“Finanziaria” Bombassei: «irrinunciabile il taglio del cuneo fiscale»

29/09/2006
    venerd� 29 settembre 2006

    Pagina 2 – Economia/La manovra d’autunno

      IL VICEPRESIDENTE DEGLI IMPRENDITORI �SE LA PRESSIONE RESTA FERMA A LIVELLO CENTRALE E SALE IN PERIFERIA MI RIBELLO COME CITTADINO�

        Bombassei: �I tre punti
        di taglio del cuneo fiscale
        per noi sono irrinunciabili�

          intervista
          Paolo Baroni

          ROMA
          Confindustria tiene duro sul taglio del cuneo fiscale. �Sotto i tre punti non si pu� scendere�, hanno ripetuto per tutta la giornata di ieri i vertici di viale dell’Astronomia. Per rispetto alle promesse fatte e per dare fiato alle nostre imprese nella battaglia per il recupero di competitivit�. Stop anche alle ipotesi di trasferire all’Inps parte del Tfr e ai progetti di mettere subito mano alla legge Biagi. Da tutte le dichiarazioni, da Montezemolo in gi�, emergono con evidenza insoddisfazione e grande preoccupazione. Soprattutto perch� al rigore ed ai tagli delle spese improduttive si � sostituito un forte aumento della pressione fiscale. �Il taglio del cuneo fiscale – spiega il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei, che ha seguito in prima persona la trattativa col governo – era nel programma dell’Unione, � stato ribadito pi� volte dal presidente del Consiglio e confermato pi� volte da vari ministri e per noi � una misura sicuramente irrinunciabile�.

            Indisposti a fare qualsiasi tipo di sconto?

              �Lo ha detto il presidente Montezemolo e lo ha ribadito anche Emma Marcegaglia nel comunicato che ha fatto ieri al termine della riunione della Giunta di Confindustria: per noi i tre punti di taglio, che all’inizio dovevano essere 5, sono una cosa irrinunciabile. Gli altri due che vanno ai lavoratori, pur rappresentando una causa nobile, non aumentano la competitivit� del Paese. Poi su come vengono concessi e sui tempi, con senso di responsabilit�, se ne pu� parlare. Capiamo che sono momenti estremamente difficili per far quadrare i conti, per� i tre punti di taglio devono restare tali�.

                Vi aspettavate pi� rigore?

                  �Certo, e lo ha ammesso lo stesso governo: quel rigore tanto invocato mi sembra si sia un po’ ammorbidito. I tagli, non della spesa ma degli sprechi su tutta una serie di voci, sembrano non esserci. Se fosse cos�, sarebbe da considerare molto grave, perch� vorrebbe dire non poter disporre dei fondi necessari al rilancio del Paese. Ovvero quello che abbiamo insieme convenuto come necessario per rimettere in carreggiata l’Italia, per avere un Paese pi� moderno e pi� vicino ai nostri competitor tradizionali, sia europei sia extraeuropei�.

                    Vi siete lamentati del rischio di un aumento strisciante delle tasse locali, ma se il governo anzich� scaricare sull’Irap i disavanzi sanitari delle Regioni puntasse sui ticket?

                      �Francamente se si tiene ferma la pressione fiscale a livello nazionale e poi la si aumenta a livello locale io, non come Confindustria ma come semplice cittadino, mi ribello�.

                        Ma almeno non ci si rivale direttamente sulle imprese…

                          �Per carit�, fa meno male, per�… E comunque ricordiamoci che l’Irap � stata definita una tassa iniqua dal governo precedente e abbiamo sempre la spada di Damocle dell’Europa che pende su di noi. Per la Ue questa � una tassa che va tolta: non vorrei che fra qualche anno si ripetesse il caso dell’Iva sulle automobili e quindi poi occorre restituire tutto di colpo�.

                            Dopo la Finanziaria dovrete affrontare un altro capitolo delicato, la legge Biagi: il governo punta ad eliminare quelle forme contrattuali che sono state definite pi� precarizzanti.

                              �Quando si dice che si vogliono eliminare le forme pi� precarizzanti, intendo come tali lo staff leasing, il job on call e job sharig, c’� una evidente contraddizione in termini. Per il job on call in un anno credo siano stati firmati un migliaio di contratti, staff leasing e job sharing arrivano a poche centinaia. Se c’� un problema generale legato agli eccessi di precariet� non � certo dovuto a queste soluzioni. Meglio aspettare ancora un po’ di tempo e vedere cosa succede. E nel frattempo bisogna completare la legge predisponendo gli ammortizzatori sociali. Ma per farlo occorre stanziare in Finanziaria i fondi necessari, altrimenti sono solo parole�.

                                Si riparla anche dei contratti a termine e dell’ipotesi di inserire una sorta di diritto di precedenza alla riassunzione…

                                  �Al ministro l’abbiamo detto molto chiaramente: siamo fortemente contrari a mettervi mano. E’ vero che oggi circa il 50% delle assunzioni viene fatto con contratti a termine, comprendendo anche la forma pi� tradizionale che � l’apprendistato, � anche altrettanto vero, e questo non lo si dice quasi mai, che nel giro di due anni pi� della met� di questi lavoratori passa a tempo indeterminato. Le imprese hanno un evidente attenzione sulla flessibilit� in entrata poich� tutti sappiamo bene che, al contrario di tanti altri paesi (dalla Spagna agli Usa, ai paesi nordici), non ne abbiamo per nulla in uscita. Comunque sia, in materia di mercato del lavoro, anche se le posizioni ora sono distanti c’� un impegno ad avviare un confronto utilizzando il metodo della concertazione�.