“Finanziaria” Allarme debito pubblico

15/12/2005
    giovedì 15 dicembre 2005

    Pagina 16 Economia & lavoro

    Finanziaria caos, allarme debito pubblico

      Conflitto d’interessi sul decoder. Rinviata la fiducia. Casini rettifica il governo

        di Bianca Di Giovanni / Roma

          INTERESSI- La richiesta di fiducia sulla Finanziaria è arrivata con otto ore di ritardo rispetto a quanto preventivato dal governo. Motivo: le accuse dell’opposizione di conflitto di interessi del premier per via della norma sui decoder (prodotti da suo fratello Paolo). Quando si dice una finanziaria per la famiglia… In quelle otto ore sono accadute molte cose: un consiglio dei ministri lampo per delegare a una nuova fiducia (assente il premier), nuovi malumori nella maggioranza per via delle briglie imposte da Giulio Tremonti a nuove spese, il «taglio» di 19 commi del maxiemendamento da parte di Pier Ferdinando Casini per inammissibilità (tra questi i fondi per il museo della Shoà ed altri interventi microsettoriali) l’allarme di Standard & Poor’s sul rating italiano per il debito crescente. Una preoccupazione confermata nei fatti dal maxi-emendamento alla manovra, che in sostanza è un’ulteriore correzione del deficit per 3,67 miliardi. È la quinta correzione nel giro di tre mesi: una vera rincorsa. A questo punto la manovra complessiva sale a 27,6 miliardi, di cui circa 23 di correzione netta. vevamo ragione noi – commenta Vincenzo Visco – il deficit 2006 viaggiava ben oltre il 5,5%».

          La stangata finale è oltre il doppio di quanto varato in settembre (circa 11 miliardi di correzione netta), tutto grazie ad una poderosa serie di una tantum che stando agli impegni con Bruxelles non avrebbero dovuto esserci.

            Su tutto questo è piombata la (seconda) fiducia che sarà votata stasera alle 19. Il voto finale alla Camera è fissato per martedì, per giovedì il varo definitivo al Senato. Ma l’opposizione, sempre con Violante, ha già preannunciato che chiederà una verifica all’Autorità Antitrust sul rispetto delle norme sul conflitto di interessi. Il presidente Antonio Catricalà ha annunciato una preistruttoria sulla questione.

              Ci ha provato Carlo Giovanardi a preannunciare di mattina la richiesta di fiducia, quando il maxiemendamento non era ancora di fatto depositato. A quel punto il capogruppo Luciano Violante ha chiesto chiarimenti sul ruolo del premier nel consiglio dei ministri che il 29 settembre ha dato mandato alla fiducia. «Non è un particolare di poco conto, perché su quel testo è stato poi inserito il finanziamento per i decoder terrestri, prodotti dal fratello del premier – ha aggiunto il capogruppo ds – Questo è un modo truffaldino di procedere perché aggira le prerogative del Parlamento, che non conosce quale sia il testo su cui viene apposta la fiducia».

              L’intervento di Violante equivale a una bomba che sconvolge i piani del governo. Così si tiene in tutta fretta un nuovoconsiglio dei ministri, senza la presenza di Silvio Berlusconi, che delega una nuova fiducia. Intanto anche dal Senato arriva l’altolà di Gavino Angius, Willer Bordon e Luigi Zanda sui fondi per i decoder.

                Nel frattempo sul testo definitivo continuano a «fioccare» limature. «Un ministro mi ha appena chiesto: qualde delle 15 versioni conosci?», rivela in Transatlantico la deputata ds Laura Pennacchi. Insomma, neanche i membri del governo conoscono i dettagli dell’ultima mossa di Tremonti.

                Per di più i malumori crescono: quel condono agricolo tanto voluto da Gianni Alemanno non si farà neanche al consiglio pre-natalizio.

                L’opposizione va ancora all’attacco, stavolta con una conferenza stampa congiunta di tutta l’Unione. «Siamo al sequestro della politica economica del Paese – accusa Alfonso Gianni (Rifondazione) – con tre voti di fiducia in tre anni consecutivi. Si apre una grande questione democratica».