Finanziaria 2001, CIGS imprese commerciali 50/200 addetti, ecc.

      Roma, 2 gennaio 2001

      Oggetto: Finanziaria 2001

                            Alle FILCAMS Regionali
                            e Comprensoriali
                            L O R O S E D I

      Care compagne, cari compagni,

      la Legge Finanziaria 2001, approvata definitivamente dalla Camera dei Deputati nella seduta del 22/12/’00, reca norme riguardanti i nostri settori negli articoli menzionati nell’allegato 1. I testi degli articoli in questione sono riportati nell’allegato 2.

      Per quanto concerne i contenuti dell’art. 78 si rimanda alla illustrazione fornita con la circolare inviata in data 20 dicembre 2000.

      Fraterni saluti

      p/la FILCAMS-CGIL
      (Antonia Franceschini)
      All.2

      Allegato 1

      Articoli della Legge Finanziaria 2001 riguardanti i lavoratori dei settori Filcams.
    ARTICOLO
    COMMA
    SETTORE
    Art. 43 (Dismissioni di beni e diritti immobiliari) Comma 19 Portieri
    Art. 78 (Interventi urgenti in materia di ammortizzatori sociali, di previdenza e lavori socialmente utili) Comma 15, lettera a)

    Comma 25

    Comma 33

    Imprese commerciali
    con più di 50 dipendenti,
    proroga Cigs e mobilità

    Incremento indennità di
    disoccupazione con requisiti ridotti

    Clausola di salvaguardia delle norme contenute nel decreto legge n. 346 (20 nov. 2000) riguardanti tra l’altro, la proroga dei trattamenti di cassa integrazione e mobilità per le agenzie di viaggi e turismo, compresi gli operatori turistici e le imprese di vigilanza, nonché i fondi per le proroghe riguardanti i nostri settori per gli anni 1999 e 2000

    Art. 103 (Utilizzo dei proventi derivanti dalle licenze Umts e norme in materia di carta di credito formativa e di commercio elettronico). Comma 5 Commercio elettronico, concessione credito d’imposta
    Art. 117 (Disposizioni in materia di lavoro temporaneo. Modifiche all’art. 10 del Decreto Legislativo 23 dicembre 1997, n.469) Commi da 1, lettera b) Lavoratori temporanei domestici
    Art. 118 (Interventi in materia di formazione professionale nonché disposizioni di attività svolte in fondi comunitari e di fondo sociale europeo). Commi da 1 a 8 Istituzione fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua nei settori dell’industria, dell’agricoltura, del terziario, dell’artigianato.
    Le parti possono dar vita a fondi anche per settori diversi

      Allegato 2
      Testi degli articoli che interessano i settori della Filcams:

      Art. 43 (Dismissione di beni e diritti immobiliari)

      19. I lavoratori, già dipendenti degli enti previdenziali, addetti al servizio di portierato
      o di custodia e vigilanza degli immobili che vengono dismessi, di proprietà degli enti
      previdenziali, restano alle dipendenze dell’ente medesimo.

      Art. 78 (Interventi urgenti in materia di ammortizzatori sociali, di previdenza e di lavori
      socialmente utili)

      15. Nei limiti delle risorse rispettivamente indicate a carico del Fondo di cui all’articolo
      1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
      dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, per l’anno 2001:

      a) sono prorogati, in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e comunque non oltre il 31 dicembre 2001, i trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilità di cui all’articolo 62, comma 1, lettera g), della legge 23 dicembre 1999,n. 488, limitatamente alle imprese esercenti attività commerciali con più di cinquanta addetti. L’onere differenziale tra prestazioni, ivi compresa la contribuzione figurativa, e gettito contributivo è pari a lire 50 miliardi;

      …………………………………….

      25. Le risorse finanziarie comunque derivanti dagli effetti dell’applicazione della decisione 2000/128/CE della Commissione delle Comunità europee dell’11 maggio 1999 in materia di contratti di formazione e lavoro, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L042 del 15 febbraio 2000, da accertare con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sono assegnate al Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, per essere destinate, nei limiti delle medesime risorse, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, ad interventi in materia di ammortizzatori sociali, con particolare riferimento all’incremento
      dell’indennità di disoccupazione previsto dal comma 19, in caso di indennità di disoccupazione con requisiti ridotti.

      ……………………………………….

      33. Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto-legge 24 novembre 2000, n. 346. La presente disposizione acquista efficacia a decorrere dal 27 gennaio 2001.

