“Finanziaria” Analisi Cgil: un po’di giustizia in più

05/10/2006
    gioved� 5 ottobre 2006

    Pagina 2 – Economia/Oggi

    Analisi Cgil
    Le nuove aliquote

      Cinquanta euro al mese
      un po’ di giustizia in pi�

        di Angelo Faccinetto / Milano

          UNA CERTEZZA dopo tante illazioni. I calcoli del ministero e quelli dei sindacati coincidono: chi sta sotto i quarantamila euro all’anno qualcosa guadagna. Poco per chi gi� prende pochissimo. Ma almeno si d� il segnale di un cambiamento, di una scelta d’equit�. Ecco l’analisi e le stime della Cgil

          Non sar� festa per tutti, ma una cosa sembra essere fuor di dubbio: la rimodulazione delle aliquote Irpef operata dalla Finanziaria 2007 – con la sua combinazione tra scaglioni, detrazioni ed assegni famigliari, resa praticabile dal taglio del cuneo fiscale – va in direzione di una redistribuzione a favore delle fasce medio-basse. Quelle, per intenderci, cui appartengono, oltre alla maggior parte dei pensionati, le famiglie di operai ed impiegati che pi� faticano ad arrivare a fine mese.

          Le simulazioni messe a punto sia dagli uffici del viceministro Visco che dal Dipartimento politiche economiche della Cgil nazionale, al riguardo, sono chiare. E concordi.

          A beneficiare della riforma, dal primo gennaio prossimo, saranno soprattutto i redditi da lavoro dipendente compresi tra i 20 ed i 30mila euro lordi annui e quelli da pensione tra i 10 e i 20mila euro. Non solo. Secondo i dati elaborati dalla Cgil, rispetto ai due �moduli� della riforma Tremonti introdotti con le Finanziarie 2003 e 2005 � anche evidente un riequilibrio, quanto a reddito disponibile, tra redditi medio-alti e redditi medio-bassi. Il che, tradotto, significa che rispetto a quest’anno i primi pagheranno un po’ di pi�, i secondi di meno. Anche dal punto di vista politico, un dato rilevante.

          Ma guardiamo il dettaglio. Gli uffici di Visco, nel sottolineare che la rimodulazione delle aliquote deve essere considerata congiuntamente alle detrazioni per carichi di lavoro e carichi di famiglia oltre che agli assegni familiari, hanno preparato alcuni �esempi significativi�. Cos�, un lavoratore dipendente con coniuge e due figli a carico con 16mila euro di reddito lordo annuo – cio� 1.182 euro mensili netti in busta paga – avr� una maggiore disponibilit� di 45 euro (netti) al mese. Per tredici mensilit�. Chi guadagna invece 1.468 euro, a parit� di carichi familiari, avr� un maggior reddito disponibile di 61 euro. A perderci saranno invece quanti guadagnano 50mila euro lordi l’anno, cio� 2.829 euro netti: in busta si ritroveranno 30 euro in meno al mese. Cifra che sale con l’aumentare del reddito.

          La linea di demarcazione tra �chi ci guadagna e chi ci perde� passa grosso modo tra i 30 e 40mila euro di reddito all’anno, fascia popolata soprattutto da quadri, insegnanti ed impigati. A fare la differenza, come detto, sono i carichi di famiglia. Cos� le simulazioni messe a punto dalla Cgil evidenziano che un lavoratore dipendente single con una retribuzione lorda annua compresa tra i 10 e i 30mila euro guadagna – in reddito disponibile – tra lo 0,10 e l’1,48 per cento, cio� tra i 22 e i 137 euro. Oltre, comincia a perderci: 780 euro con un imponibile di 75mila euro.

          In condizioni di reddito analoghe, se il lavoratore dipendente ha solo la moglie a carico guadagna tra lo 0,18 e l’1,19 per cento fino ai 27.500 euro di reddito, mentre dai 30mila euro in su ci perde. E nemmeno poco ( 829 euro a 75mila euro, l’1,64 per cento).

          Discorso diverso, come risulta anche dagli esempi del ministero, se a carico del lavoratore, oltre al coniuge, ci sono anche uno o pi� figli. Con moglie e due minori da mantenere, un operaio con un reddito lordo di 21.500 euro – lo stipendio medio di un metalmeccanico � di 22mila euro – dalla riforma Irpef prevista nel disegno di legge per la Finanziaria 2007 guadagner� 790 euro. Sopra i 30mila euro, invece, il reddito dispinibile scender�: 377 euro in meno a 50mila, 761 euro in meno a 75mila. Con tre figli a carico il guadagno massimo si avr� tra i 18.500 e i 27.500 euro di reddito con vantaggi compresi tra i 654 egli 885 euro disponibili in pi�, cio� tra il 3,09 e il 3,54 per cento.

          Tutti, come ricordato, andranno comunque �sotto� tra i 40 e i 50mila euro. Con un peggioramento del reddito familiare disponibile comunque contenuto – sempre secondo le elaborazioni della Cgil – tra l’1 e l’1,7 per cento, cio� tra i 337 e 761 euro annui.

          Miglioramenti, sempre nelle fasce medio-basse di reddito, sono previsti anche per i pensionati che avranno per� vantaggi pi� ridotti: al massimo 144 euro con 10mila euro di reddito, se single, 172, sempre a 10mila euro, se con coniuge a carico. Mentre per chi gode di rendite pi� ricche – 50 e 75mila euro, negli esempi presi in considerazione – il taglio arriver� fino agli 829 euro annui.

          C’� poi un altro aspetto – che viene sottolineato dal segretario confederale Cgil, Marigia Maulucci – da considerare con attenzione. I vantaggi a favore di pensionati e, soprattutto, lavoratori dipendenti sono stati resi possibili dalla reintroduzione operata dall’attuale governo del meccanismo delle detrazioni. Queste – preferite alle deduzioni di spesa previste da Tremonti (in pratica, pi� spese di un certo tipo sostieni meno tasse paghi) – con l’abbassamento dell’imponibile garantiscono che le risorse vadano affettivamente al lavoro dipendente. Senza contare che il sistema delle detrazioni, sia pure a scalare, in precedenza bloccato a 33mila euro, viene ora esteso fino ai 55mila euro di reddito.

          In termini di redistribuzione, anche questo un elemento significativo.