“Finanza pubblica 2″ Scoppia la bufera sull’Istat

02/03/2005

    mercoledì 2 marzo 2005

      Perché manca il dato del Pil?
      Scoppia la bufera sull’Istat

        MILANO Sull’Istat è di nuovo bufera. Ieri, in calendario, era prevista la diffusione di dati importanti per determinare lo stato di salute dell’economia e dei conti pubblici italiani. Quelli relativi al rapporto tra l’indebitamento netto tra delle amministrazioni pubbliche e pil, quello sulla pressione fiscale e quello riguardante l’andamento del prodotto interno lordo, cioè la crescita. Solo i primi, però, sono stati regolarmente diffusi. Guardacaso quello legato al Patto di stabilità perfettamente in linea col fatidico 3 per cento stabilito dai parametri di Maastricht. Per l’andamento della crescita si dovrà attendere. Rinviato a data da destinarsi. Motivo? Un «importante guasto informatico», come ha dichiarato lo stesso istituto. Un guasto che ha consentito soltanto la diffusione della crescita a prezzi correnti. In pratica, il danneggiamento dei dischi principali del server dedicato alle elaborazioni per la contabilità nazionale, verificatosi – secondo quanto precisato dall’Istat – il 28 febbraio, ha provocato la perdita degli archivi più aggiornati, ha «impedito la costruzione del conto» ed ha, appunto, lasciato a disposizione degli statistici soltanto elaborazioni parziali. Quindi niente dati sulla crescita. Risultato, il governo per un giorno ha potuto gloriarsi di avere centrato due obiettivi importanti. Senza altri dati a guastare la festa.

          Ma la cosa non è stata indolore. Ritenendosi responsabile, la dirigente informatica dell’istituto, Vittoria Brunatta, ha ritenuto di dover rassegnare al presidente le proprie dimissioni. Dimissioni che il presidente, Luigi Biggeri, ha però respinto non ravvisando responsabilità personali della dirigente. Cosa che non ha impedito che si scatenasse la polemica.

            Intesaconsumatori ha parlato di «ennesimo scandalo, uno scandalo che si consuma due-tre volte alla settimana». Il sindacato Usi-Rdb Ricerca, assai rappresentativo all’interno dell’istituto, ha invece accusato i vertici di «sciatteria». «È incredibilie – afferma in un documento – che si operi senza un’adeguata unità di scorta». Cgil e Uil sono tornate e puntare il dito sul malessere della statistica pubblica ed hanno chiesto un incontro urgente con Biggeri.

              Non solo. Consumatori e Rdb hanno invitato il presidente alle dimissioni. I lavoratori, in particolare, per aver «esposto l’Istat al pubblico ludibrio». Ma dietro c’è un altro sospetto. Che l’istituto di statistica si sia sempre più allineato con il potere, cioè col governo. Consumatori, sindacato, e non solo, si mostrano stupiti di un fatto. Che, nonostante il guasto, l’Istat non abbia avuto problemi a diffondere il dato sul deficit-pil e sulla pressione fiscale in calo.

                Nonostante il black out, insomma, un miracolo. Che evita l’inferno al governo e al ministro dell’Economia.

                  a.f.