“Finanziaria” Cocopro: un’altra piccola rivoluzione

18/12/2006
    luned� 18 dicembre 2006

      Pagina 5 – Economia/Oggi

      Finanziaria
      CO.CO.PRO.
      Un’altra piccola rivoluzione a favore dei lavoratori parasubordinati: i loro compensi dovranno essere agganciati ai contratti nazionali di categoria

      di Giampiero Rossi / Milano

      Mentre la demagogia dei detrattori continua a puntare il dito sulle presunte tasse in pi�, la legge finanziaria che ha imboccato la dirittura d’arrivo si arricchisce di ulteriori misure in favore della stabilizzazione del lavoro e contro la precariet�. Anche nel maximendamento il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, � riuscito – come si era ripromesso – a inserire una norma che completa il quadro degli interventi di tutela per i lavoratori parasubordinati: il comma 774, che aggancia i loro compensi ai contratti nazionali di categoria.

      Testualmente il provvedimento inserito nella finanziaria dice che i compensi per i collaboratori a progetto non solo devono essere proporzionati alla quantit� e qualit� delle prestazioni ma, anche, �devono tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per prestazioni di analoga professionalit�, anche in base ai contratti collettivi nazionali di riferimento�.

      � un’altra piccola rivoluzione in favore dei tanti co.co.pro. creati dalla “fabbrica della precariet�” del centrodestra, e gi� c’� chi parla di superamento sostanziale della legge 30. In realt� la complessa materia del mercato del lavoro sar� affrontata nel suo complesso a partire da gennaio, insieme a imprenditori e sindacati, ma nel frattempo il ministero del Lavoro ha voluto inserire una norma a tutela dei redditi dei collaboratori a progetto anche in vista dell’aumento dal 18 al 23% dei contributi che le aziende dovranno versare per loro. �Volevamo evitare che qualcuno pensasse di scaricare questi costi aggiuntivi sulle buste paga dei lavoratori -spiega Giovanni Battafarano, capo della segreteria tecnica del ministero del Lavoro – por questo abbiamo applicato anche per i parasubordinati la regola che vede due terzi a carico del datore di lavoro e un terzo carico del lavoratore�.

      Una �norma programmatica�, quindi , pensata anche per mantenere aperta la possibilit� di rimanere autonomi a quei lavoratori che lo desiderino, per esempio certe figure professionali qualificate per le quali questo rapporto di lavoro risulta pi� vantaggioso. �Si tratta di un passo ulteriore nella lotta alla precariet� e per la stabilizzazione del lavoro – osserva ancora Battafarano – e va nella stessa direzione della riduzione del cuneo fiscale, della lotta al lavoro nero e del fondo per la stabilizzazione, che gi� stanno dando i loro frutti�.