Finanziaria da 33 mila miliardi

26/09/2001



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Finanziaria da 33 mila miliardi
le tasse non calano, tagli ai ministeri

Berlusconi:"Il patto di stabilità? Fosse per me lo farei slittare"
Il governo spiega la manovra alle parti sociali, sì all’aumento di pensioni minime e detrazioni familiari

ROBERTO PETRINI


ROMA – Una Finanziaria «non normale ma neanche drammatica». Così l’ha definita il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ieri, nel corso del mega incontro con le parti sociali per la presentazione della manovra per il prossimo anno.
«La crisi Usa ci ha costretto a cambiare la Finanziaria», ha spiegato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aggiungendo, secondo quanto hanno riferito alcuni partecipanti alla riunione: «Mi dispiace che per quanto è accaduto a New York non possiamo intervenire sugli scaglioni fiscali come avremmo voluto». Il premier ha anche accennato ai vincoli imposti al bilancio, e alla riduzione delle tasse, dai trattati di Maastricht: «I parametri del patto di stabilità sono un vero e proprio Moloch, se potessi – ha detto – allungherei di trequattro anni i termini previsti dal Trattato e il raggiungimento del pareggio di bilancio».
La Finanziaria sarà accompagnata da tre disegni di legge collegati che conferiranno al governo una delega: uno fiscale per ridurre a due sole le aliquote (23 e 33 per cento); uno su Welfare, previdenza, lavoro e ammortizzatori sociali; uno sugli enti dei quali è prevista la trasformazione in spa o onlus (organizzazioni senza scopi di lucro) alle quali la pubblica amministrazione potrebbe affidare servizi «esternalizzati». Mentre il vice ministro Mario Baldassarri ha annunciato un progettoSud imperniato su fondi europei, crediti d’imposta e Tremontibis.
I provvedimenti saranno discussi a partire dal 3 ottobre, dopo la presentazione della Finanziaria, e messi a punto entro i termini che la legge fissa al 15 ottobre.
In totale l’intervento della Finanziaria consentirà risparmi per 33 mila miliardi. Si agirà sulle spese dei ministeri che subiranno una sforbiciata per circa 9.500 miliardi: Tremonti ha tuttavia rassicurato i sindacati e i colleghi del governo spiegando che i tagli colpiranno i dicasteri «senza impatto sociale», dunque non sarà investito il dicastero del Welfare, mentre per la sicurezza (Interni, Esteri e Difesa) la spesa aumenterà.
Tornando alla manovra, altri 67.000 miliardi arriveranno da quelle che Tremonti ha definito ieri «entrate fiscali non coattive»: si tratta delle entrate che verranno dalla sanatoria sul sommerso; dall’arrivo di una norma che estende la rivalutazione dei beni anche per le piccole imprese; del provvedimento con sanatoria per il rientro dei capitali esportati.
Resta una importante partita, intorno ai 1516 mila miliardi di lire, che sarà «riempita» con il provvedimento di vendita dei beni immobili che da solo darà circa 8.000 miliardi e dalla rosa di ulteriori privatizzazioni, dividendi, cartolarizzazioni contributive e fiscali, oltre a quelle del gioco del lotto.

Ancora da definire nei contorni – stando almeno a quanto riferito ieri dal governo – la parte «a dare» della manovra: si parla di 10 mila miliardi, tra aumento delle pensioni minime (per gli «over 75» o per una platea più vasta) e aumento delle detrazioni sui figli per le famiglie numerose e più deboli. «Daremo un milione ai poveri vecchi e un milione ai bambini», ha commentato Tremonti che ha sottolineato come l’obiettivo del governo sia quello di portare «sopra la soglia di indigenza un milione e mezzo di persone».
La manovra complessiva riporta all’ordine del giorno la questione dei parametri e del «buco». Il sottosegretario all’Economia Vegas ha dichiarato che il governo punta all’1,1 per cento come rapporto deficitpil per il 2001; il «buco» viene così notevolmente ridimensionato ma Tremonti ha spiegato che all’inizio dell’anno era all’1,7 e senza interventi sarebbe salito al 2 per cento. Confermato che l’inflazione nel 2002 sarà all’1,7% (come nel Dpef), che la crescita per l’effettoTwin Towers sarà al 2,3 per cento (invece del 3,1 per cento previsto a luglio nel Dpef) e che l’obiettivo per il rapporto deficitpil resterà fissato allo 0,5 per cento.