“Finanziaria” Berlusconi furioso con i suoi

17/11/2006
    venerd� 17 novembre 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    LA CDL SI DIMOSTRA FORTE NEL PAESE, ANCHE CON LA MANIFESTAZIONE DEL 2 DICEMBRE, MA NON RIESCE A RAPPRESENTARE LA SUA CAPACITA’ DI LOTTA NEL PALAZZO

    �Troppi distratti in Senato�
    Berlusconi furioso con i suoi

      �Non sar� facile farli cadere, il centrosinistra ha paura delle elezioni�

      Augusto Minzolini

      ROMA

      Seduto su una di quelle sedie in pelle nel salone principale di Palazzo Madama, uno sconfortato Giuseppe Schifani, capogruppo di Forza Italia al Senato, ragiona su quello che poteva essere e non � stato. �Sono il capo – osserva sconsolato – di un’armata Brancaleone. Se andiamo avanti cos�, mi dovr� sottoporre a due operazioni di trapianto al fegato. Dicono che i nostri sono teste di… .Beh, io d� il mio silenzio-assenso. Se fossimo stati presenti tutti, avremmo raggiunto i 157 voti nella pregiudiziali di costituzionalit� sul decreto fiscale. Il centrosinistra ne ha raccolti 156 perch� mancava Gavino Angius. Il decreto sarebbe passato solo grazie ai senatori a vita, e noi avremmo potuto porre il problema politico di una manovra fiscale che passa con i voti di chi siede in Parlamento senza essere stato eletto dal popolo. E invece… abbiamo avuto assenze con motivazioni incredibili. Noi non abbiamo un problema politico, semmai di personale politico�. Poco pi� in l� Roberto Castelli, capogruppo dei leghisti, � tanto amareggiato da esprimere il proprio disagio in dialetto napoletano: �Ch’aggia fa!�.

      Come dargli torto. Due giorni fa un senatore dell’Udc aveva mancato una votazione importante perch� era andato a fare una capatina a New York City. Ieri gli ex-dc erano compatti in aula e tutti i senatori dell’opposizione erano nel palazzo solo che al momento del voto Alfredo Biondi di Forza Italia era in infermeria, Laura Allegrini di An era al bagno e il leghista Giuseppe Leoni a cotonarsi i capelli in barberia. Ora qualcuno argomenter� che Berlusconi la spallata non voleva darla, una tesi che ricorda la favola di Esopo sulla volpe che non potendo arrivare all’uva dice che � acerba. La realt�, invece, � un’altra e i motivi delle assenze lo dimostrano: anche gli obiettivi che sono a portata di mano, come quello di dimostrare che il governo sopravvive solo grazie ad un’agguerrita pattuglia di ottantaseienni (questa � la media) senatori a vita, non sono centrati da questa opposizione non per calcolo politico ma per insipienza. �Oggi � andata male – si lamentava ieri alla buvette il senatore Antonio Tomassini – perch� qualcuno ci ha messo troppo tempo a tirarsi su le mutande al bagno�.

      Una tesi condivisa da Silvio Berlusconi, che da due giorni ripete: �Se noi avessimo vinto le elezioni per 25 mila voti, la sinistra gi� ci avrebbe mandati a casa. Loro sono scientifici nell’organizzazione�. E’ un problema di non poco conto per il centrodestra, sia nell’organizzazione dell’aula sia nell’elaborazione della linea politica. Il Cavaliere � stato sottoposto a mille sollecitazioni: chi gli ha promesso l’�acquisto� di qualche senatore dalla maggioranza che poi non si � verificato; chi gli ha spiegato perch� non deve dare ora la spallata a Prodi (Cossiga); chi lo ha spinto a provarci (Tremonti); chi lo incita ad andare duro su Pier Ferdinando Casini (Vizzini); chi, invece, gli consiglia di essere cauto (Letta). �Lo stanno rincoglionendo� si inalbera Angelo Sanza nel Transatlantico di Montecitori. �Se non stiamo attenti, – chiosa Carlo Vizzini – se non diamo certezze, a gennaio rischiamo di perdere noi qualche senatore�.

      Nella palude di una maggioranza divisa e di un’opposizione inconcludente, pu� succedere di tutto. Francesco Cossiga, ad esempio, giorni fa � andato a trovare Berlusconi ad Arcore, gli ha sconsigliato di dare la �spallata� al governo, ma gli ha spiegato di comprendere le sue ragioni. Ieri, per�, non solo ha votato con il governo ma ha tentato anche di convincere l’unico �acquisto� fatto in questi mesi dal centrodestra, De Gregorio, a tornare sui suoi passi. Ieri l’interessato ha votato lo stesso con l’opposizione ma andava in giro con una lettera autografa di Cossiga: se cade il governo – era il senso – si pu� andare incontro all’esercizio provvisorio e alle elezioni anticipate e si rischia di lasciare le nostre forze armate impegnate in Afghanistan e in Libano senza guida e alla merc� dell’estremismo islamico.

      Quindi dopo la battaglia sul decreto fiscale la situazione resta quella di prima: Berlusconi continua a perseguire l’obiettivo di mandare a casa Prodi al pi� presto; deve risolvere il probelma dei numeri al Senato; solo per fare campagna acquisti nella aule parlamentari un’opposizione deve dimostrare innanzitutto di essere compatta ed efficace come una falange macedone. E in queste condizioni si sta creando un paradosso: il centrodestra � forte nel Paese ma non � capace di rappresentare al meglio questa sua forza nel Palazzo. Basta guardare alle cifre dell’ultimo sondaggio che ieri Berlusconi ha consegnato ai suoi per avere un’idea: il centrodestra � al 56,5% mentre il centro-sinistra al 44,5; Forza Italia � al 29,9%; il gradimento di Berlusconi � superiore di quasi 20 punti a quello di Prodi (53,5% contro il 33,5%). Il centrodestra, per�, non riesce a trasformare il consenso in una politica efficace. �Finch� non avremo i numeri e qualcuno di noi � distratto come oggi al Senato – spiegava sconsolato ieri il Cavaliere ai suoi – � difficile farli cadere. I tempi sono vicini ma non cos� vicini… Anche perch� i nostri avversari sono uniti dalla paura di andare ad elezioni. E il problema non riguarda i rapporti nel centrodestra, visto che io sono convinto di mandarli a casa e l’Udc ha la stessa posizione. Come non c’� una questione Lega. Il problema � che non riusciamo a trovare lo strumento: anche la nostra manifestazione del 2 dicembre non far� cadere Prodi, ma sar� chiaro a tutti il malcontento che c’� in Italia�.

      S�, ma �il malcontento� non basta per conquistare il Palazzo, ci vuole anche quell’organizzazione parlamentare efficiente che non c’�. Ieri la riunione dei coordinatori regionali � cominciata con il Cavaliere che faceva il tip-tap per dimostrare che anche la gamba operata � guarita. �Torner� sui campi di calcio?� gli ha chiesto Nicola Cosentino. �Non so, ma la gamba mi servir� anche a prendere qualcuno a calci nel sedere�, � stata la risposta. E Francesco Giro spiegava che �i pullman che porteranno i manifestanti a Roma dovranno fare il giro della citt� per dimostrare che siamo tanti�. Queste sono le riunioni di Forza Italia.