“Finanziaria” Confindustria, niente sconti al governo

09/10/2006
    domenica 8 ottobre 2006

      Pagina 2 – Economia

      IL CONVEGNO IL LEADER DEGLI IMPRENDITORI: �DI FRONTE A UNA MANOVRA CHE CI PREOCCUPA DOBBIAMO ESSERE PROPOSITIVI. LA LOGICA DELLA PIAZZA NON CI APPARTIENE�

        Confindustria, niente sconti al governo

          Montezemolo attacca su Tfr, Irap e nuove tasse. Ma poi spezza una lancia per il dialogo

            Paolo Baroni
            inviato a CAPRI

            Confindustria non fa sconti al governo e tiene il punto sulla Finanziaria. Ma Capri non � Vicenza. Al convegno dei giovani industriali nessuna sollevazione, nessuna rivolta: al ministro dell’Economia Padoa-Schioppa non viene risparmiata qualche contestazione, ma nulla di drammatico. La prima punzecchiatura gli arriva dal presidente di Federmeccanica, il vicentino Massimo Calearo: �Dovete imparare a comunicare meglio, altrimenti ci spaventate e basta. Quello che c’era prima di voi (Berlusconi – ndr) vendeva i gelati al Polo, voi invece non sapete vendere niente. Cercate di imparare qualcosa…�.

            Mai come quest’anno la sintonia tra i Giovani e la Confindustria � stata tanto forte. �E non si dica che ho militarizzato la platea�, afferma il padrone di casa Matteo Colaninno, alla fine soddisfatto per la qualit� del confronto. �Non dobbiamo dividerci – ha esortato il presidente Luca Cordero di Montezemolo – impediamo che cerchi di dividerci la politica. Qualsiasi politica. Per quanto ci riguarda la capacit� di rappresentanza deve tenere insieme tutti, grandi e piccoli�. A suo parere �sembrava che in queste ore dovesse esserci il carosello o il Far west, era attesa qui una specie di campagna elettorale� che poi non si � concretizzata.

            Il confronto a tratti � stato anche duro, ma tra gli imprenditori prevale la voglia di dialogare. �Di fronte ad una manovra che ci preoccupa – ha spiegato Montezemolo – dobbiamo essere propositivi. La logica della piazza, dello sfogo, non ci appartiene. Dunque non scioperiamo. Gli imprenditori italiani ragionano con la testa e non con la pancia�. E quindi, analizzando la Finanziaria, ha innanzitutto confermato il suo apprezzamento per il taglio del cuneo (�una riduzione di 3 punti dei nostri costi non l’abbiamo mai vista�). Per� questa manovra �non convince per lo scarso coraggio nelle riduzioni di spesa, per le tasse che introduce (a cominciare dalle successioni), e per quelle che rischiano di arrivare dagli enti locali. Ma non ci piace soprattutto per il trasferimento forzoso di una quota del Tfr dalle imprese allo Stato�. Secondo il presidente di Confindustria �� un provvedimento ingiusto e sbagliato, che rischia di incidere pesantemente sulla struttura patrimoniale di molte imprese�. Pollice verso anche nei confronti dell’Irap (�una tassa scandalosa�) e dell’assunzione di 150 mila precari, �quando nella scuola i docenti sono gi� troppi�.

            Come per le grandi questioni economiche Montezemolo ieri � tornato a sollecitare un’intesa bipartisan anche per le riforme, dalla legge elettorale (che si vorrebbe maggioritaria a doppio turno) al superamento dell’attuale bicameralismo, sino alla creazione di macro-regioni, all’accorpamento dei comuni pi� piccoli e all’abolizione delle province. A suo parere, al tavolo dei volonterosi �deve affiancarsi il "tavolo dei decisori", coloro che per ruolo politico e istituzionale hanno la possibilit� di modificare la manovra, inserendo quegli elementi strutturali che mancano e che sono necessari�. Ma le imprese guarderebbero con favore �all’idea di un "tavolo dei riformisti" in cui "volenterosi" e "decisori" potessero superare costruttivamente le differenze e le diffidenze tra maggioranza e opposizione�. E a questo tavolo Confindustria sarebbe disposta a sedersi con spirito costruttivo non per �un ritorno al consociativismo, perch� noi – ha rimarcato Montezemolo – non teniamo l’inciucio, ma per varare quelle riforme che servono al paese. La carica distruttiva che deriva dalla contrapposizione aprioristica e permanente del bipolarismo all’italiana – ha poi aggiunto – � tale che preferiamo correre questo rischio piuttosto che continuare a vedere le nostre imprese e il paese vittime di questo assurdo teatro di guerra che � la politica�.

            L’incontro di Capri � servito anche per ribadire con forza il ruolo delle imprese nella battaglia per il recupero di competitivit� del Paese. Devono per� tornare al centro di ogni scelta ed essere messe nelle condizioni di correre. Montezemolo ha anche voluto sferzare la platea: �Vedo il rischio di un Paese che si sente ricco e che per questo si ferma, si ripiega su se stesso, si concentra su consumo e rendita. Un Paese che preferisce la vita tranquilla alle sfide, che si siede invece di competere�. E quindi rivolto direttamente ai presenti ha ricordato che �correre sui mercati internazionali � un compito su cui i giovani devono essere in prima fila�, non devono aver paura delle sfide, men che meno devono accontentarsi di vivere coi soldi ereditati dai genitori. �Non va bene, sarebbe troppo facile�.