Finanziaria, arriva il no dei sindacati

27/09/2001




Cofferati: manovra sbagliata e inefficace.
La Confindustria: l’impostazione del governo è condivisibile

Finanziaria, arriva il no dei sindacati
      ROMA – I sindacati si ritrovano compatti contro una Finanziaria che il segretario della Cgil, Sergio Cofferati definisce «sbagliata e inefficace». Nella maggioranza, invece, cresce la pressione per spostare più risorse a beneficio di pensioni minime e sgravi fiscali. Ieri il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha precisato che sarà portata a un milione la detrazione fiscale per figlio a favore delle famiglie «con un reddito annuo tra i 70 e gli 80 milioni» (36-41 mila euro). La situazione è ancora incerta per le pensioni minime. Al momento, ha detto ancora Tremonti, «l’aumento a un milione riguarderà chi ha più di 75 anni. Se sarà esteso anche ad altri pensionati, dipende dalla disponibilità». Secondo le indiscrezioni il governo, sotto la spinta di An e dei leghisti, potrebbe ritoccare le rendite di chi ha più di 70 anni, con una spesa per lo Stato vicina ai 3.000 miliardi (1,5 miliardi di euro). La decisione finale sarà presa solo stanotte, quando il Consiglio dei ministri, convocato per le 20.30, varerà il disegno di legge della Finanziaria. Nel frattempo arriva un segnale positivo per il bilancio pubblico: nei primi otto mesi del 2001 le entrate tributarie sono cresciute dello 0,9%, passando da 400.714 a 404.344 miliardi. Nel Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) l’esecutivo aveva previsto un gettito di 401.819 miliardi.

      AGGANCIO ALLE IMPRESE – Ieri Tremonti ha rivisto i rappresentanti di industriali, commercianti e artigiani. Oggi incontrerà i sindacati. Tra le categorie produttive serpeggiava la delusione: nella manovra non c’era traccia di alcun sostegno alle imprese. Ieri, però, Tremonti ha recuperato consensi, usando due argomenti. Primo: il quadro dell’economia internazionale è dominato dall’incertezza e sui conti pubblici dell’Italia pesa ancora l’extra-deficit. Quindi più di così non si poteva fare. A un certo punto Tremonti si è rivolto al presidente della Confcommercio, Sergio Billè, con queste parole: avevamo la necessità assoluta di recuperare 10.000 miliardi. Vista la situazione avremmo anche potuto ritoccare qualche tassa. Ma abbiamo fatto un grande sforzo per tagliare la spesa corrente. Tremonti, però, ha messo in campo anche un altro argomento: la vera trattativa per le riforme si farà con i «collegati» su fisco, previdenza e mercato del lavoro, burocrazia e trasformazione degli enti pubblici. Su questi temi il ministro ha rassicurato gli interlocutori, in particolare il presidente della Confindustria Antonio D’Amato: il governo intende procedere in piena sintonia con le parti sociali. E ieri la Confindustria ha definito «condivisibile» l’impostazione del governo. Tra l’altro è previsto anche un provvedimento che riformerà l’Rc auto.

      LO STOP DEI SINDACATI – Nello schema di Tremonti è previsto anche il contributo dei sindacati. Ma ieri Cofferati e gli altri due segretari, Luigi Angeletti (Uil) e Savino Pezzotta (Cisl) hanno espresso «opinioni convergenti sulle cose generiche annunciate da Tremonti». I sindacati chiedono più misure a sostegno dell’occupazione e dei consumi. Inoltre giudicano «improprio l’uso di una delega sulla riforma previdenziale, dato che è già previsto un confronto di merito».

Giuseppe Sarcina


Economia