Finanziaria a colpi di voti di fiducia

08/11/2005
    martedì 8 novembre 2005

      Pagina 12 – Economia & Lavoro

      Finanziaria a colpi di voti di fiducia

        Ultimo scandalo: assunzione per i «collaboratori» dei ministri. Scontro nel governo sui maxi emendamenti

          di Bianca Di Giovanni / Roma

            UNA MACCHINA IMPAZZITA – Il governo prepara due maxi-emendamenti su cui porre la fiducia. Il primo, al decreto fiscale collegato, potrebbe arrivare già oggi. Il secondo, che riscriverà la Finanziaria, dovrebbe «planare» sul Senato tra domani e dopodomani.
            Nel giro di 72 ore la manovra di Giulio Tremonti dovrebbe fare il giro di boa in Senato. Ma la quadratura del cerchio non è affatto facile. Anzi, lo stesso ministro ha creato una matassa intricatissima: decreti e correzioni in corsa distribuiti a «pezzettini» su diversi provvedimenti. Mettere assieme tutte queste tessere del puzzle è una sfida ardua. Tanto più che i nodi aperti restano pesanti. Intanto oggi al Senato si terrà l’incontro dell’Unione con Romano Prodi proprio sulla manovra.

              Tra i temi ancora caldi fino a ieri (mentre in Aula è partita la discussioen sia sulla manovra che sul decreto per un totale di quasi 3mila emendamenti) si va dai tagli a ministeri ed enti locali (giovedì la manifestazione degli amministratori locali che aspettano i 500 milioni del fondo sociale di quest’anno), alle risorse per il cofinanziamento dei fondi Ue ancora da trovare (15 miliardi nel triennio), dagli aiuti ai Paesi in via di sviluppo sottratti «temporaneamente» per coprire l’emendamento di maggioranza (circa 56 milioni) da ripristinare nel testo, al fondo per lo spettacolo tagliato per due volte di seguito, alla riforma Anas rimasta fuori da tutti gli interventi. Sta di fatto che i tagli pesano soprattutto su sindaci e peresidenti di Regione, mentre a sentire pesanti indiscrezioni del Palazzo il governo sarebbe pronto ad approfittare del maxi-emendamento per assumere in via definitiva i collaboratori più vicini ai ministri. «Corre voce, anzi è più di una voce – dichiara il diessino Franco Bassanini – che il governo pensi ad una ruolizzazione massiccia degli staff di ministri e sottosegretari».

                Parole non smentite che porterebbero ad aumentare le spese ministeriali. Sarebbe un altro «buco» rinviato, che si aggiungrebbe alle misure della Finanziaria 2006 su cui anche il Fondo monetario ha esprersso seri dubbi: l’effettiva efficacia dei tagli previsti e la realizzabilità dei risparmi in sanità. Oltre al nodo Anas e Fs, che secondo l’Fmi non reggerebbero agli ultimi tagli varati se non con una profonda ristrutturazione societaria. Altro che promozione, come dice Tremonti: l’Fmi ci ha bocciati.

                  Tra i nodi ancora aperti nel ddl fiscale resta la questione della Riscossione Spa (nel cda vorrebbero entrare rappresentanti dei Comuni) o quella di fondi alle Olimpiadi di Torino (da rifinanziare forse con una lotteria). L’insoddisfazione è forte nelle file della maggioranza: i senatori hanno dovuto rinunciare a gran parte delle loro richieste: il grosso evidentemente andrà alla Camera. Solo 30 milioni sono andati a Palazzo Madama dei 250 reperiti da Tremonti. Da oggi comunque si procede a colpi di fiducia. L’emendamento al decreto recepirà la manovrina 2005 da 1,9 miliardi, nonché le misure sulle entrate (dividend washing) della manovra-ter . Tra domani e giovedì arriverà quindi il maxi-emendamento alla Finanziaria che conterrà le misure per utilizzare i 1.140 milioni per la famiglia (il bonus bebè da 1000 euro, gli aiuti per i figli handicappati e per l’acquisto della casa per le giovani coppie), una parte della manovrina-ter. Infine il governo ha già presentato un emendamento al Bilancio con i minori introiti da alienazione di immobili (meno 5 miliardi) e le maggiori entrate dai dividendi Eni e Enel.