“Finanziaria 1″ Irpef alleggerita, più cari bolli e Ici

17/12/2004

    venerdì 17 dicembre 2004

    Irpef alleggerita, più cari bolli e Ici
    La correzione dei conti sale a quota 24,1miliardi di euro

    ROMA
    Il governo incassa il via libera del Senato alla finanziaria 2005. Il provvedimento passa ora alla Camera per l’ok finale. Molte le novità inserite prima tra tutte la riforma dell’Ire che a partire dal 2005 prevede tre aliquote del 23%, 33% e 39%, più un contributo di solidarietà del 4% per i redditi oltre i 100 mila euro. Nel complesso, il taglio delle tasse ammonta a 6,5 miliardi di euro con effetti per 4,3 miliardi sul bilancio dello Stato nel 2005. Sull’Irpef saranno concentrati 6 miliardi, mentre 500 milioni incideranno sull’Irap.

    L’intervento riguarderà il 40,7% dei contribuenti, 15,6 milioni di persone che godranno di un risparmio medio pari a 369 euro a testa. La riforma prevede anche la sostituzione delle detrazioni in deduzioni. In particolare, ammonteranno a 3.200 euro per il coniuge e a 2.900 per ogni figlio o altro familiare a carico. Ma potranno salire fino a 3.450 euro se il bambino ha meno di 3 anni e a 3.700 se è portatore di handicap. Il valore degli sgravi sarà proporzionato al reddito, fino ad annullarsi a quota 78 mila euro. Una deduzione specifica di 1.820 euro è prevista per le badanti per persone non autosufficienti.


    E sempre in tema di fisco, l’Ici dovrà essere pagata anche sui gazebo. Inoltre viene data la possibilità alle Regioni che sforano il tetto della spesa sanitaria di intervenire sulle addizionali Irpef e Irap. Cambia anche l’entità della manovra correttiva che è salita a circa 24,1 miliardi per reperire le risorse necessarie ad attuare gli sgravi fiscali. L’automatismo degli studi di settore viene soppresso, mentre arriva la pianificazione fiscale concordata.


    Stangata per i bolli da cui lo Stato conta di incassare, nel 2005, ulteriori 1.120 milioni di euro. Un altro miliardo arriverà invece dall’aumento delle accise per le sigarette. La manovra fissa il tetto alla crescita della spesa per le amministrazioni pubbliche al 2%. Viene inoltre rivisto il Patto di stabilità interno che punta a premiare gli enti locali più virtuosi e introdotto il blocco del turn over.