“Finanziaria” A Capri prove di pace

09/10/2006
    domenica 8 ottobre 2006

      Pagina 2 – Economia

      LA PLATEA DOMENICO ARCURI (DELOITTE): �S’� CAPITO CHE DIETRO I NUMERI MAGARI NON CONDIVISIBILI C’� UN PENSIERO FORTE. GLI INDUSTRIALI NON POTEVANO NON APPREZZARE�

        La quiete senza la tempesta:
        a Capri prove di pace

          Antonella Rampino
          Inviata a CAPRI

            Tremonti li aveva fatti ridere, evocando Prodi-mago Otelma e accessi al pronto soccorso �con ticket demenziale a pazienti in condizioni foolish and extravagant�. Francesco Giavazzi li aveva fatti saltare sulla sedia, esortandoli a �fare meno impresa e pi� servizi�. Ma s�, �facciamo solo turismo, bel destino per il nostro Paese� mormorava Francesco Alfonso, un grand commis gi� braccio destro di Ciampi in Banca d’Italia e al Quirinale e oggi di Tommaso Padoa-Scioppa alla scrivania di Quintino Sella.

              Alla due giorni di convegno dei giovani di Confindustria a Capri era passato sotto silenzio perfino Fedele Confalonieri che dichiarava �A Mediaset di Telecom interessa solo l’ultimo miglio�. Perch� l’aria vibrava nell’attesa di quel che poteva accadere. Padoa-Schioppa contestato per lo scippo del Tfr, �l’uovo di Paqua del governo agli industriali�, come lo chiama Ettore Artioli. E Confindustria avvolta nell’aria di Vicenza, accusata di collaborazionismo con governo, dato che il capo dei giovani Matteo Colaninno aveva difeso, e in diretta televisiva, una Finanziaria �di cui, insomma, ricordiamoci che serve a mettere in ordine i conti pubblici�. E invece niente. Al primo giorno, Pier Ferdinando Casini tenta un blitzkrieger alla vicentina, anticipando in un assolo quella che doveva essere la partecipazione a una tavola rotonda di colore smaccatamente unionista: il plauso finale � giusto quello dovuto a chi al momento � solo candidato mattatore dell’opposizione. Al secondo giorno, � sceso in campo Tommaso Padoa-Schioppa. Intelligenza geometrica d’alta scuola di Banca d’Italia, suadente e puntiglioso come un professore di Cambridge, infedele alla regola anglosassone del �never complain, never explain�, non solo ha spiegato e difeso la Finanziaria, ma ha pure avanzato elegante autocritica: �Condivido le obiezioni di chi dice che abbiamo fatto troppo poco per le riforme, questo � niente rispetto a quel che dovremo fare�. Quando s’� beccato i fischi, ha reagito e s’� beccato gli applausi: �Vedo che state attenti…�. Ma sono stati proprio i fischi a far drizzare le orecchie a Tremonti, che se ne stava ad ascoltare all’impiedi in un angolo motteggiando con Giavazzi: era il segnale vero del disgelo. �Perch� Padoa-Schioppa ha mostrato che dietro i numeri magari non condivisibili della Finanziaria c’� un pensiero forte, e un richiamo ai fondamentali macroeconomici: i confindustriali non potevano non apprezzare�, nota Domenico Arcuri della Deloitte.

              Quando poi il ministro ha annunciato che si aprir� un tavolo di confronto sul Tfr, �perch� � vero, ci sono state delle falle nella concertazione�, quando Montenzemolo ha preso l’occasione al volo, �un tavolo di decisori, ecco cosa ci vuole�, la bufera � scomparsa anche dall’orizzonte. �Vorrei Epifani con noi in Confindustria, date le critiche che ha fatto alla Finanziaria�, faceva uno che non le manda a dire, il duro di Federmeccanica Massimo Calearo. �Tutto tranquillo, adesso ci parleremo�, faceva Epifani. Ma quali venti di guerra, �� stato un confronto anche duro, ma proficuo, e in un clima di grande civilt�, faceva Montezemolo accompagnando all’imbarco un Tommaso Padoa-Schioppa particolarmente soddisfatto. Per carit�, chiosa lo stesso Colaninno, �� stato giusto far percepire ai decisori che il clima � pesante, perch� � frutto di un disagio vero. Ma mai la cosa ha rischiato di degenerare�. Giura Colaninno di �non aver militarizzato la sala�. E allora forse ha ragione un economista, e piccolo �Cuccia del Mezzogiorno�, come Massimo Lo Cicero quando dice che la bella giornata di Capri � anche �il segno che Confindustria ha compiuto la propria missione, e s’� svecchiata. Il clima disinvolto e un po’ frondista che una volta era solo dei giovani adesso � anche dei seniores�. Adesso, si discute in libert� in tutto viale dell’Astronomia. Anche fischiando un totem come Padoa-Schioppa.

                Con l’aria che tira sulla Finanziaria, con gli industriali sul piede di guerra per lo scippo del Trattamento di Fine rapporto che Tommaso Padoa-Schioppa aveva definito �sin qui solo prestato alle imprese, e a tassi di favore� ci si aspettava che il consueto convegno di fine estate dei giovani di Confindustria diventasse un macello. Anche perch�, come non si nasconde Luca Cordero di Montezemolo, �la tempistica del convegno dei giovani di Confindustria l’incunea nel punto pi� caldo del dibattito sulla Finanziaria�. Con in programma, per giunta, un raffronto a distanza, ma comunque, ravvicinato, tra Tremonti e Padoa-Schioppa. La presenza di Epifani, accusato di aver spinto per lo scippo del Tfr, poi da lui stesso criticato. La relazione di Matteo Colaninno, il capo dei giovani di Viale dell’Astronomia che, come il capo dei senior, comunque riconosce alla Finanziaria di Tps il merito �di aver rimesso in ordine i conti pubblici�.