“Finanziaria” Confindustria: clima ostile

18/10/2006
    mercoled� 18 Ottobre 2006

      Pagina 9 – Economia

        MALUMORE CONVOCATA UNA GIUNTA STRAORDINARIA SULLA MANOVRA
        Confindustria: clima ostile
        verso il mondo delle aziende

          Paolo Baroni
          ROMA

            Confindustria conferma il suo giudizio �preoccupato e negativo� sulla Finanziaria e respinge al mittente la proposta di fissare a 40 dipendenti la soglia per esentare le imprese dal prelievo del Tfr. Dopo 4 quattro ore di discussione la consulta dei presidenti ieri �ha condiviso e approvato� la relazione di Luca Cordero di Montezemolo e ribadito la posizione gi� espressa sulla manovra: una �finanziaria non focalizzata sulla crescita, vera missione del paese�, tutta �centrata su un aumento della pressione fiscale�.

              Toni pacati nella discussione interna, ma molto fermi e duri nei confronti dell’esecutivo. Gli industriali italiani, che ieri a Roma si sono ritrovati in 250, lamentano l’assenza di riforme strutturali e di tagli alle sacche improduttive della spesa pubblica e le scarse risorse destinate al risanamento dei conti ed agli investimenti �indispensabili in infrastrutture�. Montezemolo ha parlato di un vero e proprio �clima ostile� che circonda il mondo delle imprese. Sul banco degli imputati vari provvedimenti, a cominciare da quelli recenti adottati in materia ambientale, che �ci allontanano dall’Europa, complicano inutilmente la vita delle imprese� e, in assenza di modifiche, �rischia di tradursi in un aumento di costi insostenibile�.

                La Consulta ieri ha ribadito che il taglio del cuneo fiscale �rappresenta un provvedimento irrinunciabile per la competitivit� delle imprese� segnalando per� anche che riforme sbagliate, inasprimenti fiscali ed il prelievo forzoso di una quota del Tfr rischiano di vanificare il tutto. Confindustria chiede al Governo di formulare �una proposta diversa, che eviti di penalizzare le piccole imprese dal punto di vista della struttura patrimoniale� e per questo ha incaricato il vicepresidente per le relazioni sindacali Alberto Bombassei di condurre la trattativa. Sia il vicepresidente Andrea Pininfarina che il presidente dei Piccoli, Giuseppe Morandini, ieri hanno bocciato la proposta di fissare a quota 30-40 dipendenti la soglia di esenzione proposta dal ministro Bersani. �Troppo bassa� hanno commentato entrambi. �Bisogna trovare una soglia in grado di fotografare bene la struttura produttiva del nostro paese� ha aggiunto Morandini. �Con una soglia numerica di questa entit� – ha spiegato invece Pininfarina – si rischia un livello di arbitrariet� molto pericoloso. In termini strutturali aggiungeremmo un’altra soglia alla crescita�. In molti poi, numeri alla mano, hanno segnalato come il prelievo impatti in maniera significativa sui conti delle aziende mettendo in serie difficolt� le pi� piccole, che rappresentano la maggioranza nel tessuto produttivo italiano e che notoriamente hanno difficolt� di accesso al credito. �Chi non si pu� approvvigionare�, ha sentenziato Pininfarina, rischia la chiusura.

                  Luigi Abete ieri ha rilanciato �quota 100�. D’accordo con lui sia il presidente di Federmeccanica Massimo Calearo che l’ex numero uno di Assolombarda Benito Benedini. �Se vogliamo essere seri questa � la soglia minima – ha spiegato quest’ultimo – altrimenti ci prendiamo in giro�.

                    Il pressing nei confronti dell’esecutivo, per�, non si ferma qui: su proposta di Montezemolo la Consulta ieri ha deciso di convocare per l’inizio del 2007 le assise generali degli imprenditori per rilanciare la centralit� dell’impresa, la necessit� di riformare lo Stato e l’urgenza di dare vita ad un nuovo �patto� per lo sviluppo del Paese.