difeso la bontà della norma e il ministro Giovanardi (Udc) si è mostrato stupito: «Non mi risulta che il governo abbia mai deciso di contrastare l’introduzione della pornotax».
            Tfr e porno-tax a parte, il governo è alle prese con gli altri nodi da sciogliere, primo fra tutti il condono previdenziale per il settore agricolo.

            Questione definita «imprescindibile» da Alemanno. Altro tema è l’introduzione del tetto di reddito per il bonus bebè che la commissione ha esteso al 2006. Mentre An insiste per l’inserimento del tetto, e lo stesso Silvio Berlusconi nella riunione di maggioranza di due giorni fa avrebbe chiesto a Tremonti un modo per evitare una misura così chiaramente impopolare, la Lega ha definito la questione «irrilevante». In ogni caso, sia la sanatoria per il settore agricolo, sia il limite al reddito per poter usufruire dell’assegno di 1.000 euro dovrebbero arrivare nel maxiemendamento che sarà oggetto di un nuovo vertice di maggioranza lunedì.

            Alla fine, l’unico punto su cui non si è litigato è soltanto il piano di vendita degli alloggi che ha avuto due sere fa il via libera dalla Commissione Bilancio e riscosso persino apprezzamento da parte della Margherita. In questo modo Renato Brunetta, il consigliere economico di Palazzo Chigi ha vinto la prima battaglia sul pacchetto che libererebbe, se convertito in legge, 25-30 miliardi di euro. Le risorse sarebbero poi impegnate per un piano di risposta all’emergenza immobiliare.