“Finanziaria” Accordo sulla rottamazione delle auto

04/12/2006
    luned� 4 dicembre 2006

      Pagina 7 – Economia

      Finanziaria

        Accordo sulla rottamazione delle auto

          S� agli incentivi se si comprano veicoli leggeri o abbonamenti al bus

            Riunione dei capigruppo
            di maggioranza

            Ires-Cgil: pi� risparmi
            che aggravi fiscali

              Barbara Ardu

                ROMA – Rispunta la rottamazione auto. Maggioranza e governo hanno trovato l�accordo politico. Sono stati accolti i criteri proposti dai Verdi, che chiedevano l�estensione dei benefici anche a chi si disfa della vecchia auto inquinante senza comprarne un�altra. Verr� stabilito un tetto al peso delle nuove vetture da acquistare, con un limite nell�ordine dei 2.000-2.600 chilogrammi. �Insomma, non si potr� rottamare una Panda per comprare un Suv�, ha spiegato Natale Ripamonti, senatore dei Verdi. Viene inoltre prevista la possibilit� di trasformazione a Gpl o metano. Chi invece decider� di rottamare l�auto inquinante senza correre dal concessionario, in cambio otterr� un abbonamento annuale ai mezzi pubblici.

                A fare il punto sui nodi ancora da sciogliere della Finanziaria ieri c�� stata una cabina di regia (governo e maggioranza insieme). Sul tavolo rimangono oltre 5.000 emendamenti, ma ieri sono stati esaminati solo i pi� importanti e affrontate le questioni rimaste aperte, dagli sgravi per gli affitti, alla destinazione delle maggiori entrate fiscali, fino al bonus per gli incapienti e il nodo su concessioni e tariffe autostradali. A chiedere uno sforzo a governo e maggioranza per i pi� anziani, � stato il presidente della Commissione finanze Giorgio Benvenuto, ma il sottosegretario all�Economia Nicola Sartor ha fatto capire che sar� difficile trovare le risorse.

                La questione su cui sembrano esserci minori difficolt� � quella della destinazione del maggior gettito derivante dall�evasione, che andr� alla riduzione del prelievo. Tra gli emendamenti segnalati dai gruppi con molta probabilit� verr� esaminato quello presentato dai Comunisti italiani per la stabilizzazione dei precari del pubblico impiego. Intanto il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, ha chiesto di lasciare il contributo sulle pensioni d�oro, misura che sarebbe stata cancellata da un emendamento presentato dal relatore.

                E mentre maggioranza e governo sono al lavoro per i ritocchi alla manovra, uno studio dell�Ires-Cgil cerca di spiegare dove stanno i vantaggi per i lavoratori. Numeri alla mano, il centro studi descrive una Finanziaria equa, incentrata sul lavoro e a carattere redistributivo. �C�� un evidente cambiamento di segno rispetto al passato – spiega Agostino Megale presidente dell�Ires-Cgil – si rivaluta il lavoro, compreso quello precario, c�� pi� equit� e si guarda alla crescita del Paese�. Vediamoli alcuni di questi numeri. Con la riduzione del cuneo fiscale 3 miliardi vanno al lavoro dipendente. Altrettanti con la riforma dell�Irpef (in cui sono compresi anche i parasubordinati), di cui 2,1 miliardi come sostegno alle famiglie. Ai pensionati vanno oltre 2 miliardi. Un po� meno agli autonomi, 1,6 miliardi (di cui uno come sostegno alle famiglie). E ancora, si sono trovate le risorse per i contratti pubblici, si sono introdotte le prime tutele per i collaboratori (come la maternit� e 20 giorni di malattia). Certo sulle tasse saranno i redditi pi� bassi a risparmiare. Su 13.500 euro di imponibile per il 2007 il risparmio sar� del 119 per cento. A quota 30mila dell�83%. E anche i pensionati risparmiano sulle imposte. A questo sforzo di solidariet� verso chi ha meno, sono chiamate le famiglie a reddito elevato e i lavoratori oltre i 40mila euro. �Ma mettere pi� soldi in tasca ai meno abbienti – spiega Megale – significa rilanciare la capacit� di spesa e dunque i consumi interni della maggior parte delle famiglie italiane�.