“Finanziaria” Confindustria: la base grida allo scippo

05/10/2006
    gioved� 5 ottobre 2006

    Pagine 5 – Economia

    DIPLOMAZIE ALL’OPERA PER EVITARE UN’IMBOSCATA AL MEETING DEI GIOVANI INDUSTRIALI A CAPRI

      La base grida allo scippo
      Cresce la voglia
      di rompere col governo

      retroscena

        ROMA
        E’ possibile sminare il terreno, riavviare il dialogo ed evitare che lo strappo governo-Confindustria arrivi alle estreme conseguenze? I rapporti, dopo lo �scippo� del Tfr, negli ultimi giorni si sono fatti molto tesi. E tensione crescente si registra anche tra le varie anime di viale dell’Astronomia. Il taglio del cuneo da solo non basta a soddisfare la richiesta di rilancio della competitivit� del paese se, dall’altra parte, si aumentano le tasse, si rinuncia al rigore e soprattutto se manca il coraggio di avviare delle vere riforme strutturali. Confindustria chiede di riaprire la partita, ma non sar� facile. Anche se nel governo si aprono i primi spiragli. L’analisi tecnica della nuova Finanziaria circola in un documento interno messo a punto dal responsabile del Centro studi Sandro Trento. La prima reazione, per�, � stata di sconcerto per la scelta di �rapinare� i fondi destinati alle liquidazioni, come ha denunciato nei giorni scorsi il vicepresidente Andrea Pininfarina. Stiamo parlando di 5-6 miliardi che verrebbero dirottati dalle casse delle aziende ad un fondo dell’Inps destinato a finanziare le opere pubbliche. In realt�, sostengono in Confindustria, si tratta di soldi che stanno nelle disponibilit� di lavoratori e imprese e non possono essere toccati. Subito durissime le reazioni di tutto il vertice, a cominciare dal presidente dei Piccoli Giuseppe Morandini. Lapidario Luca Cordero di Montezemolo, luned� a Torino alla sua prima uscita pubblica dopo il varo della manovra: �La demagogia ha preso un po’ troppo spazio�.

          Tra i piccoli imprenditori, in particolare al Nord, la rabbia � tanta. Qualcuno, alla vigilia del tradizionale convegno dei Giovani in programma questo fine settimana a Capri, � arrivato a profetizzare una Vicenza-bis. Capace di scavare un solco profondo tra viale dell’Astronomia e l’esecutivo e di creare forti imbarazzi a tutto il suo vertice. �Per una volta che eravamo tutti d’accordo ed eravamo riusciti ad ottenere la massima concertazione – si � lamentato ieri il vicepresidente per le relazioni sindacali Alberto Bombassei – il governo ci ha messo mano, senza dire nulla. Di fatto questa � anticoncertazione�. Che ha guastato tutto e �rotto il giocattolo�. Chiarire, discutere, trattare. Rimediare al pasticcio, anche per evitare che Capri si trasformi in una sorta di imboscata per il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa che con Montezemolo sabato chiuder� la due giorni. Anche la Cgil, un po’ fredda nei giorni scorsi (al contrario di Cisl e Uil), ieri ha chiesto di discutere i destini del Tfr. �Sappiamo che c’� un problema per quanto riguarda le aziende e per il loro finanziamento, perch� pur essendo il Tfr dei lavoratori lo usano le aziende per se stesse – ha dichiarato Epifani -. Si tratta quindi di vedere come si pu� compensare questa scelta�. �Compensazioni� le chiede anche il direttore generale di viale dell’Astronomia, Maurizio Beretta, che approfittando di un convegno della Cisl, si � appartato per alcuni minuti col ministro allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani.

            In mattinata Montezemolo era invece tornato a chiedere pi� attenzione per le piccole imprese, �pi� tifo� per loro. Una parte del governo sembra aver raccolto il messaggio. �C’� stata una presa di coscienza del problema�, fa notare una fonte di governo. Il Tesoro per� non si pronuncia. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano, dopo l’intervista di ieri a �la Stampa�, invece rilancia l’idea di convocare un tavolo con le parti sociali sulla previdenza integrativa. E anche Bersani si � detto pronto a discutere �il disagio sul Tfr�. Bombassei ieri ha dettato la linea: ripartire con la concertazione e cercare di capire che fine ha fatto quel �fondo di garanzia� concordato a suo tempo con Maroni e che ora � sparito. Per Beretta occorre �affrontare bene il tema, sapendo le implicazioni che ci sono e considerando che non � la stessa cosa per impresa e impresa�. Damiano � d’accordo ed � pronto a farsi carico del problema, ben sapendo che soprattutto le piccole imprese possono avere grossi problemi di accesso al credito. Bersani dice che si pu� fare �sponda� tra imprese e banche. E sabato la parola passa a Padoa-Schioppa. [p.bar.]