      Art. 103. (Utilizzo dei proventi derivanti dalle licenze UMTS e norme in materia di carta di credito formativa e di commercio elettronico)

      5. Per lo sviluppo delle attività di commercio elettronico, di cui all’articolo 21 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato provvede alla concessione, nei limiti stabiliti dalla disciplina comunitaria per gli aiuti de minimis, di un credito di imposta, non rimborsabile, che può essere utilizzato dal soggetto beneficiario in una o più soluzioni, per i versamenti di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997,n. 241, e successive modificazioni, entro il termine massimo di tre anni dalla ricezione del provvedimento di concessione. Per il settore produttivo tessile, dell’abbigliamento e calzaturiero, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato adotta specifiche misure per la concessione di contributi
      in conto capitale nei limiti degli aiuti de minimis.

      Art. 117. (Disposizioni in materia di lavoro temporaneo. Modifiche all’articolo 10 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469)

      1. Alla legge 24 giugno 1997, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:

      ………………………….

      b) all’articolo 9, dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:
      “3-bis. Nel caso in cui i contratti collettivi prevedano la fornitura a persone fisiche o a nuclei familiari di lavoratori temporanei domestici, i contributi previdenziali ed assicurativi sono dovuti secondo le misure previste dall’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1403, e successive modificazioni. L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) determina le modalità ed i termini di versamento.

      Art. 118. (Interventi in materia di formazione professionale nonché disposizioni di attività svolte in fondi comunitari e di Fondo sociale europeo)

      1. Al fine di promuovere, in coerenza con la programmazione regionale e con le funzioni di indirizzo attribuite in materia al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, lo sviluppo della formazione professionale continua, in un’ottica di competitività delle imprese e di garanzia di occupabilità dei lavoratori, possono essere istituiti, per ciascuno dei settori economici dell’industria, dell’agricoltura, del terziario e dell’artigianato, nelle forme di cui al comma 6, fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua, nel presente articolo denominati “fondi”. Gli accordi interconfederali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale possono prevedere la istituzione di fondi anche per settori diversi. Il fondo relativo ai dirigenti può essere istituito con accordi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei dirigenti comparativamente più rappresentative. I fondi finanziano piani formativi aziendali, territoriali o settoriali concordati tra le parti sociali, nella misura del 100 per cento del progetto nelle aree depresse di cui all’obiettivo 1 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999 e nella misura del 50 per cento nelle altre aree. Ai fondi afferiscono, progressivamente e secondo le disposizioni di cui al presente articolo, le risorse derivanti dal gettito del contributo integrativo stabilito dall’articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni, relative ai datori di lavoro che aderiscono a ciascun fondo.

      2. L’attivazione dei fondi è subordinata al rilascio di autorizzazione da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, previa verifica della conformità alle finalità di cui al comma 1 dei criteri di gestione delle strutture di funzionamento dei fondi medesimi e della professionalità dei gestori. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale esercita altresì la vigilanza sulla gestione dei fondi.

      3. I datori di lavoro che aderiscono ai fondi effettuano il versamento del contributo integrativo di cui al comma 1 all’INPS, che provvede bimestralmente a trasferirlo al fondo indicato dal datore di lavoro.

      4. Nei confronti del contributo versato ai sensi del comma 3, trovano applicazione le disposizioni di cui al quarto comma dell’articolo 25 della citata legge n. 845 del 1978, e successive modificazioni.

      5. Resta fermo per i datori di lavoro che non aderiscono ai fondi l’obbligo di versare all’INPS il contributo integrativo di cui al quarto comma dell’articolo 25 della citata legge n. 845 del 1978, e successive modificazioni, secondo le modalità vigenti prima della data di entrata in vigore della presente legge.

      6. Ciascun fondo è istituito, sulla base di accordi interconfederali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative
      sul piano nazionale, alternativamente:
      a) come soggetto giuridico di natura associativa ai sensi dell’articolo 36 del codice civile;
      b) come soggetto dotato di personalità giuridica ai sensi dell’articolo 12 del codice civile, con un decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale.

      7. I fondi, previo accordo tra le parti, si possono articolare regionalmente o territorialmente.

      8. In caso di omissione, anche parziale, del contributo integrativo di cui al comma 1, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere, oltre al contributo omesso e alle relative sanzioni, una ulteriore sanzione amministrativa di importo pari a quello del contributo omesso. Gli importi delle sanzioni amministrative sono versati ai fondi.