“Finanziaria” Bersani contestato dai ricercatori

12/12/2006
    marted� 12 dicembre 2006

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    Bersani contestato dai ricercatori
    “Troppa industria e poco sapere”

      Ancora fischi a Bologna
      Il ministro: vogliamo la stessa cosa

        RAPHAEL ZANOTTI

        BOLOGNA
        Solo ieri mattina il ministro allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani suggeriva al premier Romano Prodi di �fare come Berlusconi�, ovvero �girare con la claque� per evitare in futuro contestazioni come quelle al Motor Show di Bologna. Ironia della sorte, poche ore dopo, e sempre a Bologna, il ministro � stato a sua volta fatto oggetto di contestazioni.

        Le proteste sono arrivate nel corso del convegno �Il futuro � nella ricerca industriale� organizzato al Centro nazionale ricerche in collaborazione con la Regione Emilia Romagna. Una cinquantina di ricercatori precari del Cnr e dell’Inaf, l’Istituto nazionale di astrofisica, hanno pacificamente interrotto i lavori dell’incontro per leggere un comunicato. Nel documento si stigmatizzava la Finanziaria colpevole, secondo i ricercatori precari, di abbandonare la ricerca di base in favore dell’industria. �Vogliamo spiegare al ministro – ha esordito Vittorio Morandi, uno dei portavoce del gruppo di contestatori – che la ricerca � in panne perch� quello che c’� nel programma dell’Unione e nella Finanziaria non solo non risolve il problema dello sviluppo, ma non � nemmeno sufficiente a garantire lo status quo�. E ancora: �Se ci sono soldi per tutti, la priorit� va data alla ricerca pubblica che � il vero polmone di innovazione, e poi all’industria�. Poco prima il ministro aveva elogiato il progetto Asper affermando �parlare di piccola e media impresa � come parlare di un cavallo che ha difficolt� a bere, ma anche i centri di ricerca si devono organizzare in modo flessibile verso le imprese�. Una frase che non dev’essere piaciuta ai precari, i quali hanno ricordato come, su un totale di 620 lavoratori all’interno del Cnr-Inaf, i precari sono 234, il 38% del totale.

        Un applauso di quasi tre minuti al termine della lettura del comunicato ha salutato l’abbandono della sala da parte del gruppo di contestatori. Il ministro ha subito provato a stemperare: �Mi sembra di aver capito che la critica principale sia quella di un’eccessiva attenzione alla ricerca industriale piuttosto che a quella pubblica. Il messaggio che stiamo lanciando non � quello di una contrapposizione alla ricerca pubblica, bens� a quella politica industriale che fin qui ha finanziato capannoni punto e basta�.

        L’episodio ha scatenato l’ironia dell’opposizione. �Bologna amara per l’Unione� ha commentato il capogruppo di Forza Italia alla Regione Emilia Romagna Giorgio Dragotto. Per i procacciatori di claque si apre un futuro roseo.