“Finanziaria” Braccio di ferro sui condoni

25/10/2005
    martedì 25 ottobre 2005

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      L’ASSALTO ALLA DILIGENZA – I PARTITI DELLA CDL SPINGONO PER LE SANATORIE

        Braccio di ferro sui condoni

          ROMA
          Difficile sfuggire alla tentazione di proporre nuove tasse: d’autunno è la regola, nelle sessioni di bilancio. Nella coalizione di governo, i partiti hanno prontamente sconfessato ieri gli ideatori di nuovi balzelli, come la tassa sul turismo o quella sugli sms. Ma quello tributario è solo l’aspetto più folcloristico di una ricerca di fondi per iniziative di spesa a beneficio di piccoli gruppi (di possibili sostenitori alle prossime elezioni) che pervade in questi giorni il Senato. Per «coperture» anche più grosse servirebbero i nuovi condoni, fiscali, previdenziali o edilizi, a cui per ora le voci governative ufficiali restano contrarie.

            Meritevoli dell’impiego di denaro pubblico vengono ritenuti i pannolini per neonati come gli abbonamenti ai trasporti per i pendolari (detraibilità fiscale in entrambi i casi) i libri di scuola, le spese delle giovani coppie per affitti o mutui, le casalinghe delle famiglie con reddito inferiore a 10.700 euro, per finore (ma con soli 10 milioni di euro) le banche musicali, i cori e le filodrammatiche. Compaiono idee tecnicamente difficili da applicare, come il «quoziente familiare» per le bollette della luce e del gas che dovrebbe ridurre la spesa per le famiglie numerose.

              Qualche probabilità in più di essere approvata ha la proposta di numerosi senatori del centro-destra per elevare la franchigia Irap da 8.100 a 15.000 euro; non è certo che esistano i fondi, dato che nelle intenzioni dei proponenti riguarderebbe «circa tre milioni» di piccole imprese; e gli esperti fiscali sostengono che c’è il rischio di aumentare l’elusione e l’evasione, incentivando a dichiarare giri d’affari più bassi.

                Ritorna poi, per iniziativa di una lobby che non demorde da un ventennio, la proposta di istituire casinò in ogni Regione, in due versioni diverse, una firmata da due senatori di Alleanza nazionale, un’altra da tre senatori dell’Udc. L’anno scorso la bloccò il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, per il timore che a ricevere incentivi sia la malavita (riciclaggio del denaro sporco, estorsioni ai vincitori) piuttosto che il turismo. Molti suoi predecessori al governo, di ogni colore politico, avevano espresso la stessa opinione; ma questo non trattiene i sostenitori dei casinò dal tornare all’assalto (nel ‘95 erano quasi arrivati a farcela). I possibili Comuni beneficiari sarebbero Stresa, Salsomaggiore o Rimini, Capri e Taormina.

                  Più seriamente, in un nuovo vertice di maggioranza domani – lo stesso giorno in cui la commissione Bilancio comincerà a votare – si discuterà come ripartire i 1.140 milioni di spese una tantum per la famiglia, fulcro della campagna elettorale del centro-destra. Al momento sembra ancora lontana la risoluzione dei contrasti, che a fine settembre il consiglio dei ministri aveva demandato a queste successive riunioni tra partiti. Si deve scegliere tra il cosiddetto bonus per i pensionati, il premio al secondo figlio, e varie forme di aiuti mirati ai redditi più bassi.

                    Sempre domani si terrà un nuovo incontro tra governo ed enti locali. Quanto ai tagli nella sanità, le Regioni hanno precisato che i 4,5 miliardi in meno da loro lamentati sono in diminuzione rispetto alle previsioni inserite dallo stesso governo nel Dpef 2006-2009 dello scorso giugno. L’opposizione da un lato biasima i tagli alle spese, dall’altro sostiene che non saranno raggiunti gli obiettivi di contenimento del deficit. Secondo il Nens, centro studi vicino ai Ds, la manovra 2006 contiene 10 miliardi di una tantum mascherate (c’è l’impegno con l’Unione europea di non farne) e non impedirà che si vada in negativo il «saldo primario» (differenza tra entrate e spese al netto degli interessi).

                      [r.r.]