“Finanziaria” C.Sangalli: «Pronti alla piazza»

10/10/2006
    marted� 10 ottobre 2006

    Pagina 9 – Economia

      l�intervista

        Sangalli, presidente di Confcommercio

          L�ultimatum dei commercianti
          �Pronti alla piazza�

            Tasse locali scippo del Tfr e stretta sugli studi di settore: la categoria � perseguitata

              LUISA GRION

                ROMA – Avviso di ultima chiamata: o ci ascoltate o si va in piazza. Come gi� i sindaci e gli industriali anche i commercianti vogliono che il governo rimetta mano in Finanziaria ai provvedimenti che li riguardano e a Padoa-Schioppa e Prodi il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, invia un messaggio molto diretto: �La base spinge, siamo in zona Cesarini�.

                Presidente � una minaccia?

                  �Lontana da me ogni tentazione del muro contro muro, continueremo a confrontarci con il governo anche se, dopo il colpo di mano sulla previdenza degli autonomi, i proclami sulla concertazione non valgono nemmeno la carta sulla quale sono stati scritti. Ma useremo anche la leva della protesta diffusa in tutto il paese, perch� il malessere di chi fa impresa, soprattutto piccola impresa, � troppo forte�.

                  Cosa contestate a questa Finanziaria?

                    �La stretta sugli studi di settore, l�aumento dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi e gli apprendisti, lo scippo del Tfr, la crescita delle tasse locali, la tassa di soggiorno che colpisce il turismo, lo scampolo di riduzione del cuneo concesso. La categoria si sente perseguitata. Quando scendo al bar per un caff� le persone mi fermano per dirmi che, se le condizioni non cambieranno, saranno costretti a chiudere�

                    Ecco, a proposito di caff�, alcuni giorni fa sulle pagine di questo giornale un barista anonimo confidava di guadagnare 100 mila euro l�anno e di dichiararne esattamente la met�. E di non esserne affatto pentito. Come la mettiamo con l�evasione della categoria?

                      �A parte il fatto che anche Visco � ormai convinto che a evadere non sia una sola categoria, abbiamo sempre detto che la manovra doveva essere composta di tagli alla spesa pubblica e lotta all�evasione. Pagare tutti per pagare meno. Certo per ottenere questo risultato, tutto bisognava fare salvo che aumentare le tasse come questo governo ha invece previsto: l�1,25 per cento in pi�.

                      Parlando sempre di tasse, va anche detto che i redditi medi dichiarati dai commercianti sono ben al di sotto dei 30 mila euro annui. Stando cos� le cose il nuovo fisco vi premier�. Di cosa vi lamentate allora?

                        � Visto che il gettito Irpef aumenter� di 400 milioni di euro direi che le cose non andranno proprio cos�. E, sempre ammesso che dal nuovo sistema ne siano avvantaggiati, i commercianti si troveranno a fare i conti con un inevitabile aumento della tassazione locale: dallo sblocco dell�addizionale Irpef all�Irap, dalla tassa sul soggiorno che colpisce il turismo, a quella sull�immondizia o sui tavolini. Alla fine della partita non ci sar� aliquota o detrazione che tenga, andremo a perdere�.

                        Andando in piazza vi accoderete alla destra.

                          �Non ci accoderemo a nessuno, la nostra protesta rester� autonoma e i termini saranno decisi dall�assemblea straordinaria che convocheremo entro novembre. Ma certo la nostra autonomia non sar� indifferenza verso chi – dall�opposizione, ma sia chiaro anche dalla maggioranza – vorr� riaprire il confronto sull�impostazione della manovra. In ogni caso saremo compagni di strada anche di tutti quelli che la pensano come Cofferati, che ha detto che questa manovra � tutta sul ceto produttivo e sul lavoro dipendente�.