Filone turismo, la parola ai pm

28/02/2005

    domenica 27 febbraio 2005

    Filone turismo, la parola ai pm
    Quattro ore, pi ù o meno. Tanto è durato l’ottavo faccia a faccia tra Calisto Tanzi e i pm parmigiani. Uno degli interrogatori pi ù brevi, fra quelli andati in scena in via Melloni dall’inizio dell’anno. Ma l’impressione è che ieri si sia chiuso il cerchio su un filone molto importante: quello sugli intrecci delle società turistiche dell’impero di Calisto Tanzi.

    Nonostante tutti – avvocati e inquirenti – tengano le bocche cucite (l’interrogatorio è stato secretato), si intuisce che, dopo aver messo sul piatto una serie di elementi ritenuti importanti per far chiarezza su eventuali responsabilità di terzi, i legali dell’ex re del latte attendano ora le mosse della procura. Da giorni si parla – ma per ora sono solo voci – di ventilate richieste di misure cautelari, come l’interdizione a esercitare una carica sociale, nei confronti del numero uno di Capitalia Cesare Geronzi, il cui nome è stato ripetutamente tirato in ballo da Tanzi. La decisione di richiedere tale misura spetta alla procura, ma l’ultima parola sarebbe del gip Pietro Rogato.

    Come detto, ieri si è chiuso l’approfondimento – sulla base delle verità di Tanzi – del versante turistico del crac. Tanzi è arrivato intorno alle 10, ma l’interrogatorio dell’ex patron di Parmalat è iniziato mezz’ora dopo per concludersi intorno alle 14,45: dopo le formalità per il verbale, Tanzi ha lasciato gli uffici distaccati della procura poco prima delle 15,30. Il faccia a faccia era cominciato con il pm Vincenzo Picciotti, ma intorno alle 13 è arrivato anche il procuratore capo Vito Zincani. I due hanno lasciato la procura pochi minuti dopo Tanzi, senza dire nulla. « Nessuna dichiarazione – si è limitato a dire l’avvocato Gian Piero Biancolella, presente all’incontro con Fabio Belloni e Filippo Sgubbi, gli altri legali del cavaliere – l’interrogatorio è stato secretato».

    « Sono un po’ stanco » , si è limitato a rispondere Tanzi ai cronisti, trincerandosi dietro al silenzio quando gli è stato domandato del coinvolgimento degli istituti di credito nel dissesto. Poi, prima di salire in auto, l’ex re del latte ha ironizzato quando i cronisti gli hanno domandato se si fosse parlato anche delle Ferrovie: « Per forza – ha sorriso Tanzi – l’avvocato Sgubbi ( uno dei difensori, ndr) prende sempre il treno per arrivare da Bologna » .

    Delle Ferrovie si era parlato negli scorsi interrogatori, in relazione alla joint venture che, nel ‘ 96, le Fs di Lorenzo Necci strinsero con la Itc& p di Tanzi: e, già all’epoca, le finanze della holding del turismo erano in condizioni disastrose. Su questo capitolo, Picciotti aveva interrogato nei giorni scorsi il manager Nicola Catelli – già socio della Hit International, poi confluita in Parmatour, holding turistiche della famiglia Tanzi – già indagato e ritenuto uomo di collegamento fra Collecchio e la Banca di Roma, e, come persona informata dei fatti, l’ex presidente e ad delle Ferrovie dello Stato Giancarlo Cimoli, attuale amministratore delegato di Alitalia. E’ slittato l’interrogatorio in programma domani mattina: Tanzi dovrebbe comunque essere risentito in settimana. Stavolta dalle pm Cavallari e Ioffredi